Personalmente non conosco il comandante provinciale dei Carabinieri di Milano finito al centro delle polemiche niente poco di meno che per avere risposto con una parolaccia a una manifestante che lo aveva appena insultato. Nella discussione sembra però sfuggire il fatto più significativo: quel generale era in strada, in borghese, nel pieno dei gravissimi disordini divampati a Milano. Non ricordo molte scene simili: un generale in mezzo ai suoi uomini, mentre intorno ci sono tensione e tafferugli, lontano dal riparo di un ufficio o di un’automobile, sul posto dove i carabinieri devono affrontare insulti, aggressioni e decisioni difficili.
Per chi è in prima linea, quella presenza vale più di tanti discorsi. È singolare, per non dire un amaro segno dei tempi (grami), che davanti alle gravi violenze subite dalle forze dell’ordine, alle aggressioni contro i militari e ai danneggiamenti dei loro mezzi, l’attenzione venga spostata su una piccola sbavatura verbale. Un giudizio serio avrebbe dovuto piuttosto considerare il tutto il resto.
La presenza sul posto del generale è coerente con l’impronta che la guida di Salvatore Luongo sta dando all’Arma: privilegiare la sostanza rispetto alla forma, la concretezza del servizio e la vicinanza agli uomini. Il comando si esercita con gli ordini, ma si rafforza con l’esempio.
Chi conosce le dinamiche dell’Arma sa che un incarico importante e delicato come il comando provinciale di Milano è già espressione di un’amplissima fiducia dei vertici. Santovito quella fiducia l’ha ricevuta, e la sua presenza in strada dimostra, a mio avviso, di averla ampiamente meritata.
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Chi affronta una piazza violenta rischia la propria incolumità e, talvolta, la vita. Può ritrovarsi a dover spiegare in un processo decisioni prese in pochi secondi per adempiere al proprio dovere. Sapere che il comandante è lì, vede ciò che accade e conosce direttamente quella tensione, dà fiducia. Significa sentirsi meno soli.
Per questo dico: onore al generale Santovito e meno male che ci sono comandanti che, nei momenti difficili, scelgono di stare accanto ai propri uomini.
Giorgio Carta, 27 ottobre 2026
"Vergognatevi, la vita è sacra." Così un passante ha inveito contro i giovani protagonisti della guerriglia scoppiata nel pomeriggio di domenica 18 ottobre nel centro di Milano. pic.twitter.com/3USYSxtQZB
— Local Team (@localteamit) October 19, 2026
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