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E’ crisi per Grano e Gas. Bollette in aumento del 40%. Prezzi della pasta alle stelle.

La crisi dettata dalla ripresa e da scelte politiche sbagliate.

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Un inverno senza Pasta, senza pizza e senza riscaldamento. Il quadro che si sta delineando a causa della crisi dei prezzi di Grano e Gas Naturale potrebbe creare fortissimi disagi di approvvigionamento. Gli effetti sono già evidenti. Bollette su del 40% nel prossimo trimestre e prezzi della pasta che stanno raddoppiando.

A rischio ci sono cibo e calore. Sembra assurdo che nel 2021 si debba ipotizzare una crisi che possa mettere a repentaglio sia la possibilità di riscaldare alloggi, ospedali, scuole, uffici, sia la possibilità di non avere a disposizione il grano, l’alimento che forse noi in Italia utilizziamo di più. Il grano serve per la pasta. Il grano serve per le pizze.

Il grano ci fa vivere, il gas ci tiene caldi. Ma cosa sta succedendo? Di colpo sono esplosi i prezzi del gas e del grano. Non c’è nessuna correlazione tra le due situazioni, non c’è nessuna indicazione che i prezzi di gas e grano crescano di pari passo dal punto di vista del prezzo perché l’uno incide sull’altro. Ma rappresentano cibo e calore.

Cibo e calore sono la base del vivere sereni, del vivere stesso. Quando sai di avere l’uno e l’altro si è tranquilli. Se un popolo ha di cui sfamarsi e vive in ambienti caldi in cui non deve soffrire il freddo, quel popolo vivrà in una sorta di pax sociale. Questo è ancor più vero in un periodo come questo che stiamo vivendo, dettato dai ritmi, dalle regole e dai tempi della pandemia. Il resto, quando c’è il cibo il calore, è superfluo. Del superfluo si può tranquillamente fare a meno. Ma del grano e del del gas potremo? E soprattutto che ripercussioni potrebbe avere sulla “pax sociale” una nuova crisi pandemica?

Occupiamoci del grano. Perché il prezzo del grano sta crescendo così tanto? Emidio Mansi, Commercial Director di pasta Garofalo mi ha spiegato in due secondi cosa stesse realmente accadendo. “Stiamo vivendo un momento veramente complicato, i nostri grani autoctoni erano già in forte risalita di prezzo quando la situazione generale è stata complicata da ciò che è successo in Canada e nelle Americhe. Dall’altra parte dell’atlantico, infatti, la siccità, i cambiamenti climatici a cui stiamo andando incontro, hanno determinato una forte riduzione della produzione di grano. Tutto questo sta determinando i forti rialzi del prezzo del grano che stiamo registrando in questi giorni. Purtroppo – sottolinea Mansi- non è un fenomeno che passerà in fretta e con cui dovremo confrontarci nei prossimi mesi.”

Insomma nel flusso che fa arrivare il grano a pastifici e pizzaioli  c’è stato un corto circuito tale da mettere davvero a repentaglio la produzioni di paste e pizze. 

Prezzo in forte salita. Sui banchi alimentari più semplici, quelli degli hard discount tanto per capirsi, i pacchi di pasta hanno quasi raddoppiato il loro pezzo e le previsioni non solo lasciano presagire aumenti sempre più consistenti dei prezzi, ma ci sono moltissimi produttori, soprattutto di pasta, che si interrogano sulle possibili carenze di grano.

Dopo il cibo a rischio anche il calore. La sete mondiale di energia cresce sempre di più. Il petrolio supererà i livelli pre-pandemia il prossimo anno. Il miglioramento dei tassi di vaccinazione e l’aumento della fiducia del pubblico nella gestione del Covid-19 da parte dei governi, sta stimolando una ripresa dei viaggi, ha affermato lunedì l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio.

Nel suo rapporto di mercato mensile attentamente monitorato, l’OPEC ha aumentato le sue previsioni per la domanda globale di petrolio per il 2022 a poco meno di un milione di barili al giorno. Si torna a livelli di domanda superiori a quelli del 2019, erano di 100,3 milioni di barili. L’OPEC aveva precedentemente previsto un ritorno ai livelli della domanda del 2019 nella seconda metà del prossimo anno, ma il rapporto di lunedì, per la prima volta ha visto l’OPEC  affermare di aspettarsi che la domanda superi i livelli pre-Covid-19 nel 2022 e lo farà con crescite sempre maggiori.

Preoccupazioni per il gas. E’ di ieri l’allarme lanciato del ministro per la transizione energetica Cingolani, su un possibile aumento del 40% della bolletta elettrica per il prossimo trimestre. I costi dell’energia sono aumentati già di circa il 20%. Un ulteriore rialzo così importante porterebbe le famiglie ad avere seri problemi di bilancio. Ma il rischio è ben più grande. Qualcuno ipotizza addirittura il rischio di interruzioni nell’erogazione del gas durante il prossimo inverno.

Come siamo arrivati ​​qui?  Il vero colpevole è la domanda internazionale. Normalmente, il gas naturale in eccesso durante l’estate che non viene liquefatto ed esportato sui mercati esteri andrebbe in depositi sotterranei, Nonostante il buon ritmo delle importazioni di GNL quest’anno, è probabile che l’Asia e l’Europa debbano fare scorte maggiori per prepararsi all’inverno.

Dipendenza Europea. L’Europa, in particolare, è in una posizione precaria in vista dell’inverno poiché la Russia, il suo più importante fornitore di gas naturale, ha rallentato le consegne. 
Insomma, l’Europa e l’Italia in particolare vivono una dipendenza totale dalla Russia per ciò che attiene l’approvvigionamento del gas naturale.

Rischio gelo. Samer Mosis, analista di S&P Global Platts, ha osservato che l’Asia ha ancora bisogno di aumentare l’offerta rispetto al solito. A settembre e ottobre per raggiungere livelli confortevoli in vista dell’inverno ci sarà bisogno di molto più gas. Nel frattempo, il gas naturale in stoccaggio in Europa è del 16% al di sotto della media quinquennale e al minimo storico per settembre. La fame dei mercati internazionali entro la fine dell’anno dipenderà da alcune variabili ingombranti.
 
Quanto sarà rigido l’inverno in altre parti del mondo? Quanto sarà veloce la Russia ad avviare il suo controverso gasdotto Nord Stream 2? Riprenderà il flusso di gas naturale verso l’Europa?
 
 
Leopoldo Gasbarro
 
 

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