Economia

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Saldo commerciale extra-Ue 2025: l’avanzo regge ai dazi Usa

Calo limitato al 2% a 56 miliardi: pesano le tariffe, compensano Svizzera, Russia e Medio Oriente

trump meloni Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nel 2025 il saldo commerciale dell’Italia con i paesi extra-Ue si mantiene solido nonostante l’impatto dei nuovi dazi introdotti dagli Stati Uniti ad agosto, chiudendo l’anno con un avanzo pari a 56,1 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 57,6 miliardi del 2024, con una contrazione limitata al 2%. Un risultato che, nel contesto di un commercio internazionale più frammentato e protezionista, conferma la capacità di tenuta dell’export italiano.

Secondo l’Istat, “nel complesso del 2025 la crescita delle esportazioni verso i paesi extra Ue si attesta al 2,3%, in accelerazione rispetto all’1,3% del 2024”, sostenuta in particolare dall’aumento delle vendite di beni di consumo non durevoli e beni intermedi. Sul fronte opposto, le importazioni tornano a crescere del 3,4%, dopo il calo del 2024, trainate dall’incremento degli acquisti di beni di consumo non durevoli che ha più che compensato la forte riduzione della spesa energetica.

Dazi, si riduce l’avanzo con gli Usa

L’effetto più evidente delle nuove barriere commerciali si registra nei rapporti con gli Stati Uniti, che restano comunque il principale mercato extra-Ue in avanzo. Nel 2025 il saldo commerciale con Washington si attesta a 34,2 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 38,9 miliardi del 2024. Le esportazioni verso gli Usa crescono del 7,2%, mentre le importazioni aumentano in modo molto più marcato, del 35,9%, segnalando un riequilibrio forzato degli scambi dopo l’entrata in vigore dei dazi.

La flessione dell’avanzo con gli Stati Uniti rappresenta il principale contributo negativo al saldo complessivo, ma non è sufficiente a compromettere la tenuta dell’intera bilancia commerciale extra-Ue.

Svizzera, Russia e Medio Oriente compensano il calo

A contenere la riduzione dell’avanzo complessivo è soprattutto il forte miglioramento dei saldi con alcuni partner chiave. Spicca il contributo della Svizzera, con un avanzo in crescita a 19,7 miliardi di euro, in aumento di oltre 5 miliardi rispetto al 2024, grazie a un forte aumento delle esportazioni e a un calo delle importazioni.

Rilevante anche il recupero del saldo con la Russia, che nel 2025 è stato positivo per 2,1 miliardi di euro, più che raddoppiando il risultato dell’anno precedente, e il deciso miglioramento del Medio Oriente, dove l’avanzo sale a 8,6 miliardi di euro, contro i 2,5 miliardi del 2024. Un contributo, seppur più contenuto, arriva anche dal Giappone, con un saldo positivo di 4,4 miliardi, in aumento rispetto all’anno precedente.

Meno deficit con Africa settentrionale e India

Accanto agli aumenti di avanzo, un ruolo importante è svolto dalla riduzione dei disavanzi commerciali. Il deficit con l’Africa settentrionale si restringe a 9,3 miliardi di euro, migliorando di oltre 3 miliardi rispetto al 2024, mentre quello con l’India scende a 2,8 miliardi, segnando un significativo riequilibrio degli scambi. Anche questi movimenti contribuiscono a limitare l’impatto negativo della frenata americana.

Un 2025 di tenuta

Nel complesso, il quadro che emerge dal 2025 è quello di un saldo commerciale extra-Ue resiliente, capace di assorbire l’urto dei dazi statunitensi grazie a una maggiore diversificazione geografica dell’export e a una composizione delle importazioni meno sbilanciata sull’energia. La lieve flessione dell’avanzo appare così più come un assestamento che come un segnale di debolezza strutturale del commercio estero italiano.

Enrico Foscarini, 29 gennaio 2026

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