Il vero evasore è la Bestia statale

Nonostante quello che il premier e alcuni suoi ministri continuano a ripetere è del tutto evidente che l’evasione fiscale non sia l’emergenza italiana. Il paradosso è che anche i più duri al governo non credono a ciò che dicono. Non si spiegherebbe altrimenti la manovra economica approvata definitivamente, si spera, l’altra notte.

Il ragionamento è molto semplice. Se un politico ritenesse davvero l’evasione il principale dei problemi italiani, si comporterebbe di conseguenza. Due delle misure simbolo, le sanzioni per i commercianti che non accettino i sistemi di pagamento elettronico e l’abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti, sono state rinviate a luglio dell’anno prossimo. Allora dobbiamo capirci. È come essere “quasi incinta”. O si è in stato interessante, oppure no. Difficile pensare ad una via di mezzo. E dunque se davvero siamo in un’emergenza non si capisce bene perché non fare subito ciò che si deve fare.

La verità è che le manette agli evasori, la lotta al contante, l’obbligo dei pagamenti elettronici, sono solo fumo negli occhi. Quando Mario Monti abbassò la soglia dei contanti, nel 2011, a mille euro, non successe assolutamente nulla nel contrasto all’evasione. Quando, ahinoi, pochi mesi prima il governo Pdl-Lega pressato dalle letterine europee abbassò la soglia della punibilità penale per gli evasori a 50 mila euro, non si riempirono le carceri di malfattori. L’obbligo del pos per gli esercenti esiste da tempo. Un commerciante non è fesso e tende a conquistare clienti: se non si dota di una macchinetta elettronica nel 99% dei casi lo fa perché non rientra con i costi rispetto ai ricavi che si attende.

Il premier ha scelto un nemico, l’evasore cattivo, perché è sufficientemente astratto, ma genericamente identificabile. L’evasore è sempre il tuo vicino, ma per definizione non è mai lo Stato. Al contrario la crescita economica, lo sviluppo che non c’è, dipende proprio dalla macchina pubblica. Nel primo caso i colpevoli sono i privati, cattivi e avidi. Nel secondo è lo Stato con le sue burocrazie, le leggi incomprensibili, le tasse vessatorie.

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24 Commenti

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  1. L’evasione assomiglia tanto a Satana, Dio onnipotente non lo puo distruggere, ANZI neha bisogno per spiegare la sua contradittoria bintá,, la Chiesa non ce lo ha fatto perché lo necessita per spiegare le sue ali pietose nei confessionali, il Papa e tutti i Papi, meno Celestino V, lo hanno combattuto con esecuzioni, torture ed esorcitazioni crudeli come quelle di Loudun e, per colmo, arrestarono il fuggitivo Celestino V nel suo rifugio nel Soratte per farlo morire in carcere. Trisi figuri questi papi, hanno seminato discordie e guerre accumulando tesori.
    Se la guerra a Satana fu inutile é perché Satana é parte di coloro che lo perseguitano.

    • Ah! per spiegare la mala gestione fiscale dello stato tutto codesto discorso sui papi satanisti, esorcisti, torturatori….mamma mia!! ci sono in commercio anche dei buoni libri di economia e finanza Andrea Sal vadore

  2. Mi permetto di aggiungere come considerare l’inefficienza statale Il problema principale di oggi sia di gran lunga l’unica visione non confutata dai dati che abbiamo.
    Le balle sull’evasione, che è anomala solo al sud, smentiscono la vulgata ignorante dei nostri politici e dei loro servi.
    Lo stato incassa e spende come non mai, quindi non soffre certo di mancanza di risorse.
    Il problema è totalmente diverso. E lo dimostrano tutte le analisi sull’efficienza della spesa pubblica.

    I nostri politici, quindi, sono effettivamente totalitari: raccontando balle impongono restrizioni di libertà molto gravi (sia personali, col grande fratello, che economiche, togliendo la libertà di essere padroni del proprio denaro, oltre alla sempre peggiore tosatura fiscale) senza alcun motivo valido e proporzionato.

    • SEMPRE IN FORMA, CARO Davide V8.

      UNO STATO, O PARTITO, CHE CONSIDERA UN AVVERSARIO IL LORO “NEMICO”, DICE GIA’ TROPPO RIGUARDO IL LORO CARATTERE., E’ IMPLICA LA TOTALE CHIUSURA MENTALE AL DIALOGO COSTRUTTIVO..

      RIGUARDO IL TUO COMMENTO “l’inefficienza statale” CHE TUTTI CONOSCONO, AVREI QUALCHE OSSERVAZIONE.

      1) Ci fanno vedere i filmati dei “furbetti” del cartellino, e poi si trovano “altrove”, per non fare una lista evito esempi. Ma chi è il responsabile di loro? E’ anche lui forse colpevole quanto i furbetti, essendo non presente? In paesi normali, chi è il responsabile, è più colpevole del sui assistenti / subordinati se non verifica la loro presenza.

      2) I falsi “invalidi”, io chiedo chi a firmato il documento? Il Dottore, o sa il suo mestiere o forse si comporta in modo che dà qualche dubbio?

      Per il “primo”, si puo solo pensare che vi sono troppi dipendenti per il reparto colpevole. Dunque bisogna ridurre l’organico.

      Per il “secondo caso”, vorrei sapere se qualche Dottore è mai stato punito per il suo comportamanto?

      (Non sarà che questi votono per un particolare PARTITO?)

      • Sul secondo caso, mi chiedo anche io, da quando ero bambino, dove sia ad esempio il tanto zelante ordine dei medici.
        Sempre tanto efficiente nel difendere il pensiero unico, inspiegabilmente assente quando si tratta di trovare reali abusi da parte dei propri membri.
        Sui medici c’è molto da dire, magari un’altra volta.

        Sul primo caso, è evidente che il sistema sia radicato e diffuso, e quindi si difende e resiste ad ogni tentativo di sistemare le cose.
        Inoltre vedo che suggerisce quale sia il problema: troppa gente che non ha niente da fare, o che può non fare niente.
        E che, quando ha da fare, ha da fare cose con valore negativo, che anzichè “servire” i cittadini li vessano soltanto imponendo inutili adempimenti e spese.
        Meglio vadano al bar, in effetti: minimizza i danni creati.

  3. Una cosa proprio non la capisco : hai risposto in modo per me pertinente. Mi hai anche fatto capire meglio qualcosa della tua idea. Alla fine il solito insulto.
    Perché?

    • Perchè “insulto”?
      Sei tu il primo a dire che “non capisci” perchè lo stato possa essere considerato evasore.
      Sei tu il primo a vedere la questione in certi termini, ovvero di malafede da parte di chi contesti questa eurasiatica “lotta all’evasione”.
      Sei tu il primo a NON farti domande, nè porti problemi, su cosa comporti la tracciatura di ogni caffè acquistato.
      Da qui la mia deduzione: sin da piccoli vi hanno venduto la questione in un certo modo, voi ci avete creduto, ci credete, e l’avete fatta vostra.

      Poi, perdonami, ma vista l’aria che tira, fatta di totalitarismo strisciante (tra quanti anni avremo il “credito sociale” come in Cina?) con ridicole giustificazioni pseudo-moralistiche, mi sento in pieno diritto, anzi in dovere, di manifestare tutto il mio disappunto (eufemismo) verso chi sponsorizza tutto questo.

      Quello che voi di sinistra spesso non capite è che passate la vita ad insultare gli altri, affermando:
      -che sono disonesti
      -che giustificano la disonestà
      -che sono ignoranti e non capiscono nulla
      -che sono intellettualmente inferiori
      -che sono moralmente inferiori ed abbietti.
      Questi sono i messaggi che vengono abitualmente passati, con tanto di palese espressione di superiorità, e che vengono usati come giustificazione per ogni genere di prepotenza.

      Ora, io NON porgo l’altra guancia.
      Io, a chi comunica questi concetti, magari nascondendosi dietro un ridicolo buonismo fatto di “difendiamo il bene comune” (magari con la scusa ambientale), faccio invece capire senza alcuna remora che gli IGNORANTI sono loro (perchè non comprendono i fenomeni, umani e non, specie quando sono un minimo complessi), e che non solo sono ignoranti, ma sono pure ignoranti PREPOTENTI, che non si fanno problemi a molestare e soverchiare le persone sulla base delle loro errate credenze.
      E sia anche molto chiaro che usare prepotenza sugli altri senza farsi domande è appunto atteggiamento degno di fanatismo religioso, perchè è questo genere di “fede” ad essere irrazionale, ed a giustificare la violenza.

      • Però vedi che tu non riesci a restare sul tema? Qui si parla di evasione fiscale.
        E tu invece scrivi una serie di accuse con attacco generico e molto duro nei confronti della sinistra. Va bene tu sei di destra. Io non ho mai pensato che le persone di destra siano disoneste inferiori ignoranti ecc. Soltanto un deficiente ragiona così.
        Io credo che l’evasione fiscale sia un grande problema dell’ Italia e vorrei che le tasse le pagassero tutti. Non mi sembra una pretesa da ebeti comunisti creduloni o fanatici.

        • Ti sembra male: credere, oggi, che il “grande problema” sia l’evasione fiscale – e non la Bestia che sperpera risorse faticosamente costruite – è precisamente una assurdità da creduloni fanatici.
          Non porsi problemi sui provvedimenti liberticidi che vengono fatti in nome di questa guerra all’eurasia (schedatura di ogni comportamento che neanche in Germania est, ad esempio) è certamente un atteggiamento da fanatici creduloni.

          Certo, di creduloni fanatici consapevoli di esserlo ne ho visti ben pochi.

          • Quando vi toccano le tasche (tasse) invocate la libertà, la schedatura, il grande fratello che sperpera denaro pubblico. No caro. Sono due problemi diversi.
            SI alla lotta allo spreco.
            SI alla lotta all’evasione fiscale.

          • Certo che quando toccano le tasche, ammazzandoci di tasse, invoco la libertà.
            Dovrebbe farlo anche lei.
            La libertà economica è una parte fondamentale della libertà in generale: senza libertà economica non c’è alcuna libertà, come ci hanno insegnato altre persone di valore prima di noi.

            Invoco eccome la schedatura ed il grande fratello, se la questione non mi tocca economicamente ma mi fa piombare improvvisamente in DDR come controllo di ogni mia attività (e ricordi che l’evasione pone un limite alle pretese fiscali: senza alcuna possibilità di evasione anche chi non evade pagherà più imposte alla fine).
            Dov’è il problema? Sono due questioni in parte distinte ma fondamentali, ed è assolutamente sacrosanto combattere il grande fratello, indipendentemente dal fatto se si sia toccati o meno economicamente.
            Anzi, sono proprio gli onesti che devono lamentarsi del totalitarismo che viene loro imposto a causa di “nemici” in buona parte immaginari e propagandistici.

            No, NON sono due questioni distinte, per un semplice motivo: la lotta all’Eurasia-evasione è l’arma di distrazione di massa per NON occuparsi del problema vero e principale, e cioè l’inefficienza della macchina pubblica.
            Blaterando di evasione, possono continuare a mantenere, anzi incrementare, tale inefficienza, mentre la massa di pecore inebetite agita torce e forconi contro nemici immaginari.

            La invito a leggere questo articolo, come spunto per riflettere su libertà, legalità, annessi e connessi:
            https://www.movimentolibertario.com/2019/10/la-liberta-e-fatta-di-rivolte-anche-individuali-contro-le-tasse/

  4. Mi permetto di evidenziare che codesto articolo nn apporta nulla e nn dirime il problema dell’evasione fiscale,ma appare un mero richiamo della giungla.
    Cosa sia lo “Stato” è qualcosa che,volenti o nolenti,si dovrebbe prendere in delega attraverso il voto dei suoi cittadini(se vige la democrazia,e mi attengo a codesta visione)delle loro istanze e mediare le stesse in chiave sociale per rendere coesa la società.
    Ora dire che lo Stato sia una “bestia” da parte di un personaggio pubblico che dai suoi media porta avanti una narrazione in cui la parte statalista(sovranista)è presente ed innestata su una pianta che si vuole liberale ma è liberista,quando lo stesso Stato si è innervato nel voto popolare e dallo stesso si è formato un governo in cui quota 100 e redditto di cittadinanza si trovavano inseriti in una situazione creata dai precedenti governi di crescita economica e basso spread di cui l’immissione di nuovi buoni atti al pagamento del debito pubblico traevano benefici,nn si capisce a cosa ci si vuole rivolgere?
    La spending review è stata dimenticata dal tal governo,come da codesto e nn capire che da quota 100 sarebbero usciti 20 miliardi in tre anni da mettere negli investimenti(tipo,prr esempio,nella TAV in tutto il centro sud Italia e fibra ottica fino a Capo passero)nulla è servibile.
    L’evasione incista una problematica accentuandone le dimensioni. Ma è un problema esistente e toccabile con mano.
    Per esempio,se ci fosse una presunta tale dal Porro,nn priorità nella lotta alla stessa,come sarebbe possibile assistere indifferenti a una deriva della sanità pubblica pagata con le tasse di coloro che le pagano,anche in territori dove la stessa è bacata pesantissimamente,senza assistere a una rivolta?

    • La sua concezione dello stato è del tutto arbitraria e per nulla condivisibile.
      Noto sempre questa tendenza a risolvere la questione in modo gravemente superficiale, senza riflettere, senza un minimo di sforzo nel cercare di capire i pensatori che hanno provato ad affrontare il problema. Semplicemente bevendosi le balle che raccontano.
      Lo stato OGGI – ma è stato spesso così – è appunto la BESTIA attraverso la quale viene esercitato il potere sulla massa, da parte di alcuni.
      Abbiamo però avuto qualche secolo di evoluzione liberale che ci ha mostrato una visione molto diversa: lo stato liberale, per difendere i cittadini dalla giungla dei soprusi da parte del potere (privato o pubblico, statale o ecclesiastico che sia).
      E’ lo stato attuale ad essere la giungla, la legge del più forte, senza difesa dai prepotenti, che anzi lo usano, lo animano, lo costituiscono.

      La democrazia è “il dio che ha fallito”, è “la via per la schiavitù” quando ci si dimentica di questo compito, e si pensa che sia un modo per costringere le persone a subire il dirigismo della maggioranza.
      Lo stato è “la grande finzione attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri”.
      Come aveva intuito in passato chi di cervello lo usava, e come è stato chiaramente dimostrato anche in tempi recenti da chi ha vinto il Nobel con la public choice.

      La barbarie culturale di questo paese non è più tollerabile.
      E non fanno eccezione alcuni politici, che devono STUDIARE e svegliarsi, anzichè dare retta ad economisti di infimo spessore.

      • Caro Davide ti stai sbagliando nel giudicarmi e sei tu che dai discorsi A-democratici mi appari ben oltre l’anarchia.
        Ma oramai mi pare ovvio che tu sia una punta avanzata del anarcocapitalismo che,lasciatelo dire da un liberalsocialista,è la cosa più vicina alla alienazione fisico-mentale.

        • Caro Orlo, si sbaglia.
          Per 2 motivi:
          1) non sta nè in cielo nè in terra definire “anarchico” ciò che sostengo.
          Quello che affermo è semplicemente ciò che insegnano secoli di liberalismo (classico).
          Cioè ciò che ci ha fatto passare da re, principi ed imperatori, alle liberaldemocrazie costituzionali.
          Che si fondano sui diritti (negativi) individuali e sulla limitazione del potere pubblico.
          I foglietti colorati da mettere nelle urne sono, in realtà, solo un contorno, e neanche così importante (come dimostra peraltro la deriva che subiamo nonostante da 25 anni in Italia si voti sempre “contro” – deriva che pare infermabile).
          Sono stati eletti Hitler, Mussolini, oggi Erdogan e Putin: crede davvero che sia questa l’essenza della “democrazia” così come la si può intendere?
          Crede che in questo modo, ottenendo “delega” e “mediazione”, si viva in un posto “democratico”?
          Per me è folle pensare una cosa del genere.
          E’ tutto il resto a fare la differenza.
          Ed il resto, per quanto nato “bene” e per quanto abbia prodotto risultati notevoli per il popolo, oggi si sta dimostrando largamente insufficiente.
          Quindi bisogna prenderne atto, bisogna svegliarsi e rendersi conto della cattura del pubblico da parte di interessi particolari, bisogna rendersi conto dei soprusi da parte del pubblico mascherati dietro una presunta “democrazia”.

          L’evoluzione del liberalismo è stata interrotta e deve riprendere.
          Non c’è proprio nulla di anarchico in questo, a meno che non pensa sia anarchico avere persone libere, e non schiavi e sudditi.
          Giustificare il sopruso perchè “è la democrazia”, cioè perchè una presunta maggioranza ha votato in un certo modo, è lo stesso che giustificare i soprusi di qualche sovrano o nobile, giustificato da dio o dal sangue blu.

          2) “Liberalsocialista” è una contraddizione in termini, un ossimoro, è bispensiero PURO.
          Non a caso il bispensiero fa parte di tutto l’armamentario totalitario profeticamente descritto – purtroppo pare inutilmente – da Orwell.
          Che porta la massa ad approvare e giustificare l’ingiustificabile.

          Ci rendiamo conto che stanno succedendo delle cose che sarebbero parse del tutto intollerabili pochi decenni fa?
          La deriva liberticida è drammatica, e non vedo perchè dovrebbe essere “anarchico” rendersene conto.

          • In effetti il psi di Craxi e oggi Italia viva sono frutto di un bispensiero che vorrebbe ci fosse una libertà di mercato moderata da un Stato,più o meno leggero potrebbe essere indifferente,in cui la redistribuzione si incentri sullo sviluppo socio-economico.
            Per esempio,se si dovesse avere un apparato sanitario pubblico ricentralizzato basato sui costi standard l’efficienza burocratica potrebbe rientrare in un abbassamento delle spese. Per fare questo bisogna porre nelle posizioni apicali persone assunte a tempo determinato scelte in un paniere di libero mercato da una giuria composta da personalità univocamente ritenute in grado di assurgere al ruolo,magari inserite in concomitanza alle elezioni politiche anch’esse poste alla votazione popolare.
            Si parlerebbe di votare coloro che renderebbero effettiva la meritocrazia nel pubblico,in definitiva mi parrebbe molto più importante di avere un PdR eletto dal popolo.
            Ridimensionare il “corpaccione” della pa è fattibile.
            Come si potrebbe fare amche con 3/4 degli addetti al controllo delle finanze basterebbe togliere totalmente il contante facendo girare tutto sull’elettronica,ma il problema umano nel senso stretto della persona fisica come lo si inserisce in un contesto di mera sopravvivenza?
            Senza un posto di lavoro si arresta la crescita economica in divenire fino all’ampia scala mondiale. Perché diciamocelo,oggi l’uomo nn è indispensabile allo sviluppo tecnologico ed economico e lo sarà sempre meno e anche se ci si pone il problema del declino demografico come una emergenza,bisogna prenderne atto.
            In pratica la burocrazia asfissiante italiana è un grave segnale di un Paese che da decenni nn si propone null’altro che il mantenimento dello status quo in ogni settore e che viene sorretto da pochissime aziende esportatrici che si interfacciano col mondo. E il bello è che stiamo ancora in piedi,declinantissimi e sentendo le parole del comizio romano della cosidetta “nuova destra” italiana,ancorati al pensiero magico dello dio,patria e famiglia brandito come una bacchetta magica,probabilmente avviati verso la via orwelliana del grande fratello in stile nordcoreano dove potrebbe essere che i morsi della fame saranno placati dalla vista di un Salvini a dorso di un cavallo bianco.
            Siamo oltre il limite in cui ci possa essere una teoria assodata che possa essere applicata nell’oggi e portare,miracolosamente ad una ripartenza.
            Nn a caso il nobel all’economia di quest’anno è stato assegnato a Banerjee,Duflo e Kremer per il loro lavoro empirico sulle disegualianze.

          • In effetti nè Craxi nè Renzi hanno risolto un bel niente, anzi.
            Più che altro vengono ricordati:
            -il primo per aver mantenuto per anni spesa e pubblica e deficit a livelli da completi irresponsabili (deficit all’11/12% del pil durante i suoi governi).
            Facendo così esplodere il debito, insieme ad una spesa parassitaria insostenibile, che ha rovinato anche culturalmente il paese.
            -il secondo per l’invasione da parte degli immigrati, cercata e voluta.
            Tante supercazzole ma poca sostanza in campo economico.

            L’altro “liberalsocialista” sta lasciando il suo incarico in queste ore, ed in futuro pagheremo il conto delle sue scelte scellerate e per nulla lungimiranti, votate alla distruzione del capitalismo dalle sue fondamenta.

            La costante è che chi fa casini, lo fa coi soldi degli altri, sulla pelle degli altri, e può lasciare il proprio incarico prima di essere chiamato a rispondere dei disastri creati.

          • Come dice wikipedia, il bispensiero indica “il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi”.
            Tutto può farsi e disfarsi, da un debito assurdo al pensare di risolvere i problemi economici stampando soldi e facendo sparire i tassi di interesse.

            Tanto quando la realtà bussa alla porta sono già altrove.

  5. Alcuni ministri di questo governo si affrettano a dire che l’evasione fiscale non è l’emergenza italiana semplicemente perchè hanno una fifa matta di perdere milioni di voti (tanti quanti sono gli evasori).
    E le elezioni in questo paese sono sempre dietro l’angolo.
    Non ho capito in che modo lo Stato possa essere evasore fiscale.
    I ricavi che si attende un commerciante non possono rappresentare un’alibi per non pagare le tasse.
    Anch’io mi attendo molto a fine mese eppure………….
    La questione pos è molto semplice (una volta risolto il problema delle commisioni/spese)
    Un uomo entra in un bar. Cappuccino e cornetto. Poggia la tesserina sulla macchinetta. Arrivederci.

    • Lo stato è EVASORE perchè evade dai suoi compiti: non fa il suo lavoro.
      Incassa e spende circa la META’ del pil, ma in buona parte brucia, distrugge tale ricchezza.
      Il suo compito sarebbe invece di usarla BENE, mettendo in piedi servizi per cittadini ed imprese, infrastrutture materiali ed istituzionali (su tutte la giustizia) al servizio di persone ed operatori economici.
      Tutto questo è estremamente importante, perchè anche questo fa la differenza tra un paese avanzato ed uno che non lo è, dove se subisci un torto non hai modo di ottenere giustizia, salvo essere potente di tuo.
      Ed è assolutamente questo IL problema del paese, per chi non ha i paraocchi.
      Ripeto: visione che si coniuga sia con una prospettiva liberale (devono spendere di meno) che socialdemocratica (devono spendere meglio tali risorse) ma NON con il degrado da stato corrotto, criminale, che risponde solo a logiche ed interessi particolari di potere, che vediamo sempre di più.
      Difendere tale sistema è indifendibile.

      Ovvio che tu ed i tuoi compari obnubilati dalla propaganda e dalla religione statalista non capiate nulla di tutto questo.
      Sembrate usciti dal catechismo, in cui vi è stato appena detto di “credere” senza ragionare, senza razionalità, senza cercare di capire, ma solo su una fiducia cieca ed acritica.

      • Caro Davide, so bene che su diritti, libertà e ruolo dello stato la pensiamo diversamente, ma proprio questo è l’elemento di interesse nella discussione. Lo stato liberale, ed il pensiero liberale classico, posero le basi e, progressivamente, realizzarono il superamento della totale sottomissione dei cittadini all’arbitrio del potere. Attraverso l’adozione di fondamentali documenti come il Bill of Rights e la Petition of Rights si aprirono progressivi spazi di tutela delle libertà indivuali. Nel XX secolo il pensiero liberale ha fatto ulteriori passi in avanti, giungendo a considerare non solo l’esigenza di libertà del cittadino, ma anche quella di tutela della sua sfera personale, in termini di sicurezza e dignità. Così il welfare, da strumento creato da regimi autoritari (Bismarck non passa per liberale) per contrastare il nascente movimento socialista, è divenuto parte integrante del riconoscimento delle libertà (positive) dell’individuo, senza il cui soddisfacimento le libertà negative risultano impraticabili. Consapevoli che la libertà senza tutele (e limiti) difficilmente sfocia nell’anarchia, piuttosto nella legge del più forte che , in un sistema capitalistico (sistema che non garantisce la libertà economica a tutti senza il primato della legge) genera la plutocrazia, sistema politico economico di natura corporativa a rovescio, in cui la grande ricchezza e le lobbies si impongono alla politica ed alla società, risultando legibus solutis. Per averne una dimostrazione si può guardare gli Usa, emblema di questa aberrazione, ricordando che il grande giudice Louis Brandeis, primo componente ebreo della corte suprema disse, sia rivolto ai suoi tempi, sia profeticamente “potete avere la gtande ricchezza o la democrazia, ma non entrambe”.

        • Avendo già esposto le nostre idee su libertà negative e positive (ma appunto queste ultime sono una creazione autoritaria, non provi neanche a spacciarle per liberali), mi limito a far notare come le “libertà” positive comportino, necessariamente, un obbligo per qualcuno, e quindi una compressione di libertà. E’ come una questione contabile in partita doppia.
          Portando il discorso al limite, la libertà positiva “totale” implica semplicemente la schiavitù per qualcuno.
          Quindi, in sostanza, la presunta libertà positiva oltre un certo limite è solo una illusione, a meno di non pensare di rendere schiavo qualcun altro, ma non noi stessi. Questo è quello che pensano la maggior parte degli illusi, convinti di usare lo stato in questo modo, a proprio vantaggio.
          Il punto è che abbiamo già ampiamente superato qualsiasi punto di ragionevolezza tra “servizi” e “schiavitù” (anche i paesi animati dalle migliori intenzioni, come i paesi scandinavi o appunto la Germania, sono tornati indietro dopo aver constatato il fallimento dato dall’eccesso in questo senso).
          Ed il punto è proprio che avere i “servizi” forniti, direttamente o indirettamente dallo stato, è il socialismo. E non funziona, anche proprio perchè toglie troppa libertà.
          Mi chiedo: la gente si è mai chiesta perchè tutti i paesi socialisti siano finiti male, e finiscano male anche adesso?
          Sempre tutti convinti che sia colpa di qualche sfortunata coincidenza?
          La gestione centralizzata strutturalmente non funziona, per dei motivi ineludibili e fondamentali, ma pare che rendersene conto sia troppo difficile.
          Senza considerare i problemi morali: visto che “libertà” positiva = imporre oneri ad altri, è moralmente una cosa più che discutibile.
          Chiudo con una domanda: chi crede che gestisca la fornitura di queste “libertà” positive, se non precisamente i plutocrati ed i sistemi mafio-corporativi cui accenna?
          Questi vivono di “libertà” positive. Il loro potere deriva da questo, non da altro.
          Sono le “libertà” positive a renderli tanto ricchi e potenti, perchè non sono altro che il potere di imporre oneri a qualcuno, contro la sua volontà.

          • Le libertà positive sono fornite dallo Stato, al cui interno inevitabilmente finiscono per prosperare anche plutocrati e profittatori vari. Senza lo Stato però i plutocrati crescono a danno di tutti gli altri. Mi permetto anch’io una domanda : senza un welfare, che non deve essere invasivo, ma orientato all’efficienza (gli esempi non mancano) ed in cui l’apporto complementare del fornitore privato è utilissimo, come potrebbero persone a basso reddito ricevere cure sanitarie e far accedere i figli all’istruzione superiore?

          • Ecco, no: le libertà positive non sono “fornite dallo stato” (minuscolo), ma da chi ne sostiene i costi.
            Lo stato è solo un intermediario, che si fa bello con risorse altrui.

            Rispondo provocatoriamente con un’altra domanda: le persone a basso reddito come fanno a mangiare, vestirsi e mettersi un tetto sopra la testa?
            Questa domanda è sufficiente per rendere il tutto statale, cioè socialista?
            Ci sono tanti modi per aiutare più o meno chi non ce la fa; che la risposta sia sempre “pubblico e stato” è un errore.
            Inoltre c’è da discutere, e parecchio, sul fatto di dover “garantire” certe cose a tutti.
            L’istruzione “superiore”, ad esempio, è in sostanza un investimento come un altro, per ottenere una superiore remunerazione.
            Data la natura “speculativa” della questione, non ci vedrei proprio niente di male nel concedere prestiti da dover poi restituire, anzichè far pagare i costi agli altri.
            Magari a chi non è intellettualmente così dotato, e quindi a chi conviene “investire” in altro tipo di formazione personale, tipicamente lavorando.
            Quello che sappiamo, in ogni caso, è che il sistema di mercato funziona MEGLIO per fornire i servizi, inclusi – a maggior ragione – quelli essenziali.

            Il punto, comunque, è che per quanto le sembri bello e “generoso” garantire tutto a tutti, la realtà è che non lo è affatto, perchè oltre un certo punto prevale l’altra parte della partita doppia: sta violentando altre persone di soprusi, e questo non solo non è giusto, ma compromette la capacità generale di produrre ricchezza e di crescere.
            Ha presente come finisce senza eccezione alcuna quando si supera questa soglia? Con povertà generalizzata.

            Quindi ribalto la questione, dato che tutto il mondo avanzato è oggi sbilanciato verso livelli di spesa ed oppressione fiscale troppo elevati: come intende fornire tutto ciò che vuole fornire, senza compromettere le capacità di crescita, di creazione di ricchezza, dell’intero sistema?
            Come intende farlo senza operare soprusi alle persone?
            Ed inoltre: si è mai chiesto se, rischiando di superare tale soglia, l’ipotetico figlio/nipote del nostro amico a basso reddito abbia più possibilità di potersi permettere queste cose in un sistema “oppressivo” ma con welfare, rispetto ad uno meno oppressivo ma con meno welfare?
            Perchè nel secondo caso sarà meno probabile sia a basso reddito, e quindi che abbia bisogno di essere aiutato. Nel primo caso, alla lunga probabile si trovi in un paese non del primo mondo, con tutto ciò che ne consegue.
            Queste sono dinamiche che, nel lungo termine, sono tendenzialmente dominanti.

            Ricordo, peraltro, che in Italia come spesa pubblica di sanità (<7% del pil) e istruzione (<4% del pil) non superiamo l'11% del pil.
            Ad arrivare al 50% la strada è lunga.

            NB: i plutocrati vivono di stato, di favori legali, di sussidi.
            Uno stato piccolo, che faccia il suo lavoro di far funzionare i mercati, è il peggior nemico dei plutocrati.

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