La stupidità di matrice ideologica della sinistra è stata sottolineata innumerevoli volte: dal dichiarare che degli eunuchi in abito femminile siano donne vere capaci di restare incinte, al farsi somministrare due, tre o quattro dosi di vaccino anti-Covid per poi contrarre comunque l’infezione, fino alle “Karen” dai capelli blu e l’anello al naso simile a quello dei bovini. Tale stupidità deriva dal fanatismo, e il fanatismo tende a dimezzare il quoziente intellettivo di una persona.
Gli esempi citati sono tutti bizzarri. Altrettanto bizzarri sono i casi di “empatia suicida”, una variante letale della sindrome di Stoccolma. Ho preso coscienza di questa mentalità assurda decenni fa, all’epoca della crociata contro l’apartheid.
Dal Sudafrica a Ceuta, i casi più noti
Una ragazza bionda americana, che frequentava i sobborghi sudafricani per sostenere il movimento anti-apartheid, fu bersaglio di un lancio di pietre e mattoni; mentre fuggiva, inciampò e fu pugnalata a morte da quei “nobili” neri. Circolarono voci secondo cui l’avessero anche mangiata, sebbene la notizia sia stata contestata. Credete a ciò che volete. I genitori volarono poi in Sudafrica per abbracciare gli assassini della figlia, assicurando loro che non nutrivano rancore e continuavano a sostenere la loro lotta contro l’apartheid. Erano persone molto virtuose.
I selvaggi furono condannati a 18 anni, ma beneficiarono di un’amnistia pochi anni dopo. I genitori, insieme alle sorelle della vittima, sostennero l’amnistia e tennero persino una conferenza intitolata “Estendere i confini dei diritti umani”. Fondarono poi la Amy Biehl Foundation, grazie a un finanziamento di 500.000 dollari da parte dell’USAID, erogando contributi individuali da 5.000 dollari. I genitori assunsero due degli assassini affinché lavorassero per la fondazione. Erano, davvero, persone molto virtuose.
Ecco altri esempi più recenti. Uno scippo commesso da un delinquente nero causò la morte di una donna. Il criminale ricevette una condanna a soli sette anni (in realtà meno, grazie all’inevitabile libertà condizionale). La famiglia della vittima definì equa la sentenza, dichiarando: “Sappiamo che Jen non avrebbe voluto che una persona coinvolta nella sua morte, complice o meno, marcisse in prigione per decenni; ci conforta sapere che Ishmael ha la possibilità di riparare parte del danno causato”.
Altrettanto nauseante fu la dichiarazione dell’avvocato difensore, il quale affermò che il delinquente avrebbe onorato la memoria della sua vittima. “Speriamo vivamente che il dibattito sulla giustizia riparativa prosegua all’interno della comunità di Oakland”. Anche la vittima era un’attivista. Voleva fare la differenza.
Una donna bianca, membro fondatore della Commissione indipendente di controllo della polizia di Ann Arbor e impegnata nell’assistenza ai senzatetto – mossa dal desiderio di fare la differenza – è stata uccisa e ha subito violenza sessuale per mano di un ex detenuto nero. Una donna bianca, attivista di lunga data e membro di organizzazioni quali il Sierra Club Sangamon Valley Group, lo Springfield Immigrant Advocacy Network e la Faith Coalition for the Common Good, è stata uccisa da un immigrato clandestino messicano; anche lei voleva fare la differenza.
In Irlanda, un immigrato africano ha tentato di decapitare un uomo irlandese; la famiglia della vittima e altri hanno rassicurato tutti affermando che il vero pericolo non è costituito dal gruppo di persone che commette tali crimini, bensì dalla reazione ostile contro gli immigrati clandestini. Una donna bianca americana, sostenitrice della causa palestinese e contraria all’ICE, si trovava in Irlanda e pensava di dimostrare la propria virtù e apertura mentale frequentando un uomo palestinese, il quale l’ha poi picchiata a morte.
Un’anziana coppia bianca del Mississippi ha voluto dimostrare gentilezza e compassione ingaggiando per dei lavori un giovane delinquente nero con precedenti penali, il quale li ha uccisi; anche loro volevano fare la differenza. Una studentessa della NYU, già vittima di stupro in passato, ha dichiarato di ritenere che gli stupratori non debbano essere incarcerati.
Di recente, 60.000 musulmani hanno invaso improvvisamente la Spagna. Una donna bianca è stata ripresa mentre dava loro il benvenuto e li incoraggiava. In seguito, gli invasori hanno iniziato a fare irruzione nelle case e ad incendiare auto. Quando alcuni di loro sono stati espulsi, un gruppo di spagnoli, in prevalenza donne, ha distribuito cibo e bevande.
È risaputo che i musulmani odiano gli omosessuali e ne vogliono la morte. A Berlino, un musulmano ha guidato un’auto contro i partecipanti a un Pride. Diverse donne hanno sostenuto che il vero pericolo non fossero i musulmani ma gli uomini bianchi, mentre altre si sono dette rammaricate che il criminale fosse musulmano anziché un cristiano bianco.
Spero di non essere giudicato male se lo dico, ma trovo ridicolo quanto segue: una donna bianca, indignata perché riteneva esagerate le notizie sugli stupri ad Haiti, vi si è recata “decisa a preservare la dignità degli uomini neri in un mondo che li stereotipa costantemente come selvaggi violenti”. È stata immediatamente stuprata, e in modo brutale (come disse Georg Hegel: “Se la teoria e i fatti sono in disaccordo, tanto peggio per i fatti”). Ha poi scritto un saggio attribuendo la responsabilità dello stupro subito a – avete indovinato – suprematismo bianco e patriarcato bianco, dichiarandosi inoltre grata per quell’esperienza. “Voglio ricordare loro [a tutti] i numerosi e grandi contributi che le persone di origine africana hanno dato a questo mondo”. Non ne ha citato nemmeno uno. Ovviamente, anche lei era intenzionata a fare la differenza.
Un immigrato clandestino messicano, “in cerca di una vita migliore”, ha ucciso una studentessa dell’Iowa che si opponeva alla deportazione degli immigrati illegali. Elizabeth “Pocahontas” Warren ha detto alla famiglia che avrebbero dovuto concentrarsi sui poveri migranti invece che sulla figlia.
L’opinionista della Cnn Symone Sanders e Rekha Basu, indipendentemente l’una dall’altra, hanno attribuito l’omicidio alla “mascolinità tossica”. Ebbene, nemmeno i genitori consideravano gli immigrati illegali il problema. Infatti, in seguito la madre ha invitato un altro immigrato illegale a vivere con lei. Era determinata a fare la differenza.
La questione dello stupro è sempre stata un’ossessione per le femministe. Eppure, una femminista è stata violentata da un uomo nero proveniente da un paese del Terzo Mondo e le “sorelle” l’hanno convinta a non farne un caso, perché… lo stupratore era un uomo nero di un paese del Terzo Mondo e si sa come vanno le cose: esiste uno stereotipo immeritato secondo cui gli uomini neri sarebbero stupratori. Così lei non ha sporto denuncia. Era determinata a fare la differenza.
Una virtuosa famiglia tedesca, traboccante di compassione, ha accolto in casa propria un musulmano. Erano determinati a fare la differenza. Il musulmano ha poi urlato loro che quella era ormai casa sua, minacciandoli con un coltello. Nel video si vede il tedesco mantenere un atteggiamento gentile e virtuoso, cercando di ragionare con quel feroce selvaggio.
Nella metropolitana di New York, una coppia è stata perseguitata da un uomo nero che ha preso a calci l’uomo della coppia. Il “soy boy” è scappato, lasciando la donna a cavarsela da sola; lei è stata afferrata dall’aggressore ma è riuscita a fuggire verso alcuni agenti di polizia nelle vicinanze. Tuttavia, si è rifiutata di sporgere denuncia perché “non voleva mandare in prigione un altro uomo nero”. Era determinata a fare la differenza. Quel nobile uomo nero ha poi ucciso un insegnante in pensione.
Una sciocca donna scozzese, descritta come un'”umanitaria” amante di aiutare i “richiedenti asilo”, è finita uccisa, con il corpo stipato in una valigia da un musulmano afghano che ha poi usato le sue carte di credito.
Una giornalista bionda olandese si recò in Afghanistan per curiosità, con l’intento di intervistare i Talebani. Fu stuprata più volte e tenuta in ostaggio a scopo di estorsione. Eppure, “mi hanno anche rispettata”, disse, sottolineando che “non sono dei mostri”. Dopotutto, a un certo punto le offrirono tè e biscotti: la prova inconfutabile che fossero brave persone.
Poi ci fu il caso di un canadese e della sua moglie americana incinta, recatisi in Afghanistan per viaggiare, diffondere buonumore e denunciare l’atteggiamento americano nei confronti dei talebani. Furono catturati e picchiati; la donna subì ripetuti stupri nell’arco di diversi anni, finché l’Intelligence Usa non informò le autorità pakistane, che provvidero a liberarli. Al loro ritorno alla civiltà furono bersaglio di aspre critiche; a quel punto, lei sostenne che il marito l’avesse “costretta” ad andare.
Ideologia più forte dei fatti
Il filo conduttore di tutti questi casi dovrebbe essere evidente. Tuttavia, c’è qualcos’altro da considerare. Durante il periodo stalinista, vi furono moltissimi casi di comunisti leali i cui parenti vennero mandati nei gulag o giustiziati, o che essi stessi finirono nei gulag; Rimasero ferocemente leali al Partito e al “caro compagno Stalin”. Come i liberal di cui sopra, non erano in grado né disposti a riallineare le proprie convinzioni e la propria ideologia per adeguarle alla realtà, ai fatti. Come ha detto Gad Saad: “Mi stupisce la riluttanza delle persone a discostarsi dalla loro posizione iniziale, ben radicata, anche se le sommergo di prove del contrario”.
Per inciso, ho riscontrato la stessa identica mentalità in molti ebrei americani che sostengono i palestinesi e l’ingresso di musulmani in America, anche mentre questi ultimi invocano a gran voce la morte di tutti gli ebrei e la distruzione di Israele.
E, affinché nessun lettore conservatore cada nell’autocompiacimento, vorrei far notare che alcuni conservatori si comportano esattamente allo stesso modo quando, proclamandosi nobili cristiani, ostentano la propria virtù perdonando i criminali che hanno ucciso un loro familiare.
Tuttavia, c’è chi la pensa diversamente. Come ha scritto una ragazza su Instagram: “Se qualcuno dovesse uccidermi, non voglio che il mio assassino venga perdonato. Voglio che lui, a sua volta, e tutti i suoi discendenti fino alla sesta generazione vengano uccisi”.
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