Un altro capitolo riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo, il cosiddetto CUDE.
Il ministero intende obbligare tutti i Comuni ad aderire alla piattaforma nazionale, in modo da garantire il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano. L’obiettivo è semplificare gli spostamenti delle persone con disabilità, evitando che debbano confrontarsi con procedure differenti da una città all’altra.
Una modifica apparentemente tecnica, ma con conseguenze molto pratiche.
Novità anche per il trasporto professionale: secondo quanto comunicato dal Mit dopo il Consiglio dei ministri, il limite anagrafico per la guida con le patenti del gruppo 2, che comprendono quelle utilizzate per camion e autobus, viene innalzato da 68 a 70 anni, con obbligo di verifica biennale.
La riforma prevede inoltre un inasprimento delle sanzioni per chi conduce autobus o mezzi destinati al trasporto di studenti senza possedere i requisiti necessari.
La logica è sempre la stessa: semplificazioni dove possibile, controlli più severi dove sono in gioco la sicurezza e l’incolumità delle persone.


