Emblematico ma non certo sorprendente che mentre viene smascherata, definitivamente, la bufala Russiagate, per anni alimentata dai media mainstream, gli stessi media siano oggi scatenati a rilanciare un’altra colossale bufala: “si muore di fame a Gaza per volontà di Israele”.
Lotta per la sopravvivenza: di Hamas
Non si può comprendere, e quindi raccontare fedelmente quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza se ci si rifiuta di riconoscere che sugli aiuti umanitari Hamas si sta giocando la sua sopravvivenza.
L’operazione lanciata da Israele un paio di mesi fa mira a prendere il controllo della maggior parte della distribuzione degli aiuti, attraverso la Gaza Humanitarian Foundation, sottraendola ad Hamas, che come documentato si appropria degli aiuti non appena varcano i valichi e tagliegga la popolazione civile per averli. Chiusi i canali di finanziamento esterni, questa è l’unica fonte di sostentamento rimasta ad Hamas.
Si tratta né più né meno di una battaglia per il controllo della Striscia stessa. Hamas sta difendendo il suo potere, cercando in tutti i modi di sabotare il nuovo sistema di distribuzione degli aiuti, arrivando a provocare incidenti nei punti di distribuzione, nonché a rapinare, malmenare e uccidere i civili palestinesi che riescono ad accedervi. Anche questi sono fatti accertati e documentati dall’IDF con frequenza quasi quotidiana. E in questo tentativo è pienamente, cinicamente supportata dall’Onu e dalle ong pro-pal.
I media occidentali, ma soprattutto i governi europei (governo italiano incluso, purtroppo), dovrebbero sapere quanto sta accadendo e basarsi su informazioni indipendenti, ma ugualmente scelgono di credere alla propaganda di Hamas e dell’Onu e di incolpare Israele. Ma siamo arrivati ad un livello di mistificazione tale per cui è obiettivamente sempre più difficile credere alla loro buona fede.
Il collo di bottiglia
La carestia a Gaza è innanzitutto enormemente esagerata, perché nonostante tutto gli aiuti continuano ad arrivare, ma in parte è provocata da Hamas e dall’Onu stessa.
Due giorni fa un portavoce dell’IDF ha diffuso in video che documenta come il contenuto di quasi mille camion di aiuti umanitari sia in attesa di essere raccolto e distribuito.
Perché comunque Israele facilita l’ingresso a Gaza non solo degli aiuti umanitari GHF, ma anche di quelli provenienti da Onu, ong e stati.
Dal 19 maggio, in conformità con le direttive governative, gli aiuti entrano a Gaza attraverso due canali principali, spiega il COGAT: (1) i siti di distribuzione gestiti dalla GHF, dove vengono forniti pacchi alimentari settimanali alle famiglie, e (2) gli aiuti coordinati con l’Onu, le organizzazioni internazionali e i Paesi, che comprendono materie prime per i panifici locali e le cucine pubbliche. Di recente sono entrati a Gaza circa 4.500 camion carichi di farina per i panifici e 2.500 tonnellate di alimenti per l’infanzia e di alimenti speciali ad alto contenuto calorico per bambini.
Guarda caso però, nell’ultimo mese, si è registrato un calo significativo nella raccolta di aiuti umanitari ai valichi da parte delle organizzazioni umanitarie internazionali. Al momento, come documentato dal video, il contenuto di circa 950 camion di aiuti umanitari, ispezionati e approvati da Israele, è in attesa di essere ritirato sul lato di Gaza dei valichi di Kerem Shalom e Zikim.
La GHF si è offerta di distribuire gli aiuti, gratuitamente, ma le Nazioni Unite hanno rifiutato. Questo collo di bottiglia nella raccolta resta il principale ostacolo al mantenimento di un flusso costante di aiuti umanitari nella Striscia, nonostante gli sforzi di Israele per aumentare il volume dei camion di aiuti che entrano nell’area.
L’obiettivo comune Hamas-Onu
Fin troppo chiaro l’obiettivo comune delle Nazioni Unite e di Hamas: sabotare il sistema di distribuzione della GHF e garantire all’Onu il controllo esclusivo della distribuzione degli aiuti, assicurandosi che quasi tutto finisca nelle mani di Hamas, anziché direttamente ai civili, in modo che Hamas possa continuare a finanziarsi con il suo racket.
Insomma, è evidente quale sia il cinico gioco che Hamas sta portando avanti sulla pelle ancora una volta dei civili, ma quel che è più grave è la complicità dell’Onu e delle ong pro-pal, il megafono dei media occidentali e la sponda politica dei governi europei offerti alla propaganda secondo cui a Gaza si muore di fame per una volontà genocida di Israele.
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