Politico Quotidiano

Il diavolo veste Gaza

Se Francesca Albanese posa per copertine patinate indossando abiti che i Pro Pal... boicottano

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Francesca “Vanitas” Albanese, non è un mistero, si adora alla follia, pienamente ricambiata. Nel tripudio di smorfie, faccette, pose fa scoppiare lo specchio e anche le copertine, ricordate quella di Vogue, un paio di mesi fa, lei assorta svolazzante etera tutta in blu come un verso di Pasquale Panella? Dopo Barbie Gaza, la squinternata spagnola che balla sulla flotilla, noi abbiamo la risposta italiana, più elegante, problematica, patinata nelle sue denunce contro il genocidio sionista.

Si vede che a furia di sentirsi chiamare popstar dell’intifada, ha finito per crederci. E dunque ci riprova con un egoritratto austero, solenne, affilato (oddio: pare ‘n’ebrea israeliana…) su un’altra rivista di moda, Love Magazine, dove, ora con sguardo di denuncia, ora nel languore disperato di chi si porta le mani alla bocca, in un grido strozzato mentre cammina a filo di risacca (o sulle acque), naturalmente del mare di Gaza, epifaneggia rivelata, svelata e griffata Loro Piana e Celine.

Il guaio guaione è che questi son marchi riconducibili alla multinazionale francese del lusso LVMH e attenzionati morbosamente da Boycat, uno di quei portali fanatici che predicano “boycott Israeli” o, più specificamente, BDS, boycott, divestment, sanctions. Quelle che a questo punto merita la nostra Lady Gaza, che paludata nei suoi panni firmati, sembra dirci: boycott, sì, ma sol quand non riguard me.

Non lo sapeva, la pasionaria poppal? Ma figurati se non lo sapeva, solo che lei è di quelle convinte di viaggiare al di sopra del bene e del male, alla Ranucci, fate quello che dico non quello che indosso, la morale corrente è per i nessuno, non per una che può permettersi di posare come una modella, peraltro agée, col mare di sfondo.

A questo punto il BDS che fa? Provvede o tira dritto? Certo, intervenire su una che dice “Hamas ha fatto tante cose buone” pare brutto, però anche fingere di non vedere… Vedremo cosa s’inventerà, secondo me tirerà fuori il complotto sionista, il Mossad e le sorelle Meloni che gli stanno in pancia. Proprio come una qualunque Sigfrida, del resto siamo negli stessi territori ideologici. Comunque, figuraccia potenzialmente epocale, roba da battere la testa sul muro del Pianto. Shalom! Francesca, shalom!

Quanto ti ci senti a tuo agio in quei drappeggi costosi e molto, molto ebrei, altro che le funeree palandrane islamiche che si vorrebbero imporre alle europee. Eh? Ma Albanese se la caverà da par suo con un paio di faccette e perdonerà chi se n’è accorto, a patto che non lo faccia più.

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A questo punto, per coerenza e basso profilo, è davvero pronta a sbarcare in Parlamento con Conte, un altro che quanto ad innamoramento con lo specchio non c’è chi lo batta, roba che pure lo specchio, dopo un po’, si suicida infrangendosi da solo per raggiunti limiti di riflessione. Vanitas vanitatum et omnia sponsor: tutti così questi intransigenti che passano di città in villaggio a ritirare le chiavi in nome della lotta contro il genocidio sionista, ma poi finisce sempre a tarallucci e Lavazza, come quel tipetto influencer del Piddì che va dalla Lilli a predicare male e poi razzola peggio.

A proposito: Golda Francy ci garantisce che il servizio fotografico coperta di marchi (israeliti) è solo per innocente narcisismo elettorale? Che non sono corsi accordi e disaccordi, contratti pubblicitari, insomma un business lievemente da rabbini? No, perché sarebbe davvero disdicevole incassare dai genocidi, non trova anche lei? (e non c’è faccetta che tenga, e anche se non dovesse farlo più noi non la perdoneremo).

Max Del Papa, 23 settembre 2026

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