Esteri

Sudan, il genocidio (quello vero) di cui nessuno parla

Mentre il mondo guarda altrove, distratto, in Sudan si consuma una delle più grandi tragedie umanitarie del nostro tempo

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Nemmeno un corteo, un flash mob, un’assemblea, uno slogan, un moto di indignazione. Nemmeno uno sciopero, un carico di aiuti (magari veri) che prova a rompere l’assedio. Niente. Niente di niente.

In Sudan, la guerra civile tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido è iniziata nell’aprile 2023.  Le stime sul numero di morti indicano un bilancio di almeno 150.000 morti totali (civili e combattenti) ma questa cifra non tiene in conto le morti indirette e per fame/malattie. Secondo il Sindacato dei Medici Sudanese, quasi 522.000 bambini (sotto l’anno di età) sono deceduti per malnutrizione dall’inizio della guerra fino a gennaio 2025. Le vittime in 2 anni e mezzi sono state 672.000.

Nel Darfur occidentale si è scatenata la pulizia etnica da parte della RSF. Solo nel 2025, sono oltre 15.000 i non-arabi uccisi  dalle forze paramilitari sudanesi (descritti in modo univoco come genocidio). Di questo bilancio dell’orrore NON fanno parte 52.000 casi registrati di persone scomparse. E non dimentichiamo gli 84 volontari di missioni umanitarie sterminati nel silenzio, con l’80% delle strutture mediche distrutte.

Il conflitto ha prodotto oltre 13,2 milioni di sfollati e attualmente 25 milioni di persone vivono uno stato di conclamata “insicurezza alimentare” come lo definisce la FAO, che non si espresse con la stessa chiarezza per Gaza, affermando che esistevano solo alcuni livelli critici per dichiarare la Carestia secondo i parametro IPC (International Commission of Poplar)

Si sta prolungato da oltre cinque mesi l’assedio di Al Fashir, nel Darfur settentrionale, che ha tagliato fuori la città da ogni aiuto umanitario. Il collasso del sistema sanitario ha favorito epidemie di colera, dengue e malaria, causando oltre 45.000 casi accertati da OMS e oltre 7.000 vittime.

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I bombardamenti indiscriminati e le violenze etniche hanno devastato interi villaggi, con uso sistematico della violenza sessuale come strumento di controllo. Sui media qualche trafiletto (ogni tanto) quando trucidano qualche Missionario.. Ma quelli non fanno notizia. E probabilmente ci sono alcune buone ragioni: le FSR (Forze di Supporto Rapido) ricevono supporto attivo dalla Russia (tramite Wagner/PMC), che forniscono armi e finanziamenti in cambio di risorse minerarie (oro).

Giulio Galetti, 14 ottobre 2025

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