Milano Quotidiano

Con Sardone sindaco, Salvini rilancia la formula bossiana della “Lega di lotta e di governo”. Obiettivo: contenere Vannacci

I leghisti replicheranno lo stesso schema di pressione sui dossier caldi dell'autunno, dopo averlo fatto appoggiando Trump su Russia e Ucraina. INSIDE

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Sabato 10 ottobre, le strade di Milano sono diventate il palcoscenico di una faglia politica destinata a scuotere l’asse della maggioranza di governo. Matteo Salvini ha scelto il capoluogo lombardo per lanciare un’offensiva identitaria che ridisegna la strategia del Carroccio: tornare alle origini, alla formula della “Lega di lotta e di governo” che fu di Umberto Bossi, per blindare il partito in vista delle prossime scadenze elettorali ed economiche.

La spinta decisiva arriverà sul piano interno con il prossimo congresso federale della Lega, fissato per il 24 e 25 ottobre. Lì, Salvini attende una rielezione plebiscitaria a segretario per azzerare ogni fronda interna e contenere le ambizioni e l’ascesa nazionale del generale Roberto Vannacci. Ma è sulle elezioni comunali di Milano che la coalizione rischia la rottura. Salvini ha incoronato ufficialmente l’europarlamentare Silvia Sardone come miglior profilo possibile per Palazzo Marino, sfidando apertamente gli alleati e invocando le primarie di coalizione per novembre.

Una mossa che irrigidisce l’asse del centrodestra. Forza Italia, forte dell’investitura ufficiale di Antonio Tajani, ha già schierato il Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, incassando il probabile appoggio di Fratelli d’Italia. Lo scontro sui gazebo ha innescato un durissimo botta e risposta, con gli azzurri arrivati a ipotizzare una corsa solitaria della Lega. Senza una sintesi, lo scenario più probabile vede un centrodestra clamorosamente diviso al primo turno delle comunali milanesi.

Il posizionamento della nuova “Lega di lotta” si estende anche allo scacchiere internazionale. In concomitanza con le dichiarazioni incendiarie del presidente statunitense Donald Trump, che ha “scaricato” Volodymyr Zelensky chiedendo un cambio di leadership a Kiev e svelando i dettagli sull’accordo per il gasolio e il diesel russo, la Lega ha diffuso una nota ufficiale di forte plauso alla linea del tycoon. Una svolta geopolitica radicale che mette in forte imbarazzo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma soprattutto la Premier Giorgia Meloni, da sempre custode dell’atlantismo governativo.

Questa postura di aperta distinzione non prelude a un’uscita dall’esecutivo, ma punta a un rilancio identitario permanente. I leghisti replicheranno lo stesso schema di pressione sui dossier caldi dell’autunno: dalla Legge di Bilancio, con le barricate promesse sulle pensioni, fino all’applicazione rigorosa dell’autonomia regionale. Partendo da Milano, Salvini avverte gli alleati: la Lega resta al governo, ma detterà l’agenda del centrodestra.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI