Economia
IL CASO

Ingannevole la pubblicità di Octopus Energy

Lo Iap boccia la recente campagna e impone di modificare i messaggi.

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La pubblicità di Octopus Energy finisce nel mirino dell’Iap, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. Il Giurì, con una pronuncia del 14 settembre, ha giudicato ingannevoli alcuni messaggi diffusi dalla società sulla stampa, su internet e sui social media, in particolare quelli relativi al risparmio per i clienti e alla proposta di «energia pulita a prezzi accessibili». Per adeguarsi alla decisione, i messaggi contestati dovranno essere rimossi o modificati.

Il sondaggio sotto esame

Nel mirino del Giurì sono finite soprattutto due affermazioni utilizzate nella comunicazione commerciale di Octopus Energy: «il 96% dei nostri clienti spende meno» e «puoi risparmiare – il 96% dei nostri clienti lo conferma». Secondo lo Iap, si tratta di claim che attribuiscono all’offerta una qualità obiettiva che Octopus «non ha minimamente provato». Il dato sul risparmio, infatti, sarebbe stato ricavato da un sondaggio realizzato dalla stessa società su una parte dei propri clienti, senza un metodo statistico e oggettivo ritenuto adeguato dal Giurì.

Il punto centrale della pronuncia riguarda la natura stessa dell’affermazione. «Il risparmio costituisce un dato matematico» e, di conseguenza, «va dimostrato in base ai fatti». Un’indagine interna alla clientela, secondo il Giurì, non sarebbe dunque sufficiente a sostenere pubblicitariamente una promessa di risparmio quantificata in modo così preciso.

Contestata anche l’«energia pulita»

L’altra contestazione riguarda il claim «energia pulita a prezzi accessibili». Anche questa formulazione è stata giudicata incompatibile con le regole sull’ingannevolezza della pubblicità. La pronuncia richiama l’articolo 2 del Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale, che impone di evitare «ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche».

La norma richiama in particolare le informazioni relative alle caratteristiche e agli effetti del prodotto, al prezzo, alla gratuità, alle condizioni di vendita, alla diffusione e agli eventuali premi o riconoscimenti. Per il Giurì, il claim utilizzato da Octopus Energy si pone quindi «in contrasto radicale con il divieto di ingannevolezza».

Claim pubblicitari e concorrenza

La decisione dell’Iap riporta così al centro un principio fondamentale per il funzionamento del mercato: quando un’impresa presenta nella propria pubblicità un vantaggio economico o ambientale come dato oggettivo, deve essere in grado di dimostrarlo. Lo Iap, che stabilisce parametri per una comunicazione commerciale «onesta, veritiera e corretta», ha ritenuto ingannevole la «generica rivendicazione di vantaggi di prezzo o ambientali» contenuta nella comunicazione contestata.

La conseguenza è che Octopus Energy dovrà rimuovere o adeguare i messaggi oggetto della pronuncia. La finalità delle regole di autodisciplina è infatti quella di tutelare la fiducia dei consumatori e, allo stesso tempo, garantire condizioni di leale concorrenza tra le imprese. La vicenda mostra quindi quanto sia delicato, soprattutto nel mercato dell’energia, utilizzare numeri e promesse commerciali per evidenziare la convenienza di un’offerta: un risparmio quantificato o un vantaggio ambientale non possono essere soltanto slogan, ma devono poggiare su dati verificabili e dimostrabili.

Enrico Foscarini, 23 settembre 2026

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