Economia

MANO AL PORTAFOGLI

Inps, errore nelle Certificazioni Uniche: cosa fare per rimediare

Coinvolti 270mila pensionati deceduti: addizionali comunali mancanti. Correzioni in corso e rischio doppio pagamento

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Nuovo problema tecnico per l’Inps durante la campagna fiscale. Stavolta l’errore riguarda circa 270mila Certificazioni Uniche riferite a pensionati deceduti nel corso dell’anno: le addizionali comunali trattenute regolarmente sugli assegni pensionistici non sarebbero state riportate nelle Cu utilizzate anche per la dichiarazione precompilata.

L’anomalia, secondo quanto spiegato dall’Istituto, sarebbe legata a un problema informatico già corretto. Nel frattempo, però, la vicenda rischia di avere ripercussioni soprattutto sugli eredi chiamati a presentare la dichiarazione dei redditi per conto del familiare scomparso. In alcuni casi, infatti, il sistema potrebbe interpretare quelle somme come non versate e richiederle nuovamente.

L’Inps: “Importi estremamente contenuti”

L’Inps ha spiegato di essere già intervenuto aggiornando i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate. L’Istituto precisa infatti di aver «provveduto all’aggiornamento delle Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate», che sta ora adeguando le dichiarazioni precompilate dei contribuenti interessati.

Secondo quanto comunicato dall’Istituto guidato dalla direttrice generale Valeria Vittimberga, gli importi coinvolti sarebbero nella quasi totalità dei casi molto bassi. L’Inps sottolinea infatti che gli «importi interessati risultano di entità estremamente contenuta e, nella maggior parte dei casi, inferiori alla soglia di rilevanza fiscale pari a 12 euro».

Si tratta quindi di cifre limitate, che ridimensionano l’impatto economico della vicenda. Resta però il problema amministrativo per chi ha già utilizzato la versione errata della Certificazione Unica per compilare il modello 730.

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Caf al lavoro per avvisare i contribuenti

A intervenire sulla questione è stato anche Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta dei Caf. «L’Inps sta inviando gli elenchi ai Caf che nei prossimi giorni avviseranno i cittadini interessati», spiega Angileri, ricordando che esistono comunque strumenti per correggere eventuali dichiarazioni già inviate.

«La norma prevede che dal 19 maggio si può annullare il 730 una sola volta e ripresentarlo una seconda volta sino al 22 giugno come Caf», sottolinea il coordinatore della Consulta. Diversa invece la situazione per chi ha già trasmesso autonomamente la dichiarazione utilizzando la Cu sbagliata. In quel caso «c’è la possibilità di apportare la modifica col modello Redditi entro ottobre, perdendo i benefici del 730».

L’invito rivolto ai contribuenti coinvolti è dunque quello di rivolgersi ai Caf per verificare la propria posizione e procedere alle eventuali correzioni necessarie.

Il rischio del doppio pagamento per gli eredi

La questione interessa soprattutto gli eredi dei pensionati deceduti nel 2025. «Se le addizionali comunali erano state trattenute al defunto ma poi non inserite nella Certificazione unica», spiega ancora Angileri, «gli eredi rischiano di pagarle una seconda volta» perché il sistema potrebbe considerare quegli importi come mai versati.

L’entità delle somme varia da Comune a Comune, dal momento che le aliquote delle addizionali comunali non sono uniformi sul territorio nazionale. Tuttavia, il vero nodo resta la gestione delle pratiche fiscali già aperte e delle dichiarazioni precompilate eventualmente compilate prima dell’aggiornamento dei dati.

Una nuova anomalia dopo i casi Naspi e pensioni

L’episodio arriva dopo altri problemi registrati negli ultimi mesi dall’INPS sul fronte fiscale. A inizio maggio erano infatti emersi errori nelle Certificazioni Uniche di circa due milioni di percettori di Naspi, cassa integrazione, maternità e altre indennità. In quel caso un codice errato rischiava di compromettere il riconoscimento del nuovo bonus fiscale legato al taglio del cuneo.

A marzo, invece, l’Istituto aveva avviato il recupero di somme erogate in eccesso ad alcuni pensionati per l’applicazione indebita di una detrazione fiscale destinata ai lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 20mila e 40mila euro.

Anche questa volta l’Inps assicura che le correzioni sono già in corso e che molti contribuenti troveranno direttamente disponibile la versione aggiornata della Certificazione Unica senza dover effettuare ulteriori operazioni.

Enrico Foscarini, 22 maggio 2026

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