Vedo festeggiare Futuro Nazionale, che alle suppletive di Reggio ha preso l’11%. Ora, io capisco che ci sia bisogno di entusiasmo e spinta per un partito neonato, oltre che neo qualche altra cosa, ma i numeri sono numeri e non mentono mai. Intanto è vero che Futuro Nazionale, col suo candidato, ha preso l’11%. Ma è un dato che non può essere preso come assoluto: Giannetta, il candidato di Vannacci, si misurava con soli altri tre competitor, quattro candidati in totale, poi non esistevano voti alle liste e non si confrontava con tutto l’arco parlamentare. Già questo segna una netta differenza rispetto a classiche elezioni.
Ma per essere ancora più rigorosi, si possono prendere i voti totali presi e rapportarli a quando, esattamente un anno fa, Giannetta si candidò alle regionali, dove non concorreva contro altri 3 “rivali”, ma contro altri 104 e la dispersione del voto era quindi nettamente più favorita. Facendo le debite proporzioni, considerando 2 mila voti in meno conquistati, quell’11% diventa così un 4-5%.
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Ancora più brutale sarebbe il ridimensionamento se quel dato fosse traslato su elezioni politiche pluripartitiche, in quello stesso territorio: la forbice scenderebbe ad un 3-5%. Ovviamente questo non significa che su base nazionale Vannacci prenderebbe il 4% e soprattutto si commetterebbe un grave errore a sottovalutare i sondaggi, che danno Futuro Nazionale all’8%. Ma di certo il dato di Reggio Calabria, considerando tutte le condizioni fin qui citate, è tutto fuorché lusinghiero.
Guglielmo Mastroianni, 29 settembre 2026
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