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Pir Alternativi: la nuova frontiera del risparmio

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L’avvento dei ‘Pir alternativi’, con il DL 34/2020 – art. 136 Incentivi per gli investimenti nell’economia reale – rende giustizia dei limiti riscontrati nei precedenti Pir ordinari, introducendo non poche novità. Ciò nonostante i primi mesi dell’anno in corso evidenziano il perdurare di una raccolta negativa.
 
A questo punto sorgono spontanee una serie di domande:
 
1) Trattandosi di un investimento a medio/lungo termine, introdotto solo di recente (2017) tra le offerte riservate al Risparmiatore, come si giustificano gli smobilizzi?
 
2) E’ un prodotto che finalmente tralascia l’intermediazione bancaria, oggetto di una infinita pubblicistica negativa, sfociando il risparmio direttamente nell’Economia Reale, attualmente ampiamente condiviso e suggerito dal mercato azionario, successo insperato solo fino a pochi anni fa e quindi perchè non viene sapientemente apprezzato in modo particolare dalla Clientela Retail?
 
3)Siamo sicuri che le Reti di vendita, Responsabili in primis del successo di un prodotto, abbiano la visione a 360° della tipologia del prodotto finanziario?
 
Alle tre domande, che riassumono di fatto le criticità attuali riservate ai PIR, ancora una volta la dolente nota è riservata al ruolo della Consulenza finanziaria da una parte e dall’altra all’ apparente incondizionata fiducia nell’interlocutore finanziario, riservata dal Risparmiatore, pronta però ad essere immediatamente messa in discussione non appena le aspettative non trovano le soddisfazioni attese.
 
Fermo restando che nei confronti della professione dei Consulenti finanziari ho una stima elevata, sia per la serietà in cui vengono selezionati e valutati che per la preparazione professionale costantemente aggiornata, l’esame di Promotore finanziario ogni anno falcidia infatti un elevato numero di candidati, evidentemente è dalla parte del Risparmiatore che dobbiamo trovare le nostre risposte.
 
E’ risaputo che il tempo è denaro, e quindi se vogliamo vedere i risultati dei nostri investimenti l’attesa è doverosa. Va da sè però, che il Risparmiatore deve essere pienamente consapevole delle caratteristiche del prodotto sottoscritto ed accettare i limiti.
 
Sarebbe opportuno quindi che quanto maggiore è il grado di rischiosità, maggiore sia l’attenzione che il Promotore riservi all’atto della sottoscrizione. Spesso si notano risparmiatori-azionisti- cassettisti che quotidianamente verificano i prezzi: se tale esercizio ha lo scopo di procedere con ulteriori immissioni di capitali, è meritevole e doveroso, altrimenti oltre ad essere dannoso, è ingiustificato e privo di ogni logica se non giustificata da una psicologia comportamentale che non ha somatizzato pienamente la scelta a suo tempo fatta.
 
I prossimi mesi saranno decisivi per smuovere una innata ritrosia all’investimento finanziario cosiddetto di “ampio respiro”, da parte della clientela Retail, e mi auguro quindi di vedere un ampia pubblicistica da parte dell’informativa economica atta ad evidenziare le caratteristiche peculiari e preparare adeguatamente la vasta platea di Risparmiatori che mai come in questo momento storico di tassi negativi, aspettano forme alternative di Risparmio nel rispetto ovviamente delle diverse desiderata dei singoli investitori.
 
 
Luigi Sabbadin
 
 

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