Risparmiatori a rischio, l’incognita sul 2020

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Che anno sarà il prossimo dal punto di vista dei mercati finanziari? Sarà meglio investire in azioni dei Paesi emergenti o su quelle della cara e vecchia Europa? Correranno più i mercati statunitensi o quelli asiatici? Risaliranno i tassi d’interesse o si continuerà a viaggiare con titoli a rendimento negativo? A tutte queste domande, con tutta onestà, l’unica risposta possibile credo sia: “NON LO SO”. Lo scrivo in maiuscolo perché in questo periodo la rincorsa all’analisi di mercato per cercare di prevedere cosa accadrà nei prossimi 12 mesi appare lo sport preferito di molti tra gli addetti ai lavori. I cosiddetti “Outlook”, spuntano come i funghi e non c’è nemmeno bisogno che piova per farli proliferare.

Ma provate a leggerli con attenzione e capirete meglio cosa voglio dire. Fate come me: inserite la scritta Outlook 2020 nella stringa di ricerca di Google, vi troverete centinaia di pagine che ospitano altrettanti link, capaci di annoverare tutte le ipotesi possibili e immaginabili sugli scenari economico-finanziari per l’anno che sta arrivando. Scaricate i documenti o, più semplicemente, apritene più di uno: vi rendete conto immediatamente che, l’unica vera risposta sensata alle tante domande che ci siamo fatti in apertura di quest’articolo, sarebbe proprio “non lo so”. Tra le tante, qualche giorno fa, mi ha colpito una dichiarazione di un economista che per il prossimo anno prevede ci potesse essere il 50% di possibilità che si verifichi un calo dei mercati per il 2020.

Ma, se la correzione non ci dovesse essere non avrebbe ragione lo stesso? Il restante 50% di probabilità cosa ipotizza? Come vada vada non avrebbe sempre ragione? Nei testi degli Outlook, comunque, troverete sempre disponibile una ricca infarcitura di “se” e “ma” e soprattutto uno spasmodico utilizzo dei condizionali, il tutto inserito in un quadro di contesto descrittivo disegnato perchè si possa aver ragione comunque. Eppure gli esempi di come non si dovrebbe fare affidamento sulle previsioni sono sotto i nostri occhi, se li aprissimo ogni tanto.

Prendiamo il 2018. Chi avrebbe mai ipotizzato, ad inizio 2018 che, dopo 12 mesi, quello stesso anno sarebbe stato definito “orribile” per gli investitori di tutto il Mondo? Era dal 1901 che non si vedeva una così forte e concomitante negatività in quasi tutti i settori. Bond e azioni su tutti, così come riportato nella figura.

Qualunque cosa avreste o abbiate comperato ad inizio del 2018, alla fine dello stesso anno ha registrato un saldo negativo. L’ultimo mese poi… In pochi giorni, fino al minimo della chiusura pre-natalizia, lo S&P500 ha perso oltre il 9% dando il via ad una grande fuga dai fondi azionari. In America sono stati disinvestiti oltre 95 miliardi di dollari, un record assoluto nella storia del mercato Usa. Ma l’Italia non è stata da meno. Anche da noi molti risparmiatori sono scappati dagli investimenti che avevano sottoscritto, finendo per perdere ingenti somme di risparmi. Vista la chiusura le “previsioni”, per il 2019 invitavano alla calma. Molti consigliavano di rimanere liquidi e di aspettare che il ribasso terminasse per tornare ad investire.

Calma quindi… Ed invece il 2019 è cominciato con il botto e sta finendo con una corsa che ha infranto tutti i record raggiunti precedentemente dai mercati di tutto il Mondo. A differenza del 2018, il 2019 è stato l’anno in cui tutto è andato meravigliosamente bene. Qualunque cosa, o quasi, avreste o abbiate comperato ad inizio anno, oggi è facile che sia in zona guadagno e con rendimenti anche in doppia cifra, con indici che hanno sfondato anche la soglia del 30%. Ma io mi chiedo: quanti hanno maturato una perdita per gli andamenti “orribili” del 2018? Credo tanti, davvero tanti. Quanti hanno guadagnato tanto dall’andamento splendido dei mercati finanziari nel corso di questo 2019? Credo pochi davvero molto pochi, a giudicare da quanta liquidità è rimasta depositata sui conti correnti dove nel corso dell’anno ne è stata aggiunta anche dell’altra.

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21 Commenti

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  1. Sè invece di educazione fisica, insegnassero materia finanziaria alle superiori, gli italiani avrebbero un minimo di cultura in merito a come gestire i soldi guadagnati o ricevuti.Anche quì ultimi in Europa.

    Hanno provato a inserire la materia due anni fa alle superiori,proposta bocciata,del resto la migliore via per continuare a fottere i cittadini è quella di mantenerli ignoranti.

  2. Le banche gestiscono e investono enormi capitali. SE si accontentano, gli interessi che riscuotono sono un fiume di denaro. I rivoli che escono da questo fiume vanno a investitori e risparmiatori in maniera più o meno consistente. Il problema, grosso, sorge quando NON si accontentano!

  3. a si la frase la conosco:” le conoscenze che fai nell’arco della vita sono dei meriti”

    peccato che quando vivi a Canicattì le conoscenze cha fai non sono proprio quelle a cui addivieni se nasci e cresci al centro di Mialno, Roma etc…

    ma aggiungerei che se anche da Canicattì ti sposti a Milano centro devi stare al tuo posto perchè prima ci sono le conoscenze storiche di famiglia, lignaggio e balle varie.

    Ruggeri a cui ho dichiarato la mia simpatia ma a casa mia mi hanno insegnato anche a separare simpatia da verità, lei forse non godrà dei privileggi dell’altissima élite, ma la sua condizione socio economico finanziaria ha dato già ai suoi figi e nipoti una facilitazione non indifferente.

    Io sono consapevole che entrai a fare il mestiere di promotore e poi finacial advisor perchè il mercato era in espansione, prendevano cani e porci, ma io ero un cane anomalo ubbidiente ma ribelle, ossia esiguivo ma non scodinzolavo.

    Le conoscenze mi offrirono l’ingresso per la possibile scalata in altri ambiti ma ero romai già consapevole di cosa significava fare la testa di leggno e le implicazioni.

    E’ per questo che ho sputato sentenza sulla Lara Comi, perchè mi ricorda quelle giovincelle promotrici e giovincelli promotori che alla richiesta di fare da teste di legno hanno solo visto l’apsetto del successo ma ignari delle conseguenze sul piano etico e giuridico di diventare pessimi esecutori di attività a limite del lecito/legale.

    Se impari dal maestro sbagliato diventi un pessimo alunno.

  4. Qui dentro c’è un aconcentrazione di privilegiati, al cospetto della miriade di giornalsti che stanno a spasso ma devono riempire le tasche dell’ordine ed obblighi dell’ordineche corrispondono a versamenti non solo per la cassa.ma per assurdi convegni conferenze cosrsetti idioti di aggiornamento e numero di articoli da pubblicare.

    Per fare il giornalista devi avere papà con capitali e liquidità altrimenti parti zoppo e comunque non arrivi.

    Non ce l’ho con Porro ma mi chiedo quali siano i meriti perchè lui sia un giornalista televisivo che gode di successo piuttosto che un Pinco Palla qualsiasi?

    Se volete rispondermi bugie siete liberi ma io conosco il mondo e come funzionano certi canali non solo nei media, quindi il giornalista Pinco Palla non è stato scartato perchè meno bravo di Porro ma non è arrivato nemmeno all’inizio del percorso perchè non aveva le risosre per permettersi la competizione.

    Questa è la meritocraziia del sistema liberale.

    Un qualunque giornalista caccaiato dalla 7 e poi dalla Rai sarebbe a spasso a fare il paparazzo bene che gli fosse andato.

    Non sottolineamo come si faccia a passare dalla 7 alla Rai quella non si chiama meritocrazia ma appoggi ( “simpatie” che sono la porta di accesso per le raccomandazioni).

    Inutile dire che ogni volta che Porro difende la libertà di annettere persone in attività professionali che si conoscono personalemente stia implicitamente difendendo il suo criterio di selezione, ossia quello con il quale lui è arrivato dove è.

    La mia scuola di vita ma anche di famiglia era l’opposta amici, parenti e simpatie lontano dagli affari e criteri selettivi.

    Mi accorsi solo nel corso del tempo che a casa mia c’erano dei marziani compresa la sottoscritta e che difronte a pur evidenti meriti di alcuni passavano sempre i figli dei figli, gli amici degli amici, etc..

    Però tutti amavano i bambini al apari dei loro figli finchè non sitrattava di decidere a chi dare la corsia preferenziale ed è lì che scoprivi che essere figlio faceva la differenza sull’essere un altro qualunque bambino.

    Liberali dei miei stivali!

    • Lei è semplicemente una persona poco perspicace, ma che ne sa di me? Con questi suoi interminabili post
      sta diventando un piccolo fastidio. Può dire le stesse amenità in poche righe
      grazie

      • Mi scuso per le amenità e la poca perspicacia e del piccolo fastidio, però lei ed io abbiamo la stessa facoltà, io di cambiare canale lei di escludermi dalla sua pagina.

        Buona giornata.

        • Gentile Elisabetta , se PORRO escludesse Lei e qualcun altro ( compreso il sottoscritto ) dalla pagina del Sito di sua proprietà verrebbe accusato di essere un AntiDemocratico , mentre LEI è LIBERA , meravigliosamente LIBERA , di non seguire PORRO nè in Televisione nè in queste pagine , o no ?

          • Caso mai anti liberale, piuttosto che antidemocratico, perchè in democrazia non è tutto consentito nel liberalismo si.

            Purtroppo anche non seguendo il Dr, Porro in tv o in codesto sito, è il Dr, Porro che si è infilato nella mia vita e di tutti coloro che non approvano, non vogliono, non desiderano tutte queste libertà.

            Considerando che al Dr, Porro piace dare parola a tutti, vedesi sue trasmissioni, mi sono “arrogata ” il diritto datomi daun liberale ( quindi non è diritto arrogata poichè meravigliosamente libera come scrive lei) di venire a fare l’antipatica, rompi palle,amena, poco perspicace e piccolo fastidio tipico dell’opinionista anti liberale anti liberismo anti libertarismo.

          • Poco perspicace un paio di ciufoli!

            Per fare un esempio non nominando il dttentore di codesto sito,

            Avevo un piccolo Lord in una delle mie esperienze lavorative che voleva fare il meritocratico ( apparire tale) poichè lasciato il nido di famiglia e vivendo con le sue personali risosrse da lavoretto si sarebbe onsentito esperienza, per poi assurgere ad altro.ma solo per bravura mica per cognome.

            Se non ti chiami Mario Rossi ma porti certi cognomi appresso, non vieni assunto e tenuto perchè nessuno ti conosce ma perchè a quel cognome non si dice di no!

            Anzi certi cognomi vengono attenzionati dall’ufficio personale per assunzioni.

            Se il Dr. Elkann John ha fatto l’operaio in Fiat o sua collegata controllata etc.. anche con il nome John Rossi, tutti scemi in azienda sia quelli dell’ufficio personale sia i suoi futuri colleghi di reparto.

            Non c’è nessuna meritocrazia quando vuoi fottere conoscenze lavorative a Mario Rossi sapendo che per te quello è solo un gradino di facciata per fare CV.

            Mario Rossi se entra resta afare l’operaio a vita!

  5. Liberale è quella teoria in cui sei libero di scegliere quando suicidarti prima che lo facciano le troppe libertà le quali ti spingono verso tale ed unica “scelta”.

    Facile fare i liberali con lo status socio economico di chi ha le informazioni privileggiate e risorse privilegiate ma quelle risosrse e status sono stati ottenuti con sistemi che non avevano nulla di liberale tranne che la libertà data da regole non dal faccio come me pare quando me pare se me pare.

  6. Gasbarro nel viaggio di percorrenza della vita di tempeste ce ne sono a bizzeffe, mallattie, perdite di lavoro, divorzi etc..e anche qui è questione di previsioni da stregoni, l’unica ancora di slavezza che avevi in queste bufere era la sicurezza del capiitale e rendimenti certi, pochi ma certi e un lavoro che non ti buttava fuori per problemi di vita personali.

    Se il lavoro non c’è e se ce lo hai lo perdi perchè il mercato è in flessione o perchè non puoi permetterti nemmeno una malattia e sei preso a calci dal datore di lavoro, investi pure il capitale o parte di esso mettendolo nelle bufere del mercato finanziario, fai prima a comprare una pistola con un proiettile e giocare alla roulette russa, perchè è l’unica certezza rimasta a colpo sicuro.

  7. Il risparmio in italia , in tutte le sue forme, è osteggiato e punito.

    Poi , si può fare tutta la teoria che si vuole.

    I fatti sono evidenti.

    La prima regola per potersi salvare e avanzarsi qualcosa è togliere dal radar della politica ladra e criminale i propri risparmi.

    Alla brutta.

  8. In sintesi:

    1_Se è chiaro dove vogliamo arrivare,

    (avere cioè una Rendita in vecchiaia o no)

    2_se conosciamo i tempi di percorrenza,

    (prevedere che il tempo per ottenere risultati è 10-20 anni)

    3_se abbiamo studiato il percorso,

    (studiare ed informarsi sulle tendenze socioeconomiche)

    4_se ci siamo preparati al viaggio

    (SOPRATTUTTO risparmiare su tutto e sempre)

    arriveremo fino in fondo…

  9. Non solo il 50% dà la garanzia di avere sempre ragione. Anche il 99% ti dà la possibilità di aver ragione nel caso si avveri quel 1%. Molto improbabile ma comunque “indovinato”!

  10. Aspettarsi una previsione sui mercati finanziari da parte degli “esperti” (esperti di che?) è come aspettarsi la previsione di un terremoto da parte dei vulcanologi (ci sarà, ma non sappiamo quando…e se…).

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