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Alcune domande per il professor Draghi

Professor Draghi se potessi parlarti…

 

Presidente Draghi, ascoltando i suoi primi discorsi alle due Camere non si può che apprezzarne i profondi contenuti non solo tecnici ma anche politici che da troppo tempo “latitavano” in quelle aule parlamentari, come anche era andata in esilio la competenza, dote che invece a Lei gli viene riconosciuta e senza alcun dubbio a livello mondiale.

Si può dire che in Italia è finalmente tornata la vera politica.

Non è una sorpresa la sua attenzione verso i giovani, verso il mondo del lavoro, verso l’innovazione. Se torniamo indietro a quel 18 agosto del 2020 quando al Meeting di Rimini, davanti ad una platea attonita, durante il suo discorso oltre che citare John Maynard Keynes, si rivolse  ai governanti di allora affinchè si adoperassero con “saggezza” attraverso l’attuazione di politiche economiche capaci si, di risollevare la società italiana ma, soprattutto volte ad investire sui giovani.

Sulla sua persona in molti nutriamo grandi speranze di cambiamento soprattutto l’aspettativa di vedere apportare in alcuni ambiti quei cambiamenti che attendiamo da lungo, tempo come auspicare in un mercato del lavoro italiano all’avanguardia che non debba più rincorrere l’Europa ma viaggiarne accanto.

Una società professionale dove per le donne, vengano introdotte quelle politiche di conciliazione vita e lavoro mirate e decisamente più efficaci, che vadano nel tempo ad eliminare quella grande disparità che ancora oggi le penalizza rispetto ai colleghi uomini.

Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, l’occupazione femminile è ancora notevolmente inferiore rispetto a quella del genere maschile e, la scarsa partecipazione delle donne nel mondo del lavoro è legata soprattutto al contesto familiare, dove continua a svolgere la maggior parte delle attività legate alla cura della casa e dei bambini.

 

La Pubblica Amministrazione

Un’attenzione maggiore e più “sensibile”  verso il lavoro della Pubblica Amministrazione dove è illusorio pensare di cambiarne la connotazione solo a colpi di legge, magari sarebbe opportuno, spostare l’attenzione sulle persone, sui dipendenti pubblici che vi operano al suo interno, in quella che è una elefantiaca macchina amministrativa troppo farraginosa e obsoleta.

Tralasciando  l’ironia di Checco Zalone, dove si pensa che il dipendente pubblico viva in una sorta di situazione paradisiaca protetto dal privilegio della stabilità, è necessario invece lasciare il passo alla complessità del problema.

Il problema della Pubblica Amministrazione ha tanti colori e centinaia di sfumature che si allineano e si conformano in base alle tante diversità dei contesti pubblici che siano essi Ministeri, Regioni ed Enti Locali, dove esistono anche  quei dipendenti che lavorano con senso di responsabilità, assoggettati però ai troppi limiti di questa macchina amministrativa arcaica non decisamente al passo con i tempi, dove si perde la centralità del suo esistere cioè fornire servizi al cittadino.

La Pubblica Amministrazione soffre di problemi culturali da decenni, l’autoreferenzialità sfrenata è il suo neo maggiore ne è propedeutico il clientelismo, elementi che non antepongono di certo la  meritocrazia ad altri aspetti magari meno efficaci per il cittadino ma di ritorno alla politica che vi staziona al momento.

E sino a quando ciò non avverrà, non vi sarà mai una buona pubblica amministrazione capace di offrire al cittadino un servizio efficiente, snello, veloce.

In Italia la maggior parte degli inquadramenti nelle pubbliche amministrazioni da molti anni avvengono per stabilizzazione, mettendo da parte il concorso pubblico come stabilito dalla Costituzione italiana.

In questo mondo che è sconosciuto ai più come possiamo non porci alcune domande come:

  • E’ un caso che secondo una relazione dell’ISPELS ( Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro ) si evidenzia che il 71% delle denunce relative al mobbing riguarda i dipendenti del pubblico impiego e in particolare le donne? Questi dati sono stati confermati dal CESAL (Centro Studi Europei su Sanità Ambiente e Lavoro).
  • Ed è sempre un caso che i contratti dei dipendenti pubblici siano ancora oggi di serie “c” e non meritino un degno livellamento al costo della vita ? (tralasciando la categoria dirigenziale e i super incarichi ovviamente).
  • Ed è sempre un caso che la progressione di carriera all’interno della pubblica amministrazione sia un fatto riservato a pochi anzi pochissimi a volte con criteri incomprensibili, rispetto ad altri comparti ?

 

I Giovani

Il suo programma politico guarda decisamente e con interesse ai giovani affinchè possano essere messi nelle condizioni di affrontare al meglio questa società “sgangherata” che erediteranno con strumenti e conoscenze adeguati ma per fare ciò sarebbe opportuno interagire in modo strettamente sinergico con l’intero  mondo della formazione, più spazio agli istituti tecnici che forniscono competenze professionali molto ricercate e, soprattutto uno sguardo attento alle Università italiane che risultano essere tra le più costose in Europa.

Magari abbassare le tasse ed aumentare le Università a numero chiuso aiuterebbe in una buona scrematura per i più capaci e contribuirebbe ad arginare il fenomeno della disoccupazione tra i tanti studenti fuori corso che finiscono per ritrovarsi senza una laurea e senza un lavoro ad un’età non più facilmente occupabile.

 

Le infrastrutture

In ultimo ma non per importanza, anzi, indispensabile e centrale la questione delle infrastrutture ,  se un paese vuole migliorare la sua competitività è necessario ottimizzarne i suoi sistemi di trasporto che sia rete ferroviaria, autostradale porti e aeroporti e il rapporto Stato Regioni, ne diventa elemento determinante per trovare quella coesione  capace di elaborare un piano di riforma infrastrutturale che superi le barriere anche ideologiche.

E’ impensabile che nell’era tecnologica del terzo millennio, della connessione virtuale per eccellenza vi siano ancora Regioni scollegate tra loro, e, all’interno delle stesse città che si affidano ai treni a gasolio per i  collegamenti.

Oggi l’Italia attraverso il Recovery plan ha la sua grande opportunità, poter offrire un sistema infrastrutturale a questo paese efficiente ed efficace che gli consenta di raggiungere i livelli degli altri paesi europei.

Un contesto fondamentale che lo Stato deve fare suo e saper gestire al meglio, elemento cardine che se sviluppato nella sua sintesi ottimale fa da snodo favorendo il fare impresa e l’intera economia fornendo confini più ampi e maggiori opportunità a chi è in cerca di occupazione, come dire è notizia di ieri che Perseverance è atterrato su Marte..

Con infinita stima, buon lavoro Presidente Draghi.

 

Lorena Polidori

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