Chi acquisterà Warner Bros Discovery (WBD), il conglomerato che oltre a studios e titoli quali Ocean’s, Blade Runner, Harry Potter, Dune, ha in pancia l’anti-trumpiana Cnn? Venerdì 5 sembrava chiaro: il re dello streaming, Netflix. Ma nel weekend si è scatenato un giallo con una contro-offerta ostile da parte di Paramount – o meglio di David e Larry Ellison, il fondatore di Oracle – che meriterebbe di suo un film. Questo un riassunto degli ultimi fatti, che ovviamente vedono l’anti-trumpiana Cnn come possibile parte in causa.
Cronistoria di lunedì 8 dicembre
La premessa: il 5 dicembre Netflix (guidata da Ted Sarandos) e WBD (con a capo David Zaslav) hanno annunciato un accordo per l’acquisto da parte di Netflix della divisione Warner Bros. di WBD, inclusi gli studi cinematografici, di gaming e televisivi, nonché il servizio di streaming HBO Max, per un valore di circa 72 miliardi di dollari (con un valore enterprise totale di 82,7 miliardi).
L’operazione prevede(va) la separazione di WBD in due entità: Warner Bros. e Discovery Global (con dentro Cnn e altre reti via cavo), con Netflix che rileva (o avrebbe rilevato) solo la parte Warner Bros. E veniamo ai fatti di domenica e lunedì.
Nella mattinata di lunedì (ora californiana) Bloomberg annuncia che gli Ellison (David, il figlio del fondatore di Oracle Larry) hanno lanciato una opa ostile su WBD. I termini: Paramount presenterà un’offerta in contanti ai soci di WBD a 30 dollari per azione. Si tratta della stessa offerta che WBD ha respinto la settimana precedente e che equivale ad un valore di 108,4 miliardi di dollari. L’offerta è garantita da un finanziamento azionario da parte della famiglia Ellison e dalla società di private equity RedBird Capital, nonché da impegni di debito per 54 miliardi di dollari da parte di Bank of America, Citi Apollo Global Management, ha dichiarato Paramount in un comunicato stampa.
In serata il primo aggiornamento: verso le 20 (ora italiana) un analista afferma su X che l’opa potrebbe non essere ostile: il ceo di Warner, David Zaslav, avrebbe infatti affermato internamente di essere aperto ad altre offerte. La cosa deve essere vera, in quanto in tarda notte la stessa Cnbc afferma che in un comunicato ufficiale WBD avrebbe dichiarato di prendersi 10 giorni per valutare la nuova offerta.
Decidono gli azionisti
Zaslav dev’essere davvero un personaggio tutto di un pezzo: dopo aver stretto un accordo con Netflix e averlo comunicato ufficialmente alla stampa, eccolo che anziché difendere le motivazioni della sua scelta fa subito marcia indietro col sorriso. Ma la realtà è che la valutazione del board di WBD è superflua: l’offerta degli Ellison (vediamo tra poco se sostenibile) è rivolta agli azionisti, che possono decidere autonomamente e senza bisogno del parere di Zaslav.

Arrivano gli arabi
Più tardi è nuovamente Bloomberg a pubblicare in modo semi ufficiale un aggiornamento sul canale X di Lucas Shaw. Il tweet conferma un rumor che circola da alcune ore: Larry Ellison, ritenuto dalla stampa come il secondo uomo più ricco al mondo, non ha la capacità finanziaria di offrire 30 dollari ad azione. E infatti sotto i nomi altisonanti da noi riportati poco sopra si nascondono soldi arabi (definiti “Middle East SWF“).
Middle East SWF si riferisce ai fondi sovrani dei Paesi del Medio Oriente, in particolare il Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, la Qatar Investment Authority (QIA) e l’Abu Dhabi Investment Authority (ADIA). E non solo. Si tratta di veicoli di investimento di proprietà governativa che gestiscono vaste ricchezze derivate dal petrolio per finanziare operazioni globali. Nel contesto dell’offerta ostile di Paramount per acquisire WBD, un’offerta interamente in contanti da 108,4 miliardi di dollari, questi fondi sovrani risultano dunque i principali finanziatori.
Netflix vs Paramount
Due i motivi di questo ricorso ai soldi arabi. Il primo è di dimensioni degli attori in gioco, un dato che non ci pare in molti abbiano sottolineato. Mentre Netflix ha una capitalizzazione in borsa pari a 400 miliardi – e dunque non avrebbe problemi a sborsarne 80 per Warner – Paramount Skydance al confronto è un nano: non solo vale meno di WBD (il che di per sé sembra già paradossale) ma il suo valore è di soli 15 miliardi.
Cnn nel pacchetto
Nella nuova compagine i fondi sovrani arabi potrebbero, se non disporre della maggioranza, essere comunque in grado di dire la loro. Non una notizia da poco. Mentre infatti Netflix non risultava interessata a Cnn, tanto da richiederne lo scorporo da WBD, gli Ellison hanno presentato un’offerta per il tutto, compresi appunto i cosiddetti canali lineari. Con una Cnn che potrebbe trovarsi ad avere i primi azionisti con sede nel Golfo.
Il progetto Stargate
Come mai gli Ellison, azionisti di una specie di miniera d’oro, la società di software Oracle, hanno bisogno di far leva su terzi? Per comprenderlo è necessaria una diversione verso Stargate. Il progetto Stargate (Stargate LLC) è un’ambiziosa joint venture annunciata il 21 gennaio 2025 alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump, in presenza di Sam Altman (OpenAI), Larry Ellison (Oracle) e Masayoshi Son (SoftBank). Si tratta di un’iniziativa privata per investire fino a 500 miliardi di dollari entro il 2029 in infrastrutture IA negli USA, con l’obiettivo di creare dieci gigawatt (GW) di capacità di data center dedicati all’allenamento di modelli IA avanzati.
Il giorno stesso dell’annuncio Elon Musk aveva twittato “non hanno i soldi”. Ed era vero: ben lontani da avere i fondi in cassa, gli strateghi di Oracle avevano pensato di andare, come nel caso di questo lunedì, sul mercato.
Ma già a ottobre il mercato stesso si era accorto che qualcosa non andava. J.P. Morgan, ad esempio aveva fatto notare come il rapporto debito/patrimonio netto del quasi 500 per cento di Oracle segnalasse un indebitamento massiccio, un livello molto più alto rispetto ai concorrenti dell’IA.
Per fare un paragone, questo rapporto – detto Debt-to-equity ratio in inglese – è pari a 4.53 per Oracle, ma solo 0.43 per Amazon e 0.33 per Microsoft (società che abbiamo scelto in quanto nell’ambito della IA fanno lo stesso mestiere: acquistare hardware e affittarlo alle varie OpenAi, Anthropic eccetera). E considerato che 4.53/0.43 = 10.55 possiamo affermare che il debito di Oracle è già dieci volte superiore agli altri attori.
La bolla
Inevitabilmente, dopo l’annuncio Oracle aveva perso 374 miliardi di capitalizzazione, con i CDS (le assicurazioni contro i default, vedere il film The Big Short per una spiegazione) ai massimi a causa del debito della società (aumentati di 50 miliardi in 18 mesi).
Ma per ora, abbiamo visto, tutto fila liscio: il titolo Oracle ha riguadagnato terreno nelle ultime settimane. D’altronde siamo in una bolla finanziaria e il solo Michael Burry (il protagonista, appunto di The Big Short) ne è per ora certo.
Gli Ellison vicini a Trump
Arriviamo al presidente Donald Trump, che si era riservato di dire la sua. Chi predilige la Casa Bianca? Tornando ancora una volta a quanto scrive Bloomberg, Trump si è inizialmente limitato a dire che il co-ceo di Netflix Sarandos “è una persona fantastica” ma anche che un possibile gruppo Netflix+WB “disporrebbe di una grande fetta del mercato e che questo potrebbe essere un problema”. Salvo concludere con un “Warner Bros dovrebbe essere venduta al miglior offerente“.
La stampa mainstream ha invece insistito per tutto il weekend su una possibile predilezione del presidente per la soluzione Paramount. Queste le parole esatte che abbiamo letto – in modalità copia incolla – in tanti articoli come questo di Reuters: “Ellison and his billionaire father, Larry, are close with the U.S. president”. David Ellison e il padre miliardario sono vicini al presidente Usa.
E, ultima rivelazione datata 9 dicembre, su X è stata pubblicata la trascrizione di una telefonata di Larry Ellison stesso al presidente, che avrebbe avuto luogo dopo l’annuncio della provvisoria vittoria del concorrente.
La notizie viene poi confermata dal Wall Street Journal e la frase importante è una sola: il fondatore di Oracle avrebbe messo sul piatto “importanti cambiamenti a Cnn” in caso di vittoria della sua offerta. Ebbene, la risposta di Trump, che abbiamo potuto ascoltare personalmente in diretta lunedì sera su Cnbc è stata magistrale. Queste le parole esatte del presidente Usa: “Sarandos o Ellison? Non so, nessuno dei due mi è particolarmente vicino”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra


