Economia e Logistica

DOPO LE FOLLIE GREEN

Nucleare, l’Ue accelera sull’atomo dopo la crisi Israele-Iran

Il Pinc, il piano Ue per il nucleare, arriva proprio dopo l'attacco di Israele a Teheran. Ora serve un’Europa meno dipendente dal gas e dalle follie green

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L’attacco israeliano contro l’Iran ha riacceso le tensioni in Medio Oriente. Ora è veramente necessario che l’Europa ripensi in maniera determinata al nucleare, innescando un’immediata reazione dei mercati energetici. Ad Amsterdam il prezzo del gas è salito del 6,6%, toccando i 38,53 euro al megawattora, mentre il Brent è aumentato dell’8,48% e il WTI dell’8,76%. Le preoccupazioni di una possibile escalation militare che coinvolga anche infrastrutture energetiche strategiche stanno destabilizzando il mercato globale e mettono in evidenza la fragilità degli attuali approvvigionamenti europei. In questo contesto l’Unione europea torna a scommettere sull’energia nucleare come soluzione strategica per l’autonomia e la resilienza energetica.

Il rilancio dell’atomo nel programma PINC

Con l’ottavo Programma Illustrativo Nucleare (PINC), la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha tracciato le direttrici di sviluppo della strategia nucleare comunitaria da qui al 2050. Per centrare gli obiettivi climatici e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, saranno necessari investimenti per circa 241 miliardi di euro: 205 miliardi per nuovi grandi reattori e 36 miliardi per l’estensione della vita utile di quelli esistenti.

Ma non solo: una parte significativa degli investimenti sarà destinata alle nuove tecnologie modulari, come gli Small Modular Reactors (SMR), gli Advanced Modular Reactors (AMR), i microreattori e, nel lungo termine, alla fusione nucleare. Per alcuni Paesi membri, il nucleare rappresenta un pilastro essenziale della strategia di decarbonizzazione, competitività industriale e sicurezza energetica.

Secondo le proiezioni, oltre il 90% dell’elettricità europea nel 2040 sarà generata da fonti decarbonizzate, in gran parte rinnovabili integrate dal nucleare. La capacità installata dovrebbe salire da 98 Gigawatt nel 2025 a 109 Gigawatt nel 2050, con un margine di incertezza compreso tra 70 e 144 Gigawatt.

Sicurezza, innovazione e governance

Il PINC sottolinea che ogni progetto nucleare dovrà rispondere ai più alti standard di sicurezza, protezione radiologica, gestione dei rifiuti radioattivi e salvaguardie. L’UE dispone di un quadro regolatorio rigoroso che richiede autorità nazionali indipendenti, ben finanziate e libere da influenze politiche. È anche essenziale coinvolgere la cittadinanza con trasparenza lungo tutte le fasi dello sviluppo dei progetti.

Oltre alla sicurezza, la Commissione mette l’accento su innovazione e sviluppo industriale. Si prevedono incentivi per la formazione della forza lavoro, il sostegno alle startup e la diffusione di tecnologie all’avanguardia come SMR e AMR. Sarà cruciale, inoltre, sviluppare infrastrutture di smaltimento sicuro dei rifiuti ad alta radioattività, con depositi geologici profondi.

Per agevolare gli investimenti, la Commissione propone strumenti finanziari flessibili come i “two-way contracts for difference” (CfD), i power purchase agreements (PPA) e la possibilità di combinazioni tra pubblico e privato, sempre nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato.

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Nuclitalia: l’Italia torna protagonista

In parallelo, l’Italia muove i primi passi concreti nel nucleare di nuova generazione. È nata Nuclitalia, una nuova startup partecipata da Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%). Il suo obiettivo è chiaro: valutare le tecnologie più promettenti nel campo del nuovo nucleare sostenibile, a partire dagli SMR raffreddati ad acqua, e preparare il terreno per future applicazioni industriali.

La società, che rientra anche nell’European Industrial Alliance on SMR, dovrà definire i requisiti specifici per il contesto italiano, esplorare partnership industriali e contribuire alla costruzione di una filiera nucleare nazionale. Tra i progetti d’eccellenza spicca Alfred, il reattore veloce raffreddato a piombo sviluppato da Ansaldo, selezionato dalla Commissione Ue come riferimento europeo per i reattori di quarta generazione.

Un disegno strategico a lungo termine

La nascita di Nuclitalia si inserisce nel quadro normativo delineato dal governo Meloni con il disegno di legge delega sul nucleare, approvato a febbraio 2024 ma ancora in fase di discussione parlamentare. Il ddl prevede finanziamenti da 20 milioni l’anno tra il 2027 e il 2029, oltre a risorse aggiuntive per comunicazione e formazione.

Il ritorno al nucleare in Italia è visto come una risposta strutturale alla crisi energetica e geopolitica in corso. Dopo decenni di assenza, il nucleare torna al centro del dibattito nazionale ed europeo come elemento chiave per la sicurezza energetica, la sovranità tecnologica e la lotta ai cambiamenti climatici. Dopo anni di retorica ideologica e rincorsa a soluzioni intermittenti, l’Europa e l’Italia sembrano finalmente riscoprire la realtà: non c’è transizione ecologica senza energia stabile, sicura e continua. E in questo scenario, il nucleare torna ad essere non un’opzione, ma una necessità strategica. Non è più tempo di illusioni verdi scollegate dai dati: serve pragmatismo energetico, serve l’atomo.

Enrico Foscarini, 13 giugno 2025

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