in

Spread e debito, il governo non è il solo colpevole

Ieri la Banca d’Italia ha certificato una cosa piuttosto ovvia: chiunque abbia un debito rischia grosso se glielo fanno pagare più caro. È la nostra situazione. Gli italiani inoltre hanno investito direttamente, e indirettamente, una buona fetta del proprio ingente risparmio (che le agenzie di rating e non solo chiamano ricchezza) in titoli pubblici. Dunque se i tassi di interesse aumentano, il loro portafoglio perde di valore. Le casse del Tesoro soffrono, e quelle dei privati non stanno meglio. Certo, se i titoli li tengono in tasca fino alla loro naturale scadenza non perdono nulla. Ma se hanno necessità di venderli, o li posseggono attraverso un fondo che ogni giorno deve dare loro un valore di mercato, be’ in questo caso la perdita diventa reale. Solo uno scriteriato può tifare per un aumento generalizzato dei tassi.

Semplificando: godere dell’aumento dello spread (la differenza tra i nostri rendimenti e quelli del paese più affidabile, che è la Germania) è da folli. Ci facciamo tutti del male. L’anno prossimo per servire il nostro debito pagheremo extra costi di 5 miliardi. Quattrini che avremmo potuto impiegare decisamente meglio.

Un alto debito fa male a chi produce, pensate un po’ voi quanto è pericoloso per chi invece sta fermo. È singolare l’atteggiamento schizofrenico di alcuni italiani: da una parte chiedono maggiore spesa pubblica, fatta aumentando il debito, e dall’altra non si fidano dei Btp e, come dimostra la recente asta a loro riservata, non li comprano. Btp che sarebbero serviti a finanziare proprio quel debito che a gran voce chiedono con il proprio voto.

Ragionano bene con il portafoglio, e dunque non si assumono rischi; ragionano male con il voto e si assumono il rischio di una manovra fatta a debito e per di più di stampo assistenziale.

La trappola del debito italiano non può però essere imputata soltanto a questo esecutivo, essenzialmente per due motivi.

1. Quando i tassi di interesse erano estremamente bassi, addirittura negativi, la cicala italiana non ha diminuito il suo debito. E nel contempo non ha neanche dato una svolta fiscale al nostro sistema produttivo.

2. Sono almeno due anni che sapevamo che la pacchia sarebbe finita. La Banca centrale europea ha detto in tutti i modi che avrebbe rallentato la sua opera di acquisto dei titoli italiani (come di tutti i paesi europei), lasciandoci dunque in mare aperto. E soprattutto da anni sapevamo che il mandato di Mario Draghi, più aperto a tenere bassi i tassi di interesse in contrasto con la posizione rigorista tedesca, sarebbe terminato a giugno del 2019.

Sembriamo quel malato terminale, che assume morfina per non soffrire, rassegnato alla propria condanna.

Nicola Porro, Il Giornale 24 novembre 2018

  • 598
    Shares

3 Commenti

Scrivi un commento
  1. La settimana prima i nostri bot hanno ricevuto domanda doppia rispetto all’offerta, questa settimana l’asta btp coincideva con la bocciatura della bce ed una pessima settimana generalizzata sui mercati, ma sopratutto con tutti i giornali italiani, le autorità europee e sopratutto LA NOSTRA BANCA CENTRALE BCE che quotidianamente fanno terrorismo per degli zero virgola di debito in più le accuse agli italiani che non comprano titoli di stato mi sembrano come minimo pretestuose Porro. Potreste smetterla di fare terrorismo mediatico quotidiano solo perche vi stanno sulle palle quelli aml governo per cominciare, se ci credi davvero che tifare per lo spread è demenziale prova a dare il buon esempio criticando senza drammatizzare manco fossimo al teatro merola. Sempre solerti nel rincarare la dose autolesionista sul paese, il debito eccessivo è un grosso errore del passato, ma il debito che vuol fare questo governo è pari quando non inferiore a quelli dei suoi predecessori, informarsi per credere. Resta un’altra grave verità che espone il nostro debito tanto quanto se non di più alla speculazione esterna, il fatto che non abbiamo una banca centrale garante d’ultima istanza, un’anomalia unica dell’UE, una grave falla per niente accidentale, siamo come gli emergenti che hanno un debito in valuta straniera per intenderci, ecco cos’è che davvero ci espone al default. Questa settimana hanno tentato di scatenare l’inferno sul nostro paese, missione fallita, infatti ora abbassano i toni. L’Italia è too big to fail ed ha comunque un’alternativa al fallimento, abbandonare l’euro. Questo inflazionerebbe la nostra nuova valuta del 30%, forse anche di più, però al tempo stesso avrebbe un riflesso altrettanto benefico sul peso del nostro svalutato debito. L’altro evento certo sarebbe il crollo parallelo dell’euro che scatenrebbe il caos sulla valuta unica con il suo probabile seguente definitivo tramonto. La paura non ci tirerà fuori dai guai, piuttosto il coraggio di affrontare le nostre responsabilità e se necessario pagare il conto, questa è la nostra unica speranza, l’opposto di quello che notoriamente gli italiani sono disposto a fare per intenderci

  2. Aggiungo, se i politici insistono e dovranno, per avere il pareggio di bilancio, aumentare le tasse e fra le possibilitá primeggia la tassa sul patrimonio sempte furiosamente negata. Visto che c’Che avverrá? La fuga dai titoli dello Stato, con la inevitabile conseguenza negativa sull’investimento privato.
    Saremo al primo passo di una vita nella quale lo Stato si prende cura di te dalla nascita alla morte senza che tu possa dire una sola parola al rispetto.

  3. “Certo, se i titoli li tengono in tasca fino alla loro naturale scadenza non perdono nulla”. Ovvio che se li terranno in tasca fino alla loro naturale scadenza.”Ma se hanno necessità di venderli…..”. Se fai un investimento di questo tipo non puoi essere ballerino. Investi i tuoi risparmi perché sai che puoi immobilizzarli per un lungo periodo, se hai una necessità questa è un fatto imprevedibile ma neanche puoi generalizzare che tutti vadano dal dentista a rifarsi la dentiera nelle stesso momento. Gli italiani non chiedono maggiore spesa pubblica sono alcuni politici, leggi 5 stelle che hanno promesso la moltiplicazione dei pani e dei pesci sapendo che i miracoli sono fake. Dato che la speranza è ultima a morire e nessun elettore pensa di perderci direttamente ovvio che ognuno ci prova. Sapere che la trappola del debito ecc ecc frega a nessuno , la visione politica dell’italiano medio è di 1 cm dal proprio naso e 1 cm lontano dal proprio culo.In quanto ai risparmi veri , quelli sono già all’estero . Sono rimasti dentro la rete solo i “coglionazzi” direbbe Fantozzi e non sono pochi e tra non molto non avremo neppure la morfina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *