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QUESTO VIDEO CERTIFICA LA FOGNA DEI PRO PAL

Slogan per Hamas, bandiere bruciate e applausi al massacro: la piazza dell’odio che la legge non riesce a fermare

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Una gran rabbia. Poi una grande stanchezza. Poi ancora rabbia. Poi ancora stanchezza. Infine quella rassegnazione arresa, ma dolcemente triste, quando capisci che non c’è più niente da fare. E l’avevamo scritto che il 7 ottobre, questa ricorrenza del dolore immedicabile, abissale come lo è il dolore senza una ragione, il dolore che accende altro dolore, altro orrore, questa data che non si cancellerà dal libro nero della storia sarebbe stata foriera di nuovo squallore marcescente. Una gran rabbia a vedere la “protesta” filo-palestinese in Piazza Dam ad Amsterdam, che non era una protesta ma solo una liturgia dell’idiozia e della malvagità, dissolta sì dal sindaco Halsema, ma a quale prezzo!

Un gran sapore di fiele in bocca a vedere questi 150 in prevalenza giovani, ragazzini e fanciulle maleodoranti, della trasandatezza dei privilegiati, che scandiscono slogan di esaltazione ad Hamas, i resistenti, i combattenti che cuocevano nei forni i neonati vivi e sparavano sulle ambulanze che soccorrevano i feriti ebrei. E si filmavano con la carne ebrea maciullata, “vedi madre” e la madre che in quell’abisso del tempo non rinuncia allo smartphone, al whatsapp, “bravo, figlio mio! Sia lode ad Allah”. Questo piace ai giovani sozzi, sordidi, non lavati fuori e dentro, avvolti nelle kefiah, nelle bandiere di Hamas. Questo gli piace. Il male puro, senza senso, senza ragione, senza redenzione. Senza cognizione. Come quella stronza minorenne che in una chiesa della Vandea latrava lo stesso, inneggiava ai macellai di bambini ebrei per farsi piacere ai maranza che se la sbattono. Una gran rabbia, perché questi la fanno franca. “I genitori li hanno accompagnati alla gendarmeria”. Per fare che? Una ramanzina e subito a casa a giocare sui social a “ammazza l’ebreo?”. Come lo stragista di Modena che, lo avete visto, no, si era inventato tutto, un mix di integratori per farla franca? Questi non conoscono rimorso perché non sono più umani e non lo sono stati mai. Ma i nostri, francesi, olandesi, italiani?

“Durante la manifestazione sono stati urlati slogan come ‘viva il 7 ottobre’, in riferimento agli attacchi di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023. I manifestanti hanno anche bruciato una bandiera israeliana. I manifestanti con mascherine tenevano un grande striscione verde su cui si leggeva lo slogan “sosteniamo Hamas”. Gli uomini con sciarpe sul volto tenevano uno stendardo con la scritta ‘gloria ai nostri martiri, vittoria alla resistenza’”.

Manifestanti? Totalmente ignari di ogni ragione storica, di qualsiasi dinamica e implicazione. Al punto da rinunciare in partenza a qualsiasi ragionamento, ricostruzione, confronto ed è questo a fare più paura. Se non terrore. Orrore nell’orrore. Manifestanti? No, erano solo poveri stronzi falliti che in vita non combineranno mai niente di buono (ma non ne avranno bisogno, sono nati ricchi): ridevano, si baciavano, come al parco, come in gita. Non c’è nessuna solidarietà se non per il male puro. Questi neanche sanno chi è Hamas, come sorge, perché c’è, chi la arma, chi le ha dato 500 miliardi in 20 anni per scavare tunnel e non saprebbero citare il fiume e il mare fra i cui estremi estendere il dominio dell’olocausto, il nuovo olocausto.

E tutto questo secondo la polizia non infrange la legge. L’apologia di strage, di terrorismo, di orrore non infrange nessuna legge. Il sindaco Halsema lo sa quando scioglie quella feccia, lo sa se definisce le dichiarazioni di sostegno dei manifestanti al Monumento Nazionale in Piazza Dam “scioccanti e sgradevoli ma non punibili e senza possibilità di intervenire”. E ha già fatto fin troppo e non ha fatto abbastanza. Non ha fatto niente. Perché niente cambia. Una gran voglia di mandare affanculo questo mondo che non gira giusto, non ce la fa, che è irresistibilmente attratto dal male assoluto. Forse è vero che l’unica religione è l’Islam, che di questo male totale si nutre, forse è vero che Cristo ha sbagliato tutto. O forse siamo solo noi che siamo aborti viventi, le coscienze putrefatte, l’umanità affogata in una flotilla.

“Non infrangendo la legge”. Ma sì, certo che le leggi sono infrante, tutte. Ma senza più morale trionfa la legge del male. Come quella frase fin troppo abusata di Dostoevkij, “senza Dio tutto diventa possibile”. Come dice quell’organizzatore dell’ignominia: “Di cattivo gusto? Non lo so. È provocatorio e capisco perché la gente lo fa”. Lui capisce? Ma questa schiuma la facevano anche prima del 7 ottobre e il 7 ottobre stesso, quando Israele non aveva ancora cominciato a reagire.

A scatenare a sua volta l’orrore. Lui ce l’ha con la legge in itinere che punta a “criminalizzare” la glorificazione del terrorismo, a criminalizzare il crimine. Eh no, se no è odio. Se temi chi ti odia allora lo odi e il criminale sei tu. Anche se non alzi un dito. Anche se non ti difendi quando ti scannano i figli e ti staccano la testa. “Ma Gesù ha detto…”. No, Gesù non ha mai detto di far entrare quelli che ti vogliono cancellare, non ha mai detto, non essendo “un po’ scemo” come lo chiamava Bergoglio, che bisognava offrire il collo a quelli che te lo segavano perché eri suo fedele, eri cristiano. Col cazzo.

Il Vangelo di Marco tutt’altro dice e dice che Cristo raccomanda il recupero in Israele delle pecore smarrite e di non rivelarsi ai pagani, ai samaritani. E ha anche detto “A Dio ciò che è di Dio, a Cesare il suo”. Non c’era il pacifismo per i terroristi. Col cazzo! Ma i ladri sono lì per confondere le parole, per avvolgere la loro decomposizione morale, il loro sadismo malvagio, da impotenti, nella falsa dottrina che nessuno ha mai pronunciato.

Loro, come la fogna di Amsterdam, adorano il male. Li fa godere il neonato bruciato vivo nel forno. Oggi come ottant’anni fa. Ma i balordi di piazza Dam marciavano alla volta del quartiere ebraico. Per fare cosa? E davanti alla Stopera, il municipio hanno bruciato la bandiera d’Israele. E dopo, cosa? “Non infrangendo la legge”. Una grande rabbia. Una grande stanchezza. Vado a vomitare e dopo scrivo.

Max Del Papa, 8 ottobre 2026

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