Giorgia Meloni non ha usato mezzi termini agli Stati Generali dei Commercialisti: “Intendiamo concentrarci sul ceto medio, che rappresenta la struttura portante del sistema produttivo italiano e spesso avverte di più il peso del carico tributario”. La premier ha delineato una riforma fiscale che punta a “rendere il sistema più equo e incentivante per chi produce reddito“, con tagli mirati alla fascia sopra i 50mila euro. Un passaggio chiave del suo intervento ha riguardato la lotta all’evasione: “A chi ci accusa di essere amici degli evasori rispondiamo con i fatti: nel 2024 abbiamo recuperato 33,4 miliardi, un record“.
Giorgetti frena l’entusiasmo
A smorzare i toni è arrivato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che a margine dell’evento ha ricordato: “Il governo ha ancora due anni e mezzo“. Una dichiarazione che allude a tempi più lunghi rispetto alle attese, soprattutto per il taglio dell’Irpef. Il vice ministro Maurizio Leo ha precisato: “Dobbiamo trovare le risorse e agire con prudenza, un atteggiamento che ci ha premiati come dimostrano lo spread a 90 e i rating positivi“.
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Leo: “Prudenza sì, ma la strada è tracciata”
Il viceministro Leo ha confermato l’impegno concreto: “Vogliamo applicare un’aliquota più bassa rispetto al 35%, attestarsi al 33% per i redditi tra 28mila e 50-60mila euro“. Ha però sottolineato i vincoli: “È una cosa che va fatta con la massima cautela. Il passaggio è venire incontro alle imprese e al ceto medio, anche rendendo strutturale l’Ires premiale“. Un riferimento alla misura che premia le aziende che investono in occupazione.
De Nuccio: “Agire subito con i fondi anti-evasione”
Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, ha spinto per un intervento immediato: “Il ceto medio paga il 36,42% dell’Irpef netta versata allo Stato. Dobbiamo convogliare qui le risorse recuperate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza“. Un appello diretto al governo perché utilizzi i miliardi recuperati dalla lotta all’evasione per finanziare i tagli.
La riforma dei collegi sindacali
Meloni ha dedicato parte del discorso alla riforma dei collegi sindacali, definendola “un provvedimento storico”: “Finalmente il collegio sindacale può tornare a essere un’opportunità e non un rischio”. La standing ovation dei commercialisti ha sottolineato l’importanza di questa revisione delle responsabilità.
Enrico Foscarini, 10 giugno 2025
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