La trattativa tra imprese e sindacati per arrivare a un nuovo accordo interconfederale sui contratti prosegue, ma il traguardo si allontana rispetto alle previsioni iniziali. Dopo due giornate di confronto particolarmente intense, il tavolo tra le associazioni datoriali e Cgil, Cisl e Uil tornerà a riunirsi il 28 settembre. E già sono state fissate altre due date, il 7 e l’8 ottobre, segnale che la strada verso l’intesa è tutt’altro che conclusa.
A fare il punto è stato il vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali, Maurizio Marchesini. «Il lavoro sta andando avanti. È un po’ più complesso, un po’ più lungo forse di quello che ci aspettavamo. Secondo noi, ma credo anche secondo i sindacati, difficilmente riusciremo a chiudere entro settembre», ha spiegato. Nessuna rottura, dunque, ma una trattativa che entra nella fase più delicata.
Rappresentanza, primi passi avanti
Il confronto, secondo Marchesini, ha già prodotto progressi sul tema della misurazione della rappresentanza, mentre ora il negoziato si concentra sui contenuti contrattuali. «Non ci sono rotture. Ci sono dei temi complicati, complessi, stiamo avanzando, stiamo studiando i testi», ha sottolineato. «Siamo andati avanti molto sul tema della misurazione della rappresentanza. Adesso stiamo andando avanti sui temi contrattuali che sono ovviamente molto delicati».
È proprio qui che emergono le maggiori differenze tra le parti. L’obiettivo dichiarato è costruire un’intesa capace di mettere ordine nelle relazioni industriali, dalla rappresentanza ai contratti, senza lasciare irrisolti i nodi che riguardano salari, formazione, sicurezza, innovazione e partecipazione.
La Cgil insiste sui salari
E in questa fase la Cgil torna a spingere soprattutto sui salari. Al termine dell’ennesima lunga riunione, Maurizio Landini ha definito «fondamentale e decisivo» il tema della «questione salariale e della tutela del potere d’acquisto». Per il segretario generale della Cgil, «insieme alla rappresentanza, è un punto che non è ancora risolto».
Non è l’unico argomento sul tavolo, ma è quello sul quale il sindacato guidato da Landini sembra voler concentrare maggiormente il confronto. «Dobbiamo affrontare anche i temi che riguardano la formazione, la salute e la sicurezza e le questioni della contrattazione, dell’innovazione e della partecipazione», ha aggiunto.
Il punto, tuttavia, è trovare un equilibrio tra le richieste sindacali e le esigenze del sistema produttivo. Un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto quando sul tavolo finiscono questioni che incidono direttamente sul costo del lavoro e sulla competitività delle imprese.
Cisl e Uil: avanti senza rompere
La Cisl mantiene un approccio più orientato alla ricerca della sintesi sui contratti. Il segretario confederale Mattia Pirulli riconosce che «tanto più entriamo nei temi tanto più emergono le complessità da dover affrontare», ma sottolinea anche che «credo che ci sia l’atteggiamento giusto, di voler affrontare tutti i temi e di arrivare anche a delle sintesi che tengano insieme la piattaforma datoriale e la piattaforma che è stata presentata unitariamente da noi sindacati».
Per Pirulli, quindi, la complessità non deve diventare un motivo per interrompere il negoziato. «Credo che sia importante continuare in questa modalità di confrontarsi per arrivare a un testo che tenga insieme tutti gli aspetti che sono stati posti», ha spiegato. «C’è una consapevolezza che dobbiamo raccogliere questa sfida e arrivare al risultato finale».
Anche dalla Uil arriva un messaggio sulla necessità di proseguire. «Intanto fatemi dire che si va avanti. È già di per sé una buona notizia, perché la trattativa è stata complicata, è complessa e ovviamente ognuno di noi, ambo le parti, ha fatto uno sforzo per non far saltare il tavolo», ha detto il segretario generale Pierpaolo Bombardieri.
Il 28 settembre il prossimo passaggio
Secondo Bombardieri, «si sono superati degli ostacoli e si è fatto un passo in avanti», anche se restano «altri nodi da risolvere soprattutto sulla parte economica, la parte dei salari, che è quella che noi ovviamente abbiamo posto con maggior forza». Il prossimo appuntamento servirà dunque a verificare se esistono le condizioni per avvicinare le posizioni.
«Siamo fiduciosi», ha detto il leader della Uil. «Come sindacalisti dobbiamo essere fiduciosi e ovviamente abbiamo fissato delle altre date per trattare gli altri temi che sono: formazione, sicurezza e partecipazione. Il 28 sarà, diciamo, giornata decisiva».
La fotografia della trattativa, per ora, è quindi abbastanza chiara: nessuna rottura sui contratti, ma neppure un accordo dietro l’angolo. Le imprese chiedono un quadro più ordinato per rappresentanza e contrattazione, mentre il sindacato, con la Cgil in prima fila, insiste sulla difesa del potere d’acquisto. Sarà necessario trovare una sintesi che non trasformi il confronto sui salari nell’ennesimo terreno di scontro, ma che consenta di arrivare a regole condivise per lavoro e imprese.
Enrico Foscarini, 23 settembre 2026
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