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Kabul: tutto in una foto

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Parliamo di grandi sistemi internazionali, di uomini potenti che cambiano le sorti del mondo, eppure alla fine chi si ritrova ad essere attore principale di uno dei più folli spettacoli trasmesso  in mondovisione in questi ultimi giorni di un agosto infuocato sono volenti o nolenti giovani ragazzi che magari avrebbero voluto vivere la loro età con più leggerezza e spensieratezza come i tanti occidentali.

Ragazzi e bambini come i due immortalati in questa immagine in un momento di oramai “ordinaria follia” di Kabul, una foto che esprime in quegli sguardi intensi tutta la disperazione di quel ” mondo di mezzo”.

Un ragazzo che potrebbe essere un nostro figlio ed una bambina che potrebbe essere una nostra figlia i cui destini per un giorno si incrociano, una generazione  agli antipodi, chi sceglie spesse volte volontariamente di indossare una divisa e prestare la propria esistenza al servizio del suo paese e chi invece per mano di un grande amore materno si ritrova tra le braccia di un perfetto sconosciuto che agli occhi di chi guarda questa foto potrebbe essere suo fratello maggiore.

 

L’intensità e la forza di una foto che trascina i due ignari soggetti per un momento lontano da quel trambusto impazzito, silenziando tutto ciò che hanno intorno fino a farli divenire i nuovi simboli di questo millennio malconcio.

Una follia che ha riportato in un pugno di giorni un popolo nella più profonda delle disperazioni tanto da far arrivare le donne, madri afghane ad abbandonare i propri figli a questi giovani militari per garantirgli un futuro migliore, per farli uscire da un paese che è arretrato all’ epoca tribale e che mai vorrebbero far loro conoscere .

E allora eccoli gli attori di questo Afghanistan del 2021 nuovamente abbandonato a sé stesso. Quali giustificazioni militari o politiche potranno mai ridare dignità a chi ha generato tutto questo.

Quale grande macchina umanitaria sarà capace di gestire tutto questo.

 

Eppure questa bambina è nata libera come ogni bambina occidentale con la grande differenza che  la sua libertà ha avuto la durata di un giorno, il solo giorno in cui è venuta al mondo. Ma quale umano venuto al mondo libero allo stesso modo può decidere e perché lo stato di libertà o schiavitù di un individuo che ha diritto ad avere il suo stesso spazio nel mondo.

 

Lorena Polidori

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