Esteri

“Prima che sia troppo tardi”. Perché Sanchez ha scelto proprio ora di andare al voto

Spagna al voto in novembre. Lo scatto in avanti del Psoe ha un obiettivo (elettorale) molto preciso

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI

Pedro Sanchez ha scelto di andare al voto nel momento in cui, almeno sulla carta, avrebbe più motivi per aspettare. I sondaggi non premiano il Psoe, il centrodestra corre e Vox continua a crescere. Eppure proprio qui sta il senso della mossa del premier spagnolo: non convocare le elezioni perché questo sia il momento migliore, ma perché quello di domani potrebbe essere molto peggiore.

La legislatura, del resto, era entrata in una fase di logoramento difficilmente reversibile. La maggioranza costruita dopo le ultime elezioni si è progressivamente sfilacciata, trasformando ogni passaggio parlamentare in una trattativa e ogni decreto in una prova di sopravvivenza. La bocciatura delle misure sulla casa ha reso evidente ciò che da tempo covava sotto la cenere: Sanchez non poteva più contare su una maggioranza politica stabile, ma soltanto su un equilibrio precario tra forze che spesso hanno interessi divergenti.

Continuare così fino al 2027 avrebbe significato esporsi per mesi a nuove sconfitte, nuove trattative e nuovi ricatti parlamentari. Un governo costretto a sopravvivere voto dopo voto rischia di consumare rapidamente anche quel poco capitale politico che gli resta. Da qui la scelta di interrompere il logoramento e riportare la partita sul terreno che Sanchez conosce meglio: quello della polarizzazione elettorale.

Il premier può infatti tentare di trasformare una debolezza in un’arma. La crisi della casa, che ha contribuito a mettere in difficoltà il governo, può diventare il tema attorno al quale mobilitare un elettorato progressista apparso negli ultimi mesi stanco e disilluso. Sanchez può presentarsi agli spagnoli sostenendo di avere provato a intervenire sull’emergenza abitativa e accusando gli avversari di avere bloccato le risposte del governo. Una sconfitta parlamentare trasformata, almeno nelle intenzioni, in argomento elettorale.

Poi c’è Vox. Più il partito di Santiago Abascal cresce, più Sanchez può provare a ricostruire il vecchio schema del voto utile contro la destra. Il rischio di un governo formato da Popolari e Vox diventa così il principale strumento per richiamare alle urne gli elettori socialisti, quelli della sinistra e soprattutto quella fascia di progressisti che negli ultimi mesi aveva scelto l’astensione. È una strategia già vista: quando il consenso del governo non basta, si prova a trasformare l’elezione in una scelta tra due blocchi incompatibili.

Leggi anche:

Ma soprattutto c’è il fattore tempo. Aspettare avrebbe significato affrontare altri mesi di tensioni nella maggioranza, difficoltà economiche e sociali, le conseguenze politiche della crisi migratoria e un’agenda giudiziaria destinata a continuare a pesare sul Psoe e sull’ambiente vicino al premier. Sanchez sa che nessuno di questi dossier è destinato a scomparire rapidamente. Il rischio, al contrario, è che si sommino.

Per questo l’anticipo assume la forma di una fuga in avanti calcolata. Non perché il quadro sia favorevole, ma perché potrebbe deteriorarsi ulteriormente. Andare alle urne adesso consente al premier di scegliere almeno il momento dello scontro, anziché arrivarci tra qualche mese trascinato dagli eventi.

È questo, in fondo, il vero azzardo di Sanchez: provare a congelare la crisi prima che diventi irreversibile. I sondaggi gli dicono che la partita è difficile. La politica, però, gli suggerisce che aspettare potrebbe renderla ancora più difficile.

Massimo Balsamo, 5 ottobre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

La sinistra incorona Wanna Marchi - Vignetta del 06/10/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

La sinistra incorona Wanna Marchi

Vignetta del 06/10/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni