I comunisti sbandierano sempre la Costituzione, particolarmente per avallare i loro comportamenti anticostituzionali, si veda alla voce “Pandemia”, peccato che non la conoscano o che ne facciano dei remake altamente personalizzati, sia per forza o per amore, per refuso o per ‘gnoranza. Sono i soliti che incessantemente ripetono “studia!”, ed è forte il sospetto che il loro curriculum si fermi al bar sport, alla sala bingo. Poi ci son di quelli che una laurea l’han presa pure, solo che il risultato non pare molto diverso. Nella sua ultima fatica letteraria, “La nostra sicurezza”, fatica per chi la legge, ma tanto pochissimi, praticamente nessuno, come l’altra volta, l’ex ministro Speranza, se n’è accorto Andrea Venanzoni, scombina allegramente gli articoli della Sacra Carta (insomma…), per esempio il 2 che, in esergo del primo capitolo, “Pace: la prima sicurezza”, così viene riportato: “Articolo 2 – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di offesa di risoluzione delle controversie internazionali”.
Insomma la solita pippa che usano i tifosi delle dittature comuniste o islamiche o islamocomuniste per propalare il disarmo unilaterale, cioè le armi da negare a chi è invaso o attaccato e da consentire a chi li spiana. Un concetto della pace veramente da Terza Internazionale, cioè oltre l’ipocrisia, cioè fa schifo. Ma il falso non è solo ideologico, è pure materiale: come sa qualsiasi matricola di diritto costituzionale, ma anche delle scuole medie, tranne i figli dei comunisti, quello citato è l’articolo 11 e neanche tutto, solo la parte che fa comodo; perché poi il dettato proseguirebbe specificando le eventuali limitazioni di sovranità necessarie a una difesa comune, eccetera; peraltro, questo articolo che i comunisti ci han fatto uscire dalle orecchie precisa che il ripudio, il rifiuto si ha nel senso dell’offesa, dell’aggressione. Non dell’autotutela, per quanto i comunisti che vorrebbero saldare il terrorismo antagonista endogeno con quello islamista si sfiniscano ad interpretare ogni difesa come una offesa, sempre stando alla loro sensibilità distorta, falsa, malata. L’articolo 2 senza coloranti né conservanti, comunque, recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Concetto strampalato a suo modo – nessuno ha mai capito né precisato quali cazzo sarebbero “i doveri inderogabili di solidarietà politica” eccetera, ma questi furono i venerati maestri oppure…, detti anche padri costituenti. Due mondi diversi, in ogni modo. Bestia che figura. Risulta che nella versione elettronica acquistabile su Amazon lo sfondone sia stato corretto (ma negli estratti sugli altri siti di vendita no, è ancora ben visibile l’errore) in quella cartacea lo sarà, immaginiamo ci vorrà più tempo, nel frattempo le milioni di copie (che nessuno leggerà) si prestano, come sempre nel caso di Speranza, al macero preventivo; andrà a finire che se qualcuno se ne ritroverà ancora una copia, varrà una fortuna. Per sfondone ricevuto.
Distrazione o clamorosa ‘gnoranza, non è l’unica: sempre Venanzoni precisa una disinvoltura supplementare poco dopo, laddove, più avanti, il nostro Giureconsulto, al capitolo “Sicurezza è cura dell’ambiente” (lo andasse a dire agli amici russi e cinesi), non trova di meglio che citare l’articolo 9, ma appena appena, giusto il terzo comma: “La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. I due commi precedenti, sulla promozione dello sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, e sulla tutela del paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione, fottesega. Si possono fare le cose così? Si può stiracchiare la Santa Carta sempre in bocca a Mattarella sol per (stra)parlare di cambiamenti climatici? Eddai, su. Va bene che il livello è quello della pessima divulgazione di Benigni che, a suon di puttanate, genderizza san Francesco in una specie di trans animalista pro Hamas che mette insieme il campolargo, però qui davvero si esagera: nei film, al poliziotto che ne combinava una di troppo, lo spediscono “a dirigere il traffico”, qui, al nostro poliziotto della salute pubblica dovrebbero rispedirlo a far l’assessore al traffico a Potenza. E come minimo, le vestali della Costituzione alternativa non venissero a rompere l’anima con la cultura, la morale e quella immancabile spocchietta radical chic: così è essere radical buoi.
Si vede che è un vizietto comune nel comunismo, quantomeno alle vongole sgusciate: nella relativa discussione su X, spassosissima, Adriano Scianca pizzica poi l’ultrà militante Paolo Berizzi che a sua volta, nel libro del 2009 “Bande nere. Come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi fascisti”, non rimasto negli annali della letteratura d’inchiesta per la verità, riportava nella quarta di sovraccoperta, stampato a caratteri cubitali, il testo dell’art. 139 cui veniva attribuito lo scultoreo divieto della riorganizzazione del disciolto partito fascista (madòòò, Berizzi, che ossessione). Che non c’era, stava nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, il cui articolo 139 stabiliva, e stabilisce, effettivamente che “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Va beh, sta a spaccà er capello. Se i compagni dicono che la Costituzione dice una cosa, quella è, e se così non è, al diavolo la Costituzione, hegelianamente. Bestie, che figura. Capita, eh, non facciamo le carognette, può sempre capitare una svista; ai comunisti, magari, capita proprio sempre, ma pazienza. Però decenza e anche ridicolo vorrebbero che la facessero basta di impartire lezioni di lineamenti costituzionali, perché i loro lineamenti sembrano leggerissimamente cubisti. In finale, io una cosa vorrei sapè, come il povero, eroico Pasquale Ametrano: ma è proprio necessario scrivere libri? Ve l’ha ordinato il medico, o il partito, compagni? Va bene che l’articolo 140 stabilisce espressamente che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”: però non esageriamo, capre, capre, capre! Ah no, scusate: mi dicono che l’articolo è il 21, il 140 è stato aggiunto di recente e recita: “Non si invochi la libertà per non vaccinarsi e per quello che mi pare a me”. Indovina chi l’ha inserito, indovina mbò?
Max Del Papa, 6 ottobre 2026
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