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Sanremo, ecco i bambini dimenticati da Ermal Meta: israeliani, ebrei, drusi

Ecco i nomi di alcuni bambini uccisi deliberatamente dai gruppi terroristici nemici di Israele dei quali probabilmente nessuno parlerà a Sanremo

Ermal Meta Sanremo (rai)
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Sin dall’inizio dell’ultima edizione di Sanremo, ha fatto discutere la decisione del cantautore Ermal Meta di presentarsi sul palco con una camicia con scritti i nomi di bambine palestinesi di Gaza. Una scelta che ha accompagnato l’intonazione del suo brano Stella Stellina.

Tuttavia, nella sua esibizione Meta ha dimostrato un evidente doppiopesismo, ricordando i morti di una sola parte in maniera selettiva. Di seguito, ecco i nomi di alcuni bambini morti in guerra dei quali probabilmente nessuno parlerà a Sanremo.

I fratellini Bibas

Avevano rispettivamente quattro anni e nove mesi Ariel e Kfir Bibas quando, il 7 ottobre 2023, sono stati rapiti da Hamas nel Kibbutz Nir Oz assieme alla loro madre Shiri, per poi essere portati a Gaza. Uccisi poco dopo il loro rapimento, sono stati restituiti chiusi dentro delle bare nel febbraio 2025.

Anche dopo che la loro morte è stata resa pubblica, la loro memoria è stata ripetutamente violata: se il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è rifiutato di illuminare di arancione Palazzo Marino per ricordare i Bibas (i cui capelli erano di colore arancione), l’Onu li ha esclusi dal suo rapporto annuale del 2025 sui bambini vittime di guerra. Mentre Nadine Ayoub, che ha rappresentato la Palestina al concorso di Miss Universo, ha condiviso sui social un video in cui spacciava i Bibas per vittime palestinesi.

Noya, che amava Harry Potter

Nemmeno due settimane dopo il 7 ottobre, venne ritrovato il corpo di Noya Dan, dodicenne autistica israeliana assassinata dai terroristi di Hamas assieme a sua nonna Carmela nel Kibbutz Kissufim. In precedenza, si pensava che fossero state rapite.

Siccome Noya era una grande fan della saga di Harry Potter, quando ancora si pensava che fosse ancora viva l’autrice J.K. Rowling aveva scritto sui social un messaggio di solidarietà, auspicando che la giovane fosse liberata assieme agli altri ostaggi.

Nei giorni precedenti al ritrovamento, la madre di Noya, Galit, aveva reso pubblici sui media israeliani i vocali che le aveva mandato la figlia prima che si interrompessero le comunicazioni: “Mamma, c’è stato un grande boom alla porta che mi ha spaventata”, disse Noya. “Tutte le finestre della casa della nonna erano rotte all’ingresso. Siccome c’è stato un altro boom, ci sono molte finestre rotte. Mamma… Ho paura”.

Sua madre Galit spiegò all’emittente pubblica israeliana KAN che “solo perché è autistica non significa che non capisca. Capisce tutto”.

A dispetto delle numerose teorie complottiste circolate dopo il 7 ottobre, per negare che Hamas avesse commesso degli infanticidi, secondo l’emittente i24News sarebbero 38 i bambini che hanno perso la vita quel giorno. Di questi, tre erano di età compresa tra i 0 e i 3 anni, e quattro dai 3 ai 6 anni. I dati sono precedenti alla scoperta della morte dei Bibas.

La giovane Matilda

Quando, il 14 dicembre 2025, due terroristi hanno commesso un attentato contro degli ebrei che celebravano la festa di Hanukkah a Bondi Beach, in Australia, uccidendo 15 persone, la più giovane delle vittime era una bambina di dieci anni, chiamata Matilda.

Figlia di immigrati ucraini, al suo funerale è stata ricordata come una bambina piena di vita, dal sorriso contagioso, molto amata anche dai suoi insegnanti e compagni di scuola. Sua zia, Lina Chernykh, ha voluto che il mondo la ricordasse non per la tragedia di cui è stata vittima, ma per la felicità che portava con sé: “Amava la scuola, aveva tanti amici, era dolce e sempre pronta ad abbracciare chi le stava vicino”.

I ragazzi di Majdal Shams

Dal 7 ottobre 2023 in poi, i nemici dello Stato ebraico non hanno assassinato solo ebrei: tra le loro vittime, figurano anche diversi membri della minoranza drusa in Israele. Lo dimostra la strage di Majdal Shams, avvenuta il 27 luglio 2024 nell’omonima località sulle alture del Golan quando un razzo di Hezbollah ha colpito un campo da calcio, uccidendo 12 bambini e adolescenti drusi e facendo più di 30 feriti.

Delle vittime, 11 nomi erano stati resi pubblici all’indomani del massacro: Alma Ayman Fakher Eldin, 11 anni; Milad Muadad Alsha’ar, 10 anni; Vinees Adham Alsafadi, 11 anni; Iseel Nasha’at Ayoub, 12 anni; Yazan Nayeif Abu Saleh, 12 anni; Johnny Wadeea Ibrahim, 13 anni; Ameer Rabeea Abu Saleh, 16 anni; Naji Taher Alhalabi, 11 anni; Fajer Laith Abu Saleh, 16 anni; Hazem Akram Abu Saleh, 15 anni; Nathem Fakher Saeb, 16 anni.

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