Multe più basse per gli automobilisti, ma tolleranza ridotta per chi mette in pericolo gli altri. È questa la filosofia del nuovo Codice della strada voluto da Matteo Salvini, che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Una riforma che punta a riscrivere le regole della circolazione dopo oltre trent’anni e che, almeno nelle intenzioni del ministero delle Infrastrutture, dovrebbe mandare in soffitta l’idea delle contravvenzioni utilizzate per fare cassa.
Il principio è semplice: chi commette una violazione meno grave dovrebbe pagare meno. Chi invece si mette al volante senza assicurazione, non rispetta determinate precedenze o adotta comportamenti particolarmente pericolosi rischia di pagare di più. Anche parecchio.
Intendiamoci: non significa che da domani tutte le multe diminuiranno. Il governo ha approvato lo schema di decreto, che dovrà completare il proprio percorso prima di entrare in vigore. Ma la direzione è chiara. E c’è anche un dietrofront: la patente B a 17 anni, annunciata durante la consultazione estiva, non risulta fra le novità confermate.


