C’è un dato che, all’indomani delle elezioni presidenziali brasiliane, solleva più di un interrogativo. E a metterlo nero su bianco non è un giornale vicino alla destra o alla famiglia Bolsonaro, ma la Folha de S.Paulo, uno dei principali quotidiani del Paese, tradizionalmente collocato nell’area liberal e di centrosinistra. Secondo un’indagine pubblicata dalla testata, Flavio Bolsonaro non avrebbe ottenuto nemmeno un voto in ben 106 urne elettorali, nelle quali il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva ha invece raccolto complessivamente 14.860 preferenze. Un risultato che quantomeno merita qualche approfondimento.
I numeri emergono da un’analisi realizzata dalla Paris Group, che ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per esaminare i risultati delle singole sezioni elettorali. Il confronto è significativo: mentre il candidato conservatore è rimasto a zero in 106 urne, Lula non ha ricevuto alcuna preferenza soltanto in quattro sezioni. Le urne senza voti per Bolsonaro si concentrano soprattutto nel Nord del Brasile, dove se ne contano 65, e nel Nordest, con altri 29 casi. Sei sono state individuate nel Centro-Ovest, mentre Sudest e Sud ne registrano tre ciascuno.
Particolarmente significativo il caso dello Stato di Amazonas, dove il candidato del Partito Liberale non ha raccolto alcuna preferenza in alcune sezioni di tredici città. A Tabatinga, per esempio, Lula ha ottenuto 354 voti contro lo zero assoluto del rivale. Il presidente, invece, è rimasto senza voti in alcune sezioni di Arroio do Padre e Cândido Godói, nel Rio Grande do Sul, e di Jacareacanga e Chaves, nello Stato del Pará.
Numeri che inevitabilmente alimentano interrogativi sulla distribuzione del consenso e sull’opportunità di ulteriori verifiche. Naturalmente, l’assenza di voti per un candidato in determinate sezioni non rappresenta di per sé una prova di brogli elettorali. Ma il fatto che a documentare queste anomalie sia proprio la Folha, certamente non sospettabile di simpatie bolsonariste, rende la questione meritevole di attenzione.
L’analisi evidenzia inoltre un altro elemento: Lula ha conquistato 211 comuni nei quali Bolsonaro era arrivato davanti al primo turno. Tra questi figurano Rio de Janeiro, Osasco, Cotia e Araraquara. Soltanto nel Minas Gerais sono 76 le città passate dal candidato conservatore al presidente uscente. A Rio de Janeiro, il maggiore centro urbano interessato dal ribaltamento, Lula ha ottenuto un vantaggio di 644mila voti.
Intanto, mentre in Brasile si continua a discutere del voto, Bolsonaro ha lasciato il Paese ed è arrivato negli Stati Uniti, nonostante il divieto disposto dalla magistratura. Il candidato sconfitto è fuggito in Florida insieme alla moglie Fernanda e alle figlie Luiza e Carolina, dopo che il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes gli aveva imposto di consegnare i passaporti entro 24 ore.
Il governo di Donald Trump ha già annunciato la disponibilità a concedere visti d’ingresso a Bolsonaro e ai suoi familiari. Gli alleati dell’ex candidato parlano anche della possibilità di ottenere asilo politico, che tuttavia non risulta ancora formalmente concesso. Secondo il Financial Times, Bolsonaro sarebbe atterrato in Florida ieri sera, incontrando successivamente il fratello Eduardo, già residente negli Stati Uniti.
La fuga arriva in un momento particolarmente delicato per l’ex candidato, coinvolto in due filoni d’inchiesta. Il primo, denominato Dark Horse, riguarda presunte irregolarità finanziarie legate alla produzione di un film dedicato al padre Jair Bolsonaro. Il secondo coinvolge l’avvocato Willer Tomaz e sospette operazioni di riciclaggio connesse anche al settore delle scommesse. Si tratta di accuse ancora oggetto di indagine, rispetto alle quali non è stata pronunciata alcuna condanna nei confronti di Flávio.
Sul piano politico, infine, il Partito Liberale ha già riconosciuto la vittoria di Lula, prendendo di fatto le distanze dalla contestazione del risultato elettorale avanzata dal proprio candidato. Resta aperta la partita giudiziaria, mentre i dati pubblicati dalla Folha de S.Paulo aggiungono un elemento di discussione a un’elezione destinata a lasciare strascichi nel Paese.
Massimo Balsamo, 28 ottobre 2026
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