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Dazi: Coldiretti, l’80% degli italiani chiede sicurezza alimentare

Il rapporto Coldiretti/Censis evidenzia la necessità di una reciprocità negli scambi per tutelare salute e Made in Italy

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Dinanzi all’impatto di guerre e dazi sulle abitudini quotidiane, gli italiani fanno propria l’idea di sovranità alimentare: il 79% considera l’autosufficienza nella produzione di cibo una priorità strategica per il Paese, “come l’energia”, per garantire prodotti in quantità adeguata e a prezzi sostenibili. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, presentato al XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con The European House – Ambrosetti, al Casino dell’Aurora Pallavicini di Palazzo Rospigliosi a Roma.

Secondo il rapporto, “il ritorno della politica di potenza e della geopolitica sta sostituendo la cooperazione multilaterale con logiche di forza e protezione economica”. In questo scenario, “la questione dei dazi diventa simbolo di un nuovo ordine mondiale: non più strumento per regolare la globalizzazione, ma mezzo per ridistribuire la ricchezza attraverso il potere politico, rafforzando le aree considerate amiche e isolando le altre”.

Gli effetti dei dazi Usa sull’agroalimentare italiano

Le tariffe aggiuntive imposte dagli Stati Uniti hanno colpito duramente il settore agroalimentare. Dopo un primo trimestre con esportazioni in crescita dell’11%, l’introduzione dei dazi del 10% ha determinato un brusco rallentamento: +1,3% ad aprile, +0,4% a maggio, -2,9% a giugno e -10% a luglio, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Le stime della Commissione europea indicano un calo del 30% ad agosto per prodotti chiave come il vino. Il Centro Studi Divulga calcola che i dazi potrebbero costare all’agroalimentare italiano oltre 1 miliardo di euro, penalizzando soprattutto vino, olio e pasta.

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Reciprocità negli scambi

Per Coldiretti, la sovranità alimentare non è solo una risposta alle crisi globali, ma “un modello italiano capace di offrire cibo sicuro e di qualità, in linea con le aspettative dei cittadini”.

L’organizzazione sottolinea la necessità di “evitare l’accesso ai mercati nostrani di prodotti che non rispettano gli stessi standard di sicurezza e sostenibilità”, come accade con accordi commerciali che non prevedono la reciprocità delle regole, tra cui Mercosur e Ceta. L’88% degli italiani ritiene che “ai prodotti importati debbano essere applicati gli stessi standard sanitari e ambientali del Made in Italy”.

Il caso del grano al glifosato

Oltre l’82% degli italiani si oppone alle importazioni di grano da Paesi che usano sostanze vietate in Italia, come il glifosato in Canada. Coldiretti denuncia da anni “uno scandalo che danneggia la salute dei cittadini e le imprese agricole italiane”, costrette a competere con prodotto estero venduto sotto i costi di produzione.

“Aprire i mercati a cibi provenienti da Paesi con norme meno rigorose significa penalizzare le imprese agricole italiane e ingannare i consumatori con prezzi più bassi ottenuti a scapito della sicurezza”, avverte Coldiretti.

Per garantire la sovranità alimentare, conclude l’organizzazione, occorre “difendere il reddito degli agricoltori, assicurare trasparenza ai consumatori e costruire un futuro in cui il cibo italiano resti sinonimo di qualità, sicurezza e identità nazionale”.

Enrico Foscarini, 14 ottobre 2025

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