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Pistole e pistola: chi si scandalizza per il comodino di Elon Musk

I soliti censori e moralisti da strapazzo impazziscono per qualche lattina di Coca Cola e due pistole, di cui una d’epoca. Chi sono i veri “pistola”?

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Elon Musk, uno degli uomini d’affari più potenti del mondo, ha postato su Twitter una foto che ritrae un comodino con diverse lattine di Coca Cola aperte e… udite udite… due pistole di grosso calibro, di cui una d’epoca.

Il popolo del web che fa? Letteralmente impazzisce e, proprio in queste ore, stiamo leggendo di tutto e di più contro la smargiassata del creatore di Tesla e di Space X (ma non solo).

Eccesso di enfasi

Che il buongusto non s’accompagni alla stragrande maggioranza dei potenti della Terra (e Musk è tra questi) lo sapevamo. Che l’imprevedibile Elon abbia recentemente acquistato, tra mille clamori e animose polemiche, lo stesso social dell’uccellino che cinguetta, era cosa stranota, anche troppo. Rileggere le ultime due parole della frase precedente, please: “anche troppo”.

Tutto ciò che viaggia sui media sta diventando davvero troppo, tanto come misura che per l’importanza che si danno agli aspetti collaterali alle attuali vicende di pubblico dominio. Tutto è drammaticamente troppo.

Un eccesso di enfasi e di punti esclamativi nei titoli, l’attenzione rivolta agli aspetti secondari e di contorno, tutto sembra volerci allontanare dalla cruda essenza delle cose reali, che tuttavia governano questo mondo.

Francamente, di cosa tenga sul comodino il signor Musk non potrebbe importacene di meno, tenendo pure conto del rapporto specialissimo che gli americani hanno con le armi, per quanto a noi europei faccia specie o persino orrore (ma basterebbe rivolgersi alla confinante Svizzera per trovare assai meno repulsione istintiva per tutto quanto spari).

La pretesa di voler uniformare

La questione del Secondo Emendamento della Costituzione statunitense, datata 1791, la quale garantisce a qualsivoglia cittadino il diritto (e non si dice la facoltà) di girare armato, è cosa a noi del tutto estranea, come sarebbe del tutto avulsa dagli interessi americani disquisire, chessò, se noi italiani abbiamo o meno il diritto di liberamente poterci associare.

Sono cose che appartengono in modo esclusivo a quei popoli che quelle norme costituzionali se le sono date. Basta con questa pretesa di voler uniformare il resto del mondo alle nostre leggi, alle nostre tradizioni, alle nostre abitudini di vita ed al nostro modo di pensare.

La quasi totalità degli stranieri che abbiano a che fare con noi non si pone minimamente il problema: ci considerano (più o meno positivamente) per come siamo, come pensiamo e per quelle che sono le nostre regole, senza volerci imporre le loro.

La domanda su Elon Musk, semmai è su come e perché possa essere diventato in meno di quindici anni, oltre che l’uomo più ricco al mondo, uno dei più potenti e decisivi del pianeta e se possa essere considerato un oligarca potenzialmente pericoloso per la pace nel mondo.

Inutile cazzeggio social

Ma queste sono considerazioni che fanno parte di tutt’altro discorso e tutt’altri ambiti d’indagine, che non possono condividere quelle metodologie d’indagine sociale e politica con la facile presa popolare dei post sui social, i quali quasi sempre portano i puntuali ed inflessibili commentatori di quella che è e rimarrà solo una foto, ad avventurarsi in campi irti d’ostacoli e riservati a pochi specialisti delle discipline che si studiano all’università e si praticano per decenni per non dire sciocchezze.

Per l’ennesima volta, qualcuno indica la luna e qualcun altro guarda il dito. Se dovessimo affidare ad un post (improvvido e scemo, come in questo caso) il giudizio finale su un grande della Terra, ne avremmo per tutti, a cominciare dal Papa, passando per ben più di un presidente di svariate repubbliche, regnanti e compagnia cantando.

Di cazzate, stando attivi sui social, ne pubblichiamo tutti ben più d’una. Ma sono solo social santiddio! Ciò che sembrano percepire i soliti censori e moralisti da strapazzo, è quanto peso enorme che stiamo sempre più dando ad esternazioni più o meno intelligenti che, nell’imperturbabile corso della storia, cambieranno lo zero assoluto dei suoi eventi, costituiti, ahinoi, da fatti concreti (come le guerre d’invasione e relativi massacri di civili) poste in essere da potenti che di Twitter ed altri social se ne fregano assai.

Chi sono i pistola?

Credo, ma non ne ho certezza, che di ciò che pubblica sui social media l’eminente Tizio o il notissimo Caio, a chi fa la storia non importi un accidente, lasciando a noi miseri che non contiamo un granché, scannarci su tali sciocchezze prive di peso reale.

E adesso, scusatemi, ma devo andare a litigare e perdere l’affetto del mio miglior amico sul tema “Musk è un pericoloso guerrafondaio?”. Nel frattempo, qualcun altro sta bombardando a tappeto e lasciando al freddo e al buio una nazione di 45 milioni di abitanti, senza farsene un baffo di cosa tenga Elon Musk sul comò. Chi sono i pistola, in questo caso?