Nell’emergenza risparmiateci lo Stato etico

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Tutto è più che morto ma a Cagliari qualcuno ha trovato il modo di appiccicare manifesti ingombranti, se non altro come contenuto: “Quando mio figlio è stato contagiato ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”; “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”; “Quando hanno portato mia madre in ospedale ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”. I cagliaritani li leggono e si grattano: firmato, il sindaco, Paolo Truzzu, che infonde speranza ai suoi concittadini.

Ma che cos’è questa smania di anatemi? Truzzu non è uno del fighettismo solidale alla Beppe Sala, è uno della fighetteria opposta, uno di Fratelli d’Italia a conferma che l’odio egolatrico è trasversale, ha contagiato tutti da sinistra a destra. Ma che cos’è questa foia di volersi male, di vergognarsi di sè, di fare autodafè? Truzzu sarebbe della destra sociale meloniana ma i suoi metodi ricordano quelli paternalistici del nostro primo ministro Facebook che indice conferenze stampa per “rendere edotto il Parlamento” e raccomandare un cambio radicale dello stile di vita, cioè le cose che non gli competono. La perversione del comando in tempo di emergenza sta in questo, che la necessità di regole in una contingenza emergenziale viene adoperata per andare oltre, per un salto etico inaccettabile in ottica liberale. Sarebbero le “facce grandguignolesche del potere”, per dirla con Pasolini, a doverci dire come ricominciare a vivere quando tutto sarà finito? E secondo quali prospettive, secondo quali lineamenti morali? Conte, tanto per cambiare non li precisa, li lascia aleggiare così che possa rientrarci alla bisogna tutto e il suo contrario.

Cambiare dieta? Cambiare modo di spendere, di consumare? Di amare? Smettere di fumare? Si sa come comincia quando la palingenesi parte dal potere costituito: dopo un po’, si arriva alla neolingua, alla censura del pensiero, alla divisa dell’anima. Come se, col politicamente corretto imperante, non fossimo già sulla buona strada, buona si fa per dire. Ma che cosa è questa voglia di stato etico, questa frenesia di rinnegare una libertà individuale “dalla politica” conquistata a sangue, di buttare al macero venticinque secoli di conquiste, di filosofie perverse e sublimi, di speculazioni ardite, di musica meravigliosa, di letteratura nutriente, di architettura, di arte suprema, insomma: l’Occidente, quello del progresso stupefacente e anche, siamo d’accordo, della grandi catastrofi, comunque la parte di mondo che meglio ha saputo elevarsi, diventando un paradigma? Il cardinale Robert Sarah in fama di reazionario non si stanca di dolersi in quanto “così come un albero senza radici muore, l’Occidente senza radici muore e infatti sta morendo”: Ma chi l’ascolta? E, soprattutto, quali sarebbero le alternative? Il pensiero debole, il relativismo strategico? Il non prendere sul serio altro che la futilità, come voleva Oscar Wilde? Le formule del politicamente corretto con annesse soluzioni sciagurate, dal genderismo precoce al migrantismo sfrenato? O il ritorno a un improbabile stato di natura di stampo presociale, prospettiva seducente ma ipocrita, stante la inevitabile rinuncia ai privilegi della tecnologia, come rileva Riccardo Ruggieri?

Si obietta: ma così com’è questo Occidente non gira, non funziona più, ha bisogno di ripensarsi. Certo, ma c’è modo e modo di ripensarsi e poi altrove, nell’Islam più fanatico e retrogrado, negli orienti e i sud del mondo arretrato, le cose vanno meglio? E se davvero vanno meglio come si spiegano le legioni di disperati, di fuorusciti che a prezzo della vita tentano di raggiungere l’Occidente e a costo della vita non vogliono lasciarlo?

Est modus in rebus, diagnosi e prognosi possono essere deliranti oppure razionali. Nessuno sostiene che questo sia il migliore dei mondi possibili e che vada cristallizzato così com’è. Ma se c’è una cosa che il vituperato Occidente ha sempre saputo fare, è appunto di superarsi, di riscriversi, di riparare i suoi errori, di ripartire sempre dai suoi sbagli anche commettendone di nuovi, il che nella storia dell’uomo è inevitabile e non dipende da credenze esoteriche, da spiritualità da supermercato, da diete miracolose per il corpo e per lo spirito. Che cosa vogliono i sindaci da destra a sinistra, che cosa vuole il nostro vanitosissimo presidente del Consiglio che non si stanca di predicare ascesi a costo di scaricarci addosso i droni? Si direbbe trasformarci in tanti cinesi – il sogno recondito di ogni governante – quanto a dire gli stessi che, fino a prova contraria, prima ci hanno devastato la vita e adesso vengono a darci lezioni di sopravvivenza e di democrazia. Con il che, ogni complottismo è lecito.

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16 Commenti

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  1. Andrà tutto bene… frase senza senso di solito usata per tacitare bimbi terrorizzati e palesemente impotenti…potenza di smaccata menzogna…bipede idiota ne trae conforto…si rifocilla pronto a schiattare quasi contento…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  2. Sono d’accordo su tutto , tranne sulla frase “non è una punizione divina”. Per il credente, o meglio per un certo tipo di credente, la pandemia potrebbe essere una punizione divina. Non sta però allo stato occuparsi di ciò e condannarci a una rigenerazione morale che alla fine gli fa comodo. Accettare la sofferenza può essere un esercizio spirituale, da cui peraltro la Chiesa moderna tende a rifuggire, ma lo stato ha altri compiti.

  3. Caro Max, UNA CRITICA, lei usa dei termini linguistici molto ricercati, vuole farci sapere che è istruito?

    I mali del mondo sono, secondo me, l’esplosione demografica e la questione energetica che ci vede dipendenti dalle fonte fossili.

    Ci stiamo preoccupando del pericolo derivante dalla bomba demografica e dell’inquinamento ad essa collegato?? Non mi sembra visto che ci si sta dando tanto da fare per salvare i bambini denutriti invece di cercare di non farli nascere.

    Interessi particolari e ideologie bizzarre ci vogliono far credere che il nostro benessere e la felicità l’avremo solo quando saremo mescolati in una solo etnia meticcia con a capo il Papa.  Ci vogliono esseri ubbidenti (le pecore), prive di sentimenti come il risentimento e l’odio il cui unico compito sia quello di nutrirsi e riprodursi sempre restando nei canoni del meticciaggio universale. Saremo felici veramente??

  4. Vista l’appartenenza politica del sindaco citato nel post: signore e signori, benvenuti alla destra sociale! (che impazza anche su molti post de IlGiornale.it). Che differenza ha con il socialismo?

  5. L’argomento trattato è a me molto caro. Ne condivido ogni carattere con cui è sto scritto.

    Abbiamo accettato la graduale sottrazione del sale della nostra vita. Primariamente hanno ucciso la nostra consapevolezza di essere umani. Questa consapevolezza genra, per conseguenza, il senso di responsabilità. L’uomo responsabile riesce ad avere un equilibrio tra diritti e doveri, la legge per costui è un mero corollario. Egli ha bisogno di poche leggi. L’onestà sul lavoro , l’amore per i figli, la buona educazione, il rispetto per gli altri – che gli viene restituito con naturalezza da altri come lui- non gli devono essere comandati con le minacce e le divise.

    Lo stato , come gli oggetti geometrici, in natura non esiste. Pertanto questo costrutto della coscienza di massa quanto si fà pervasivamente etico , non può che generare chimere morali che non hanno riscontro con i naturali desiderata degli uomini. I quali si vedono calare dall’alto obblighi,mascherati da bisogni, inventati dal nulla . Bisogni dei quali nessuno, nella calma dela sua esistenza, ha mai sentito come propri e tantomeno incipienti.

    • Nemmeno il metro lineare esiste in natura ma, ammetterà che il suo uso sia utili e, anzi, indispensabile.

      Lo Stato è un organismo vivente che deve avere degli anticorpi contro chi lo vuole distruggere. Se lo stato è “democratico” ha tutto il diritto di farlo usando i mezzi appropriati. Ma non sempre la maggioranza ha ragione e quindi la lotta contrapposizione e lo scontro è sempre possibile e forse anche indispensabile per conservare uno scopo nella vita.

  6. Buonasera e grazie per questo bell’articolo.

    Sarò breve.

    Sia i politici di destra che di sinistra sono degli statolatri.

  7. Certamente è una visione realistica della decadenza del nostro Paese (sperando che sia una fase transitoria: in genere, quando si tocca il fondo c’è speranza di risalita). Certamente occorre stare in guardia affinché qualcuno dei nostri governanti non si faccia venire in testa l’idea di abbandonanrsi a un’orgia, l’orgia del potere. Certamente a qualcuno piace l’idea dello Stato etico e padre padrone. Certamente… Tuttavia – anche se al momento siamo governati da incapaci, vanesi e scappati di casa – si tratta, ricorrendo alla scienza dotata di coscienza, di trovare un rimedio a questa situazione sanitaria che sta mettendo in ginocchio il Paese. Siamo privi di un vaccino, e sembra che un modo per impedire la diffusione del virus, e le perdite di vita umana, sia quello di circoscrivere le zone infette, purtroppo limitando TEMPORANEAMENTE le nostre libertà. Se ci sono altri strumenti, ben vengano. Personalmente, sia pure a malincuore, me ne sto a casa.

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