Ci sono foto che invecchiano proprio male, anzi, malissimo. È il caso dello scatto dello scorso aprile a Barcellona, che ritrae Schlein, Sánchez e Lula. Nella foto, la segretaria dem, raggiante in mezzo alla crème della «mobilitazione progressista globale», ci spiegava con aria trionfante che il vento era finalmente cambiato. Peccato che, a forza di tirarsela con gemellaggi internazionali e kermesse radical-chic, la segretaria del Nazareno sia finita per fare la parte del pifferaio magico, trasformandosi in una sorta di jettatrice politica di livello internazionale.
Prendete la Spagna di Pedro Sánchez: selfie, abbracci, strette di mano e modelli da seguire, immortalati in proclami che oggi fanno quasi tenerezza. Risultato? Il governo guidato da Pedro Sánchez, paladino indiscusso delle istanze progressiste nel Vecchio Continente, è miseramente caduto, travolto da una crisi che ha improvvisamente polverizzato l’idillio iberico. Volete allargare lo sguardo? In Brasile, l’intoccabile Lula perde clamorosamente il primo turno contro Flávio Bolsonaro e precipita in un ballottaggio che fa gelare il sangue nelle vene ai progressisti di mezzo mondo. Una specie di Re Mida al contrario, insomma: tutto ciò che Elly tocca, benedice o mette in cornice finisce immancabilmente per trasformarsi in piombo.
E in Italia, del resto, quella cornice da foto ricordo si infrange contro la commedia degli equivoci del mitologico «campo largo». Chiusa nel fortino del partito, la segretaria insegue forsennatamente Giuseppe Conte in un interminabile gioco dell’oca, incapace di trovare una quadra persino sul nome del leader di una coalizione che, per ora, sembra esistere soprattutto in chiave anti-Meloni. Litigano su tutto e sono uniti soltanto dal terrore di finire nuovamente asfaltati.
Alla fine, tra mobilitazioni internazionali, sorrisi e slogan destinati a durare lo spazio di un mattino, la realtà ha presentato il conto, facendo crollare una carrellata di promesse puntualmente smentite dai fatti. Così, anche stavolta, cara Elly, avete confermato il vostro peculiare e inimitabile marchio di fabbrica: da Roma fino a Brasilia, passando per Madrid, non vi hanno visti arrivare.
Salvatore di Bartolo, 5 ottobre 2026
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