C’è qualcosa di profondamente stonato – quasi surreale – nell’immagine di Fedez ospite d’onore al congresso nazionale dei Giovani di Forza Italia. Parliamo di un artista che ha fatto dell’antifascismo da palco la sua bandiera, che ha litigato pubblicamente con mezza destra istituzionale, e che in più di un’occasione ha accusato Maurizio Gasparri di essere “il passato da cui fuggire”. Bene: oggi i due si sorridono, si confrontano sul disagio giovanile e si danno appuntamento al prossimo evento con microfono in mano.
Gasparri, proprio colui che definì il rapper “personaggio infimo”, ha annunciato con tono bonario l’ospitata: “Abbiamo avuto delle polemiche, ci siamo confrontati e sabato sarà con noi”. Tutto molto edificante. Ma qui non si tratta solo di riconciliazioni mediatiche. Qui c’è il sapore acre dell’opportunismo travestito da “dialogo”. Perché la politica, oggi, sembra sempre più un grande palco: e che Fedez ci stia a suo agio, non stupisce. Che ci si trovino bene anche i giovani di Forza Italia, invece, dovrebbe farci riflettere.
L’artista, va detto, ha recentemente espresso profonda delusione nei confronti della sinistra, accusandola di essere diventata “una caccia alle streghe”, incapace di accogliere il dissenso. È un punto condivisibile, ma non giustifica una giravolta così plateale. Non si può passare dal difendere il Ddl Zan sui social al dialogare con chi quel disegno di legge lo ha osteggiato, senza spiegare davvero perché.
Il problema non è Fedez che cambia idea. Il problema è che lo fa senza mai dichiarare di averlo fatto. Tutto appare fluido, anzi, liquido: ideali, parole, schieramenti. Si è sempre un po’ di sinistra, ma a destra si dialoga meglio. Si critica il potere, ma poi lo si frequenta. Si fanno battaglie, ma si trasformano in show.
E allora ci resta una domanda: è questa la nuova frontiera dell’impegno? Una performance travestita da confronto? Un influencer prestato alla politica o, più banalmente, un politico travestito da influencer?
In un’epoca in cui il confine tra attivismo e autopromozione è sottile come un reel di Instagram, l’apparizione di Fedez al congresso dei giovani berlusconiani rischia di essere non un ponte, ma una passerella. Per entrambi.


