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“Obbligo illegale”: la Florida dà un calcio alle mascherine sui mezzi pubblici - Seconda parte

La decisione di un giudice americano si scaglia contro il pensiero unico pandemicamente corretto

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Eppure, mentre la Florida manda in soffitta anche l’ultimo baluardo del castello sanitocratico, da noi continua il tira e molla sui bavaglietti al chiuso: via subito; no, fra un mese; anzi, solo in estate; anzi, mascherina come “nuova normalità”… Negli Usa, Delta Airlines, American Airlines, United Airlines, Soutwest Airlines e Alaska Airlines hanno già colto la palla al balzo per dichiarare facoltativo l’utilizzo delle mascherine sui loro aeromobili. Per gli americani, evidentemente, ciò che conta di più è riconquistare i diritti individuali, sacrificati sull’altare della (falsa, illusoria) sicurezza. A noi era stato raccontato che la vita valeva più della libertà – adesso, scoppiata la guerra in Ucraina, pare che sia partito il contrordine… Tuttavia, l’onere di orientare le nostre vite ricade su ciascuno di noi, al di là delle decisioni che le autorità ci fanno piombare addosso.

Non si tratta di abbandonarsi alla disobbedienza civile, quanto di far sentire al governo il fiato sul collo. Come hanno fatto in Florida, dove la sentenza anti mascherine è arrivata al termine di una causa intentata da due donne, che contestavano l’illogicità della norma e delle eccezioni previste. Chiediamocelo: vogliamo essere ancora ostaggio di Speranza? O siamo pronti a dare battaglia, per ridiventare un po’ più Miami e un po’ meno Berlino est?

Nicola Porro, 19 aprile 2022