Politica

Comunali: non una disfatta, ma uno snodo politico per il centrodestra

Una battuta d'arresto che non è solo un fatto elettorale: si è inceppata la narrazione della leader invincibile. La coalizione incassa ma non si sfascia. Occhio, tra un anno le Regionali

Meloni Schlein Salis Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Quattro a uno è un risultato che lascia il segno. Non c’è trucco comunicativo che tenga, né narrazione rassicurante che possa minimizzarlo: il centrodestra ha perso le comunali, e lo ha fatto in modo evidente. C’era da aspettarselo. Ma sarebbe un errore, per chiunque, scambiare questa sconfitta per una resa.

Meloni paga il conto

La coalizione non si è sfasciata. Non si è sciolta al primo ostacolo, non si è smarrita in uno psicodramma interno. Anzi, ha mostrato – pur tra incrinature e nervosismi – una solidità di fondo che in politica conta più delle percentuali. Ha retto nei legami, nonostante la fatica di seguire il passo di una premier che ora guarda con inquietudine al prossimo autunno.

Giorgia Meloni, oggi più isolata e più sotto pressione, paga il conto di una gestione verticale e impermeabile ai segnali locali. La battuta d’arresto non è solo un fatto elettorale, ma uno snodo politico: si è inceppata la narrazione della leader invincibile, e il sistema di equilibrio tra i partner – già fragile – inizia a scricchiolare. Eppure non crolla.

Il centrodestra resta unito, perché sa che dividersi ora sarebbe suicida. La Lega serra i ranghi, Forza Italia incassa e galleggia, perdendo qualche punto, Fratelli d’Italia riflette senza (per ora) implodere. C’è un istinto di sopravvivenza che tiene insieme tutto: non entusiasmante, forse, ma efficace.

Verso le Regionali

La vera domanda ora non è “cosa ha sbagliato Meloni?”, ma “come reagirà il centrodestra a un altro passaggio a vuoto?”. Perché Lazio, Abruzzo, Marche non sono solo sfide regionali: sono fronti aperti sulla leadership, sul consenso, sull’egemonia, seppur trattasi di elezioni comunali che spesso si distaccano da quelle nazionali. 

Il dato politico però è chiaro: la sconfitta c’è. Il centrodestra lo sa, anche se non lo dice. Ma finché resta capace di incassare senza frantumarsi, la partita resta aperta. E anche per questo, per Giorgia Meloni, la fase che si apre sarà molto più complicata della semplice gestione di un risultato negativo. Si tratterà di incidere maggiormente sulle scelte strategiche e poi popolari, avere più coraggio, senza timidezza, e fare davvero la differenza. 

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