Partiamo dai numeri, che sono forse la parte più interessante della riforma.
Secondo la tabella sanzionatoria diffusa dal ministero a settembre, le fattispecie esaminate sono 795. Di queste, soltanto 66, pari a circa l’8%, prevedevano un aumento della sanzione. Per le altre era stata prospettata una diminuzione, talvolta anche significativa.
Nel complesso, il ministero aveva stimato una riduzione dell’impatto sanzionatorio di circa il 7% rispetto alla disciplina vigente. Non vuol dire, ovviamente, che ogni automobilista risparmierà automaticamente il 7% sulle contravvenzioni: è una stima complessiva riferita alla tabella, non uno sconto uguale per tutti.
Le comunicazioni ministeriali del 13 ottobre confermano la riduzione generale degli importi, la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e alcuni arrotondamenti al ribasso: le multe minime da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro vengono portate a 80 euro.
Insomma, meno peso alle infrazioni minori e maggiore severità per quelle che mettono realmente a rischio la sicurezza. Almeno sulla carta.


