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La guerra in Ucraina

Sono “compagni” ma “putiniani”. E la sinistra impazzisce - Seconda parte

Berlinguer, Santoro, Caracciolo: faida della sinistra sugli “intellettuali” di casa sua

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Gli esempi potrebbero continuare, e non è dubbio che assistere allo spettacolo dà una certa soddisfazione. Ma non è questo il punto. Chi scrive pensa che la destra liberale e conservatrice, che è sempre stata dalla parte dell’Occidente e dell’America proprio in nome della libertà e della possibilità di esprimersi che il nostro mondo garantisce ad ogni individuo (pur ovviamente tra le mille difficoltà e contraddizioni che ineriscono sempre alle cose umane), dovrebbe approfittare di questa situazione.

Da due punti di vista: uno, non perdendo la bussola che l’ha sempre orientata a Ovest e non verso le autocrazie o le sedicenti “democrazie illiberali” (che è qualcosa, come si dice a Roma, che nun se po’ sentì); due, mostrando che la recente adesione della sinistra che conta al campo occidentale è per lo più ipocrita e interessata, oltre a conservare col segno cambiato quell’illiberale propensione a zittire e ad eliminare (per fortuna non più fisicamente) chi la pensa in modo diverso. Detto con franchezza: non si possono accettare lezioni di antiputinismo da chi, ancora quando Putin era un funzionario del KGB, guardava a Mosca come la capitale del socialismo che presto avrebbe redento anche la parte di mondo in cui per fortuna viviamo!

Corrado Ocone, 10 aprile 2022