Dopo l’attesa richiesta di rinvio a giudizio nei riguardi di Andrea Sempio, da parte della Procura di Pavia, i giornali si sono sbizzarriti con un tourbillon di titoloni ad effetto. Cosa inevitabile, visto il grande clamore che da oltre un anno e mezzo sta accompagnando la nuova indagine sull’efferato omicidio della povera Chiara Poggi.
Quindi, mentre una buona parte dell’informazione che per anni ha mostrificato Alberto Stasi, il “Biondino dagli occhi di ghiaccio”, oggi si è posizionata su una linea quanto meno interlocutoria sulla revisione della sua condanna, il Fatto Quotidiano dell’irriducibile Marco Travaglio mantiene, con una certa ostinazione, la l’atteggiamento colpevolista della prima ora, malgrado tutte le inquietanti ombre che stanno emergendo dalla prima prima indagine.
Tutto questo furore manettaro, che ha sempre distinto il quotidiano, deve aver creato una sorta di corto circuito nella redazione del giornale. Tanto è vero che, come ha segnalato il sempre attento Luigi Grimaldi su X, con questo titolo il Fatto ha pubblicato un lungo articolo di Giovanna Trinchella sulla medesima richiesta di rinvio a giudizio: “I pm: ‘Processate Sempio, 12 coltellate dopo il rifiuto”’.
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Coltellate? Toc toc, amici del Fatto, oramai anche le persone più disinformata sanno che la vittima fu colpita alla testa da un corpo contundente, probabilmente un martello secondo gli inquirenti. Ma non basta, onde rafforzare la male lingue dei social, anche il sommario del pezzo non scherza quanto imprecisione. “L’accusa è di omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti – si legge -. Ma le tracce sono solo di Stasi e il nuovo processo pone dubbi di costituzionalità”.
Le tracce sono solo di Stasi? Davvero? Evidentemente a chi ha scritto l’articolo, forse in un momento di totale annebbiamento della mente, è sfuggito che Alberto Stasi fu condannato proprio per non aver lasciato alcuna traccia sul luogo del delitto, altro che storie. In questo caso, non me ne vorrà, ma consiglio agli ottimi collaborati di Travaglio, prima di buttare giù titoli e sommari a caso, accertarsi sempre di aver acceso il cervello.
Claudio Romiti, 4 novembre 2026
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