Milano Quotidiano

Milano, Albertini a tutto campo: “Il candidato è Perego. Io vice? Se La Russa e Lupi non si oppongono…”

Secondo l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini i giochi nel centrodestra sono ormai decisi. La verità su Civita, Cottarelli, Zecchi e un suo possibile ruolo. L'INTERVISTA

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Per Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, sul candidato del centrodestra per Palazzo Marino ci sono ormai pochi dubbi: “Per quanto ne so io, il candidato è già scelto e sarà Perego di Cremnago”. E se il sottosegretario alla Difesa dovesse chiedergli una mano, Albertini è pronto a tornare in campo: “Se Perego ritenesse che io possa essere utile, io ci sarò. Anche in campagna elettorale”. Nell’intervista a Milano Quotidiano, Albertini spiega perché considera ormai superata la ricerca di un candidato civico, racconta il retroscena sulla proposta di Stefano Zecchi (e come è andata a finire con Antonio Civita) e indica le sue priorità per la città, dalla sicurezza all’urbanistica. L’INTERVISTA

Albertini, come andrà a finire la scelta del candidato sindaco del centrodestra?
Per quanto ne so io, il candidato sindaco del centrodestra è già scelto e sarà Perego di Cremnago. La terna che è ancora in campo è stata presentata solo ed esclusivamente per una questione di corretto approccio. La candidatura di Sardone è stata giustamente presentata, perché è stata acclamata a Pontida ed è stata la più votata nei gazebo del Carroccio. Si vuole poi contestare il presidente del senato la Russa che ha lanciato Maurizio Lupi? Non si può. Sulla candidatura di Perego converge Crosetto, che l’ha proposto per primo, e soprattutto lo ha fatto col consenso di Meloni. Ed è il candidato migliore secondo me. Il ritardo nella scelta del nome si deve a due fattori: il voto sulla legge elettorale e il congresso della Lega che sarà alla fine di ottobre. Questo farà perdere un altro mese di campagna elettorale.

E lei sarebbe disponibile ad un ruolo politico attivo a fianco di Perego?
Se La Russa e Lupi si oppongono anche questa volta ad un mio possibile ruolo da vicesindaco, io non lo faccio.  Ma se Perego ritenesse che io possa essere utile, io ci sarò. Anche in campagna elettorale.

Con Civita, da lei inizialmente sostenuto, come è andata a finire?
Io ero favorevole a un civico. Lui si era proposto, l’ho trovato una persona eccellente, fino a che ho potuto l’ho anche aiutato. Ma ho sempre detto anche a lui, che il candidato civico che può cercare di rimontare deve essere una persona con un grande profilo di popolarità, come Cottarelli. Civita non aveva queste caratteristiche, ribadendo il rispetto che ho per lui. Gli ho detto: «È quasi impossibile che tu riesca a farcela». Con Cottarelli ho avuto un’illuminazione, credevo potesse essere il candidato in grado di farci recuperare questa distanza. Questo voto avrebbe potuto intercettare l’elettorato centrista, che a Milano conta molto. Io e Moratti ci eravamo detti disponibili per fare il tridente insieme a lui. A questo punto, quindi, va bene il politico, dato che non abbiamo trovato il civico.

In campo ora c’è anche Zecchi, che l’ha invocata come suo vice. Come l’ha “corteggiata”? È vero che lei ha accettato subito la sua proposta?
L’onorevole Reguzzoni di Forza Italia ha chiesto un incontro con il professore Zecchi presso gli uffici dell’onorevole, con l’avvocato Dal Corno. E’ nata questa proposta di candidatura di Zecchi, sostenuto da tre civiche. Quando mi hanno nominato come possibile vicesindaco, ho replicato in primis con tutta la mia gratitudine. E ho ringraziato l’amico Zecchi per questa sua gentilezza. Non posso negare che sia stato un momento emozionante. Già nel 2021, quando erano tutti d’accordo – Meloni, Salvini e Berlusconi – mi avevano proposto la candidatura a sindaco. Ma grazie alla saggezza di mia moglie ho declinato l’offerta. Mi sono poi offerto di fare il vicesindaco. La Russa si oppose perché sostenne che la mia figura avrebbe potuto oscurare il candidato sindaco. Poi, come ho già affermato, il vicesindaco di Lupi non lo farei.

Come si può risolvere davvero il problema della sicurezza a Milano?
È un problema che si può affrontare. O ci si può  comunque convivere in maniera accettabile. E’ come con il diabete. Intanto si deve investire molto sulla Polizia locale, non si può dire che è un problema dello Stato, come ha fatto l’ attuale sindaco. C’è una Polizia locale alle dirette dipendenze del sindaco, che se è dotata di personale adeguato può fare una grande parte nel proteggere il territorio. Quindi, meno piste ciclabili e più Polizia locale. Ci vorrebbe poi una collaborazione molto stretta con le istituzioni dello stato, quindi anche Polizia di Stato.

E il problema dell’urbanistica?
Nel momento in cui si investono oltre 30 miliardi di euro su un territorio per trasformarlo in una nuova città, è chiaro che il valore degli immobili cresce esponenzialmente. Più c’è investimento e più ne arriva. E tutto questo porta a un incremento dei valori immobiliari. Occorre che ci siano per chi vuole costruire a Milano, oltre gli oneri di urbanizzazione, anche quelli di re-urbanizzazione. Cioè tu imprenditore devi costruire in aree definite, vendi o affitti a condizioni non di mercato, a certe categorie di persone che il governo di Milano ritiene fondamentale tenere vicino a casa.

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