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Scuola e territorio: il new deal di Unipol

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A fianco del cliente-assicurato non solo quando è in difficoltà o è coinvolto in un sinistro, ma in tutti gli aspetti della vita: dai bisogni quotidiani alla pianificazione finanziaria. È il new deal dell’industria assicurativa e anche un ambito di creazione di valore condiviso, cioè una attività che vede impegnata l’impresa a contribuire alla risoluzione di problemi sociali attraverso le proprie competenze specifiche e individuando risposte innovative – come da Piano strategico del Gruppo.

Unipol infatti è da tempo apripista con importanti iniziative, basate su continuative relazioni con le comunità sul territorio nazionale. Molti gli strumenti messi in atto dal gruppo guidato da Carlo Cimbri a tale scopo: dai Comitati Regionali Unipol alle attività di solidarietà, ricerca e promozione della cultura della Fondazione Unipolis, fino al lungo rapporto di collaborazione con l’Associazione Libera e le cooperative di LiberaTerra. Ma Unipol ha di recente soprattutto incrementato gli sforzi per promuovere, coinvolgendo agenzie specializzate nella formazione, l’educazione finanziaria e assicurativa tra la popolazione. Anche in questo caso, riservando un occhio di particolare riguardo alle fasce più deboli, quindi i giovani e le donne. Un modo quindi per promuovere la nascita di una Italia sempre più inclusiva e responsabile delle scelte che compie.

Partiamo dall’impegno a fianco delle scuole, con cui Unipol e i suoi partner hanno instaurato un rapporto continuativo di fiducia e di collaborazione, proponendo contenuti attinenti al percorso delle singoli classi e arricchendo questi stessi di nuove sfaccettare per sollecitare la curiosità degli studenti e stimolare il desiderio di capirne di più. Un punto quest’ultimo fondamentale dal punto di vista della formazione perché i ragazzi saranno gli adulti di domani, chiamati a loro volta a crescere ed educare i propri figli. Tra i progetti più significativi realizzati direttamente dalla capogruppo, merita soffermarsi sulla prosecuzione del percorso di alfabetizzazione assicurativo “Eos, Conoscere l’Assicurazione” che prende forma in diverse iniziative. Per altre informazioni sull’educazione finanziaria, consultare questo articolo pubblicato sul magazine del gruppo Unipol.

“I Casi della Vita” è una di queste ed è rivolta a oltre mille ragazzi ogni anno delle scuole secondarie superiori nelle regioni del Nord e Centro Italia che hanno seguito sei moduli formativi appositamente strutturati. In particolare, l’attività si sviluppa partendo dalle esperienze personali di rischio degli studenti, per approfondire le dinamiche del processo decisionale, l’elaborazione di soluzioni e la prevenzione, fino all’introduzione dei concetti relativi al rischio d’impresa, alla gestione e prevenzione dei rischi a livello aziendale. Il percorso si conclude con l’elaborazione di veri progetti imprenditoriali, dove analizzare rischi e contromosse da mettere in campo attraverso un “disaster recovery plan”. In coerenza con l’obbligatorietà dell’Alternanza scuola-lavoro, l’avvicinamento al mondo del lavoro degli studenti avviene per mezzo di laboratori con simulazioni guidate di gestione del rischio d’impresa.

I partecipanti al percorso didattico “I Casi della Vita” hanno inoltre avuto la possibilità di partecipare a un’altra iniziativa realizzata dal gruppo Unipol sempre nell’ambito di “Eos, Conoscere l’Assicurazione”: si tratta di “Non capita ma … se capita?”, il nuovo Digital Live Talk realizzato da Taxi1729 e messo a disposizione nelle scuole grazie a UnipolSai e Feduf (La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio” costituita su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana) per accompagnare gli studenti in un percorso alla scoperta di alcuni meccanismi associati al concetto di protezione. L’obiettivo è diffondere tra gli alunni delle scuole superiori un approccio valoriale all’uso del denaro, basato su responsabilità e legalità, una maggiore diffusione di conoscenze e competenze economiche di base e avvicinarli a temi quali l’uso consapevole del denaro, i concetti di rischio e mutualità, la progettualità e l’alfabetizzazione assicurativo/finanziaria.

Tutto questo si somma alle altre iniziative che il gruppo Unipol rivolge ai ragazzi sempre in ambito culturale: il progetto Culturability per favorire l’accesso alla conoscenza e all’educazione da parte delle nuove generazioni e delle persone che ne sono state tradizionalmente escluse; le iniziative proposte da Cubo – Condividere Cultura – Museo d’Impresa del Gruppo Unipol, con programmi culturali e laboratori dedicati ad adulti, ragazzi e bambini; progetto Sicurstrada che ha al centro il tema della difesa degli utenti più vulnerabili della strada – pedoni e ciclisti, insieme agli anziani e ai giovani – e della mobilità sostenibile; programmi che si pongono l’obiettivo di offrire ai ragazzi delle scuole superiori uno sguardo sugli scenari, le possibilità e fornisce gli strumenti per decidere al meglio del proprio futuro.

Una azienda moderna e socialmente responsabile come Unipol non può inoltre che rivolgere, sempre in ambito di educazione finanziaria, una crescente attenzione all’universo femminile e alle sue specifiche fragilità sul fronte del risparmio. La statistica è impietosa: solo il 29% delle famiglie italiane dispone di un fondo di risparmio o di un piano di investimento, e non è quasi mai la donna a decidere come allocare i risparmi personali o familiari. In particolare, nel settore assicurativo le donne sono più attive nella propria gestione economico-finanziaria fino ai 35 anni e dopo il 75 anni, due età che spesso coincidono con l’inizio e la fine della vita di coppia. Nella pratica c’è una larga fetta di popolazione al femminile che per 40 anni delega ad altri in famiglia la gestione del proprio denaro.

A raccontare il rapporto tra le donne ed educazione finanziaria ci ha pensato una web serie promossa dalla startup sociale e digitale Le Contemporanee e appunto da UnipolSai, controllata del Gruppo Unipol. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le donne, ad affrontare con responsabilità e urgenza la gestione dei propri risparmi. Attraverso 5 puntate per il web viene inquadrato il problema “finanziario” di genere, in modo pratico e semplice, per poi raccontare quattro storie vere di vita “finanziaria” al femminile: Giulia, Antonella, Francesca, Eleonora, donne diverse per età, professione e temperamento, raccontano la loro esperienza. Dal primo investimento, al sogno nel cassetto, dall’apertura di un conto corrente, ai fondi pensione, dai primi tentennamenti riguardo agli strumenti a disposizione per pianificare la propria vita economica, alla possibilità di approfondire senza paura e con curiosità.

Playlist: Le Contemporanee

La difficoltà delle donne a fidarsi di più degli strumenti finanziari dipende in larga misura dalla condizione dell’universo femminile nel nostro Paese: le donne sono più soggette al rischio povertà poiché il più escluse dal mercato del lavoro. Le donne, specialmente nel settore delle libere professioni, guadagnano in media 15.000 euro annui in meno rispetto ai colleghi uomini, persiste il gender pay gap anche nelle altre professioni ed è ancora molto alto il divario pensionistico: gli assegni previdenziali femminili sono inferiori del 36,6% rispetto a quelli degli uomini.