Risparmi a rischio, il pericolo delle banche tedesche - Seconda parte

Condividi questo articolo


Ma ci ricordiamo che c’è il Bail-In? Che questa legge è ancora in vigore? Che se nel caso dovesse saltare una banca comunque c’è pur sempre la chiamata in solido anche di coloro che l’anno scelta? Capisco la logica. Ed è comprensibilissima. Dare i nomi delle banche significherebbero creare ancora più problemi alle banche stesse che potrebbero essere abbandonate dai loro correntisti. Tuttavia ce lo ricordiamo che c’è il Bail-In? E allora la domanda che vi faccio e che ci facciamo, è giusto non dire ai clienti di quelle banche quale sia la situazione di quegli istituti? Chi si assume la responsabilità di non dire a chi fosse in un palazzo fatiscente e di cui si conosce la labilità strutturale, quale sia la situazione di rischio in cui vive? E se quel palazzo dovesse venir giù?

O si fa qualcosa di concreto contro il Bail-In, o bisogna prendere atto che questa norma europea ha cambiato le regole del gioco. Io non so quale sia la giusta via. Tuttavia credo sia arrivato il momento di occuparsene davvero.

Leopoldo Gasbarro, 30 novembre 2019

Conti correnti a rischio, la mossa delle banche

Conti correnti a rischio, ecco cosa potrebbe succedere

Conti correnti a rischio, le ultime novità

Conti correnti a rischio, c’è una retromarcia

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


4 Commenti

Scrivi un commento
  1. Il problema vero sta nel fatto che l’economia è fatta dalle imprese non dalle mercato finanziario. Le banche hanno fatto soldi facili con carta da bagno titoli senza garanzia d’impresa, dimenticando che sono nate per gli investimenti non per il mercato, con la conseguenza che adesso piangono per le sofferenze bancarie. Ma chi può pagare se l’economia è fatta di carta e no di industria piani industriali risanamento investimenti collocamento del risparmio in attività produttive in una parola solo crescita economica. Piangiamo la despecializzazione bancaria e tutte le balle create dalle riforme bancarie dal 1981 ad oggi. Mi scusi per l’intervento

  2. Speriamo che Conte l’abbia imparata. Non sono CURIOSO di sentire le ulteriori BESTEMMIE che giornalmente ci ammansiscono PD e 5 STELLE.
    Capre come Librandi ( PD) e tulipani come il viceministro alle Finanze – quello che sembra un grillo parlante – e il migliore di Tutti : ZINGARETTI:
    testuale ” BISOGNA GUARDARE AVANTI . . . . ” ( perchè se ti guardi indietro non smetti di contare tutte le volte che ti hanno infilzato.. . . . )
    Vogliamo lasciare indenne il Guarda sigilli – attuale Bonafede- che inneggia alla trasparenza quando è il primo a coprire le magagne del proprio dicastero – la giustizia –
    ( sulle orme di Andrea Orlando – governo Renzi ) proteggendo Giudici del Civile e
    chiede a gran voce il rispetto INDISCUSSO per dei SACCENTI INCAPACI – sicuramente CORROTTI (quando regalano qualche centinaio di mila euro a Bancarottieri conclamati,
    tutto all’insegna ” ZITTI ZITTI . . . che non si sappia in giro .. . . ” !

  3. Tutto vero, ma solo il ministro dell’agricoltura Marcora si fece sentire in Europa “da Italiano, senza mettersi a 90° ( dimenticato perché democristiano). Tutti gli altri italiani ( forse con un paio di eccezioni che non ricordo) parlamentari europei e ministri nei vari congressi collegiali della UE si sono sempre
    “appecoronati” alla Germania e Francia. Ora è troppo tardi per , non dico di alzare la voce, ma almeno di farsi sentire. Anche Conte ha imparato la lezione.

  4. In questo fondo ci sono soldi di tutti contribuenti in Italia. Una grande parte di questi soldi sono di contribuenti che sanno gestire bene le proprie finanze.
    Serve dare questi soldi buoni per salvare l’imprese malate di cancro in stadio di metastasi?
    La Chemioterapia è qualcosa diversa che dare zucchero al malato. Serve essere attenti agli effetti collaterali.

One Ping

  1. Pingback:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *