Esteri

Ucraina-Russia, Putin detta le sue condizioni a Macron. L’Italia dichiara lo stato di emergenza (LIVE)

Quarto giorno di guerra. Trattative tra Russia e Ucraina in Bielorussia. L’Occidente reagisce: sanzioni e armi

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Quinto giorno di guerra, quello delle trattative. Se sul campo la situazione è difficile da decifrare nel dettaglio, a focalizzare l’attenzione oggi sono due scenari collaterali ai combattimenti sul terreno. Da un lato le trattative che in giornata si sono tenute nella regione di Gomel in Bielorussia, sotto l’occhio attento di Lukashenko. Il presidente ucraino Zelensky si è detto scettico sui possibili risultati dei negoziati, e Kiev ha fatto sapere che non intende trattare la “resa” ma solo il “ritiro delle truppe dell’invasore”. Putin, da canto suo, dopo aver subito le sanzioni occidentali (pronta anche la disconnessione parziale dal sistema Swift) ha risposto con la dichiarazione di allerta nucleare. E ha dettato le sue condizioni a Macron: la pace si farà solo garantendo la “neutralità” dell’Ucraina.

Mappa dell’avanzata russa aggiornata e diffusa dal ministero della difesa della Gran Bretagna.

A preoccupare, adesso, oltre agli esiti del conflitto ucraino, sono ovviamente gli effetti a catena che questa può scatenare. Rischiamo davvero un conflitto atomico? È possibile, anche se non probabile. In fondo Biden ha evocato la Terza Guerra Mondiale, unica alternativa alle sanzioni economiche: se la Nato schierasse truppe a Kiev, oltre alle armi che sta già inviando, significherebbe dichiarare guerra alla Russia. E scatenare un nuovo conflitto globale. Il presidente Usa non è l’unico a parlare di Guerra Mondiale: lo ha fatto pure Lukashenko, avvertendo l’Occidente che esagerare con le ripercussioni economiche su Mosca rischia di trascinare Putin in una reazione atomica. Nel vero senso delle parole.

Intanto l’invasione russa avvicina l’Ucraina all’Europa. Ursula von der Leyen “chiama” Kiev in Unione Europea (“li vogliamo”) e ne ha già parlato con Zelensky, anche se Bruxelles non farà eccezioni sulle lungaggini burocratiche. L’ordine mondiale, è chiaro, ne uscirà sconvolto. La Turchia chiuderà invece l’accesso al Mar Nero dal Bosforo, applicando le convenzioni internazionali in caso di guerra (le navi russe potranno rientrare alla loro base, ma non partecipare al conflitto). La Germania ha annunciato un riarmo senza precedenti dalla seconda guerra mondiale, con oltre 100miliardi di euro che investirà in sistemi di arma. L’Ue per la prima volta nella sua storia ha deciso di finanziare l’acquisto di armamenti letali (razzi, missili, carri armati) da spedire ad un Paese in guerra. Lo stesso ha fatto la Svezia, solitamente restia inviare armi in giro per il mondo. Mentre per la prima volta anche la Svizzera ha rotto la sua neutralità e ha deciso di imporre sanzioni a Mosca.

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Come in tutte le guerre, la propaganda da entrambe la parti richiede poi di misurare tutte le dichiarazioni (leggi qui). Ma anche questo fa parte della storia. Qui sotto la diretta minuto per minuto del quinto giorno di invasione russa in Ucraina.


19.00 Fifa e Uefa sospendono i club russi. L’Uefa rescinde il contratto con Gazprom

Si legge in un comunicato congiunto di Fifa e Uefa:

“A seguito delle decisioni iniziali adottate dal Consiglio FIFA e dal Comitato Esecutivo UEFA, che prospettavano l’adozione di ulteriori misure, FIFA e UEFA hanno deciso oggi congiuntamente che tutte le squadre russe, siano esse rappresentative nazionali o squadre di club, saranno sospese dalla partecipazione alle competizioni FIFA e UEFA fino a nuovo ordine.

Queste decisioni sono state adottate oggi dal Bureau del Consiglio FIFA e dal Comitato Esecutivo della UEFA, ovvero dai più alti organi decisionali di entrambe le istituzioni su tali questioni urgenti.

Il calcio è totalmente unito e solidale con tutto il popolo ucraino coinvolto nel conflitto. Entrambi i presidenti sperano che la situazione in Ucraina migliori significativamente e rapidamente in modo che il calcio possa tornare a essere un veicolo di unità e pace tra i popoli”.

18.30 Erdogan: chiudiamo lo stretto dei Dardanelli

Il presidente turco in un videomessaggio trasmesso dalle tv turche ha fatto sapere che il suo Paese applicherà la Convenzione di Montreux che permette alla Turchia di chiudere l’accesso al Mar Nero alle navi da guerra bloccando il passaggio tra lo stretto dei Dardanelli e il Bosforo. Ankara, storicamente in ottimi rapporti con Mosca nonostante la sua appartenenza alla Nato, ha condannato l’invasione di Mosca: “Sosteniamo l’integrità territoriale dell’Ucraina, l’attacco della Russia non è accettabile – ha detto Erdogan – finora l’occidente e l’Unione europea hanno mostrato indecisione, non abbandoneremo né l’Ucraina né la Russia”.

18.17 Kiev: “Nessun ultimatum”

Uno dei negoziatori ucraini, Mikhailo Podoliak, ha spiegato in un tweet che “i negoziati sono difficili. Tuttavia, senza alcun ultimatum obbligatorio acquisito. Sfortunatamente, la parte russa è ancora estremamente prevenuta per quanto riguarda i processi distruttivi che ha già portato avanti”.

18.15 Finlandia fornisce armi all’Ucraina

Si tratta di una decisione storica.

18.04 Il Pentagono: avanzano su Kiev le truppe di Mosca

Secondo un funzionario Usa, citato dalla Cnn, le forze russe adesso si troverebbero a 25km da Kiev. L’avanzata, per quanto rallentata, ha fatto un progresso di 5km rispetto a ieri. Secondo gli Usa l’obiettivo russo è quello di circondare tutta la città.

18.00 Londra chiude i suoi porti alle navi russe

17.50 L’Italia invia armi all’Ucraina e accoglie i profughi

Ecco le decisioni assunte dal consiglio dei ministri.

Ulteriori misure urgenti sulla crisi in Ucraina (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti sulla crisi in Ucraina. Il decreto interviene, alla luce dell’emergenza in atto, in diversi ambiti.

Difesa

In particolare, il provvedimento contiene una norma abilitante che, dopo una preventiva risoluzione delle Camere, consente al Ministro della difesa di adottare un decreto interministeriale per la cessione alle autorità governative dell’Ucraina di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari. E’ prevista peraltro una deroga specifica ad alcune disposizioni vigenti.

Energia

Una seconda parte si occupa del livello di rischio imprevisto per il normale funzionamento del sistema nazionale di gas naturale. Per questo si autorizza l’anticipo, anche a scopo preventivo, dell’adozione delle misure di aumento dell’offerta e/o riduzione della domanda di gas previste in casi di emergenza.

La norma rende immediatamente attuabile, se fosse necessario, la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili.

Per rendere concretamente operative le misure, si affida una serie di compiti a Terna S.p.A., in qualità di gestore della rete di trasmissione nazionale.

Rifugiati

Il decreto prende prime misure per l’eventualità che una parte del flusso dei profughi si indirizzi presso il nostro Paese: in Italia vi è una cospicua presenza di cittadini ucraini, circa 250.000 persone. Il provvedimento prevede, pertanto, il rafforzamento della rete di accoglienza degli stranieri. Inoltre, si dispone che i cittadini ucraini vengano ospitati nei CAS anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale.

Università

Infine, è istituito un apposito Fondo da 500 mila euro per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica ed enti di ricerca italiani.

*****

Stato di emergenza prorogato

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2022, in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale in conseguenza della grave crisi internazionale in atto. Al fine di organizzare ed attuare gli interventi più urgenti sono stati stanziati 10 milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali.

17.16 Fifa vuole escludere la Russia dai mondiali di calcio

17.10 Il Cdm approva: stato di emergenza fino al 31 dicembre; cessione di mezzi militari all’Ucraina

17.15 Conclusi i negoziati Kiev-Mosca

Le rispettive delegazioni ora stanno tornando in patria per riferire quanto deciso. Secondo l’Ucraina sarebbero state poste le basi su cui ragionare per trovare una soluzione. La conclusione delle trattativ, dunque, è ben lontana da venire. I colloqui continueranno nei prossimi giorni, stavolta al confine tra Polonia e Bielorussia. Secondo Mosca su alcuni punti ci sono stati dei “possibili progressi”.

17.07 Zelensky firma richiesta ufficiale adesione all’Ue

17.00 Putin firma le sanzioni contro Usa e i suoi alleati

16.41 Putin detta le condizioni della pace

Durante un colloquio telefonico con Macron, oltre a garantire che residenti e infrastrutture civili verranno per quanto possibile esclusi dai bombardamenti, Putin ha anche “dettato” le condizioni russe per il cessate il fuoco. E questo mentre, in teoria, i suoi delegati sono in Bielorussia per trattare con la controparte ucraina. Come fa sapere l’agenzia russa Ria Novosti, secondo Putin un accordo sull’Ucraina sarebbe possibile solo se si tiene conto “incondizionatamente” degli interessi russi. “Vladimir Putin ha sottolineato che un tale accordo è possibile solo tenendo conto incondizionatamente dei legittimi interessi di sicurezza della Russia, compreso il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea, la smilitarizzazione e de-nazificazione dello Stato ucraino e garantendone lo status neutrale”, si legge in una nota del Cremlino.

Il rappresentante permanente della Russia all’Onu, Vasily Nebenzya, ha fatto abnche sapere che la “linea rossa” per il Cremlino è l’adesione dell’Ucraina alla Nato.

16.30 Borrell: le sanzioni avranno un costo per l’Ue. Poi gela Zelensky

L’alto rappresentante Ue per la politica estera avverte l’Europa: le sanzioni “contro la Russia avranno delle conseguenze economiche e ci dobbiamo preparare”. Ovviamente al centro c’è la questione energetica, il mercato non perdona: ci sarà sicuramente un aumento del costo dell’energia.

Colpisce invece la retromarcia dell’Ue alla richiesta dell’Ucraina di entrare in Europa. Borrell ha fatto sapere che al momento l’ingresso immediato “non è in agenda”. L’Ucraina avrà anche una “prospettiva europea”, ma non è questo il momento di ragionarci: adesso occorre “lottare contro un’aggressione”.

15.33 Johnson: le sanzioni mirano a “far cadere il regime di Putin”. Poi la retromarcia

La notizia è rilevante e potrebbe esacerbare gli animi. La dichiarazione con cui Putin ha messo in allerta le testate nucleari, infatti, secondo il portavoce Peskov sono state “provocate” dalle parole del ministro degli Esteri britannico su possibili scontri tra Nato e Russia. L’idea dunque che Johnson sarebbe addirittura intenzionato a rovesciare Putin, tramite le sanzioni, potrebbero essere un’ulteriore motivo di escalation.

Secondo quanto riporta il Guardian, infatti, durante il briefing a Downing Street, il portavoce del primo ministro ha fatto intendere che l’obiettivo della Gran Bretagna attraverso le sanzioni sia proprio quello di rovesciare il regime di Putin in Russia. È la prima volta che viene detto pubblicamente. Il Guardian ricorda che questa strategia venne richiamata l’ultima volta in occasione della guerra in Iraq, quando le forze occidentali invasero il Paese per portare a un cambio di governo. “Il Regno Unito, il primo ministro, è molto chiaro che non vogliamo infliggere danni inutilmente al popolo russo – ha detto il portavoce di Johnson – molti dei quali stanno coraggiosamente scendendo in piazza per protestare contro questa violenza, questa invasione. Ma le misure che stiamo introducendo, che stanno introducendo grandi parti del mondo, sono per far cadere il regime di Putin e pensiamo che chiunque stia attivamente cercando di sostenere qualsiasi elemento del regime di Putin dovrebbe pensare con molta attenzione”.

Non è un caso che poco dopo Downing Street si sia affrettata a precisare che quello del portavoce sarebbe stato un lapsus. “Non stiamo cercando nulla in termini di cambio di regime”, ha detto il portavoce. Il Guardian fa però notare che di solito il portavoce è molto attento alle parole che usa. E che dunque il lapsus sarebbe quanto meno strano.

In un colloquio con Zelensky, Johnson ha fatto sapere che la Gran Bretagna aumenterà il sostegno militare all’Ucraina.

15.21 Putin: “Occidente è l’impero della menzogna”

15.15 Conclusi a Gomel i colloqui: durati 3 ore

Lo riferisce il ministro degli interni ucraino Anton Herashchenko. Nessuna novità al momento sui risultati. Secondo i media russi, invece, sarebbero ancora in corso. Si tratterebbe, tutto al più, di una “pausa”.

15.10 La Svizzera adotta le sanzioni Ue contro la Russia

È ufficiale la “rottura” della storica neutralità svizzera quando c’è di mezza un conflitto. Il governo della federazione elvetica ha deciso di adottare le stesse sanzioni decise il 23 e 25 febbraio dall’Ue.

14.00 Mosca chiude lo spazio aereo a 36 Paesi, Italia inclusa

13.50 Frenata di Berlino sul Swift

Secondo quanto riporta France Press, la Germania avrebbe chiesto agli alleati di non includere il settore delle materie prime e dell’energia nelle sanzioni di disconnessione dal sistema Swift. In questo modo, l’Europa colpirebbe il sistema finanziario ma potrebbe continuare a pagare il gas senza dover revocare la misura dopo poche settimane.

13.18 Mosca: “Sanzioni problematiche, ma siamo in grado di reagire”

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, fa sapere che le sanzioni occidentali sono “severe” e “problematiche”, ma anche che “la Russia ha il potenziale necessario per risarcire i danni”.

13.01 Flotte russe in allerta da combattimento

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Interfax, le forze missilistiche strategiche russe sono in posizione di combattimento rafforzato. “Il ministro della Difesa russo gen. dell’esercito Sergei Shoigu ha riferito al comandante in capo supremo delle forze armate russe Vladimir Putin che, coerentemente con i suoi ordini, le squadre russe di allerta dei posti di comando della forza missilistica strategica, le flotte del Nord e del Pacifico e il comando dell’aviazione a lungo raggio sono state messe in servizio di combattimento rafforzato”, ha fatto sapere il ministero.

13.00 Kiev: “Massicci bombardamenti a Karkhiv”

Lo riferisce su Facebook il consigliere del ministro degli Affari Interni dell’Ucraina, Anton Gerashchenko.

12.40 Mosca: 127mila rifugiati dal Donbass in Russia

Secondo il vice ministro russo per le emergenze, Anatoly Suprunovsky, sarebbero 127mila i profiughi del Donbass che dalle autoproclamate repubbliche si sarebbero diretti in Russia.

12.30 Michel frena sull’adesione dell’Ucraina all’Ue

Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, fa sapere che l’adesione all’Ue di Kiev – che presto sarà presentata dall’Ucraina – dovrà essere discussa da tutti i 27 stati membri e al momento “ci sono diverse opinioni e sensibilità”. Ieri la presidente Von der Leyen aveva spiegato che il processo “è aperto”, riguarda l’integrazione nel mercato unico e la cooperazione energetica. “Sono dei nostri ed è in Ue che li vogliamo”, le parole della presidente della Commissione Ue. Non ci saranno però processi di adesione accelerati.

12.07 Mosca: “Abbiamo la supremazia aerea”

Nel consueto briefing giornaliero sulla guerra in Ucraina, il ministero della difesa russo ha affermato che “l’aviazione russa ha ottenuto la supremazia aerea sull’intero territorio dell’Ucraina”.

“In totale, dall’inizio dell’operazione, le forze armate della Federazione Russa hanno colpito 1.114 obiettivi dell’infrastruttura militare dell’Ucraina. Di questi: 31 punti di controllo e un centro di comunicazione delle Forze armate ucraine. 314 carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 57 lanciarazzi multipli, 121 artiglieria da campo e mortai, 274 unità di veicoli militari speciali”.

Mosca continua ad accusare Kiev di usare i cittadini come scudi umani per difendere attrezzature militari e aeree nascoste nei quartieri residenziali.

Secondo Mosca, a Kiev non ci sarebbero “sabotatori” russi ma “dilagano bande armate di predoni, rapinatori e nazionalisti che hanno ricevuto armi a seguito della decisione criminale delle autorità di distribuirle in modo incontrollabile alla popolazione”. Poi l’appello al “popolo di Kiev”: “Tutti i civili della città possono lasciare liberamente la capitale dell’Ucraina lungo l’autostrada Kyiv-Vasilkov. Questo percorso è aperto e sicuro”.

11.40 Il Pentagono propone il telefono rosso a Mosca

11.35 Kiev rilascia i prigionieri in grado di combattere

Il presidente Zelensky ha fatto sapere che l’Ucraina si appresta a rilasciare i carcerati con esperienza militare per permettergli di combattere. “La chiave – dice il presidente – ora è la difesa”.

11.30 Iniziati i colloqui tra Ucraina e Russia in una località segreta

11.25 Romania mette al bando Russia Today e Sputnik

11.23 Il bollettino ucraino: 5.300 soldati russi uccisi

L’Ucraina registra che ieri sono stati lanciati dalla Russia 6 attacchi missilistici (con 30 missili) e 4 offensive aeree che sarebbero partite dallo spazio aereo della Bielorussia. In totale, dall’inizio dell’invasione, sarebbero 180 i missili sganciati da Mosca.
Continua l’attacco russo a Chenihv e Kiev che, come riportato anche dall’intelligence britannica, non sono ancora cadute.
Se per Mosca le forze di Luhansk e Donetsk sarebbero penetrate per 56 chilometri in nel territorio del Donbass ucraino, da Kiev questa informazione viene smentita: l’obiettivo di entrare nei confini amministrativi “non è stato raggiunto”, dicono le forze armate ucraine.
Si combatte intorno a Mariupol, dove i russi starebbero cercando di inviare i paracadutisti. A Odessa la marina cerca di respingere l’assalto delle forze di Mosca. L’obiettivo principale di Putin, dice l’esercito ucraino, è quello di “ottenere il controllo su Kiev”. “Le forze di difesa della capitale hanno preso misure contro il nemico”, si legge nel report mattutino.

11.10 La borsa di Mosca resta chiusa

11.00 Zelensky ai russi: “Deponete le armi”

In un video il presidente Zelensky si è rivolto ai soldati russi: “Deponi le armi, esci di qui, non credere ai tuoi comandanti, non credere ai tuoi propagandisti. Salvati solo la vita”, ha detto.

10.50 Il Pentagono propone a Mosca il telefono rosso

10.40 La Nato: sostegno militare all’Ucraina

Su Twitter, il segretario generale della Nato “elogiato” il “coraggio del popolo e delle forze armate dell’Ucraina” . “Gli alleati della NATO – aggiunge – stanno intensificando il supporto con missili di difesa aerea, armi anticarro, nonché aiuti umanitari e finanziari”.

10.30 Russi a 30km da Kiev

Secondo l’intelligence britannica, le forze di terra russe sono a 30km da Kiev. L’avanza sarebbe stata rallentata dalla strenua resistenza degli ucraini all’aeroporto di Hostomel, sin dal primo giorno obiettivo strategico militare di Mosca.

Kharkiv e Chernihiv restano in mani ucraine anche se continuano gli scontri.

Problemi logistici e la resistenza ucraina, secondo Londra, starebbero bloccando l’avanzata russa.

10.20 Onu: 102 civili uccisi, 7 bambini. Da inizio invasione 304 feriti

10.00 L’Ucraina chiede l’ingresso immediato in Ue

Dopo l’appello di ieri di Ursula von der Leyen, che ha detto di “volere l’Ucraina in Ue”, ora il presidente Zelensky rilancia. “Ci stiamo rivolgendo all’Unione Europea per l’adesione immediata dell’Ucraina tramite una nuova procedura speciale”, ha detto in un videomessaggio.

09.45 Bolsonaro dichiara la neutralità del Brasile: “Eccessivo parlare di massacro”

09.40 Kiev: “Chiediamo il ritiro delle truppe russe”

Il governo ucraino fa sapere che la delegazione è arrivata in Bielorussia per la negoziazione con Mosca. Nella delegazione ci sono il ministro della Difesa Oleksii Reznikov, il vice ministro degli Esteri, Mykola Tochytskyi, il consigliere del Presidente Mikhailo Podoliak, i deputati Davyd Arakhamia e Rustem Umerov. Per il Donbass partecipa Andryi Kostin. “La questione chiave dei negoziati  – dice Kiev – è il cessate il fuoco immediato e il ritiro delle truppe dall’Ucraina”.

Qui sotto la sala preparata dalla Bielorussia per i negoziati.

09.35 La Cina si schiera con Putin: “Sanzioni contro Mosca illegali”

09.30 Mosca: i negoziati iniziano a mezzogiorno

Secondo quanto riferisce il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, l’incontro con la controparte ucraina si terrà intorno a mezzogiorno.

08.30 Mosca: “Interessanti a raggiungere un accordo prima possibile”

7.50 Mosca rallenta l’offensiva?

L’esercito ucraino in una nota fa sapere che le truppe russe avrebbero “rallentato la loro offensiva”. Non è chiara la situazione a Kiev. Ieri il sindaco aveva annunciato che la Capitale era sotto assedio e circondata, circostanza poi smentita dallo stesso primo cittadino che ha parlato di “manipolazione” della notizia. Per il momento Kiev è sotto il controllo ucraino, ma resta in vigore il coprifuoco. E i civili non possono essere evacuati.

07.40 Oggi il giorno dei negoziati

Dopo un giorno di notizie che si rincorrevano, di ultimatum russi e risposte negative ucraine, i delegati delle due nazioni si incontreranno oggi in Bielorussia nella regione di Gomel.

06.50 La Banca centrale russa blocca i titoli stranieri

Gli ordini di vendita da parte di broker stranieri alla borsa di Mosca verranno bloccati. Un modo per frenare il crollo del mercato finanziario russo, che sconta anche un -30% del valore del Rublo.

6.40 Zelensky: discuteremo dell’ingresso in Ue dell’Ucraina

Il presidente Zelensky ne ha parlato con Ursula von der Leyen. Un un tweet rivela che la conversazione telefonica ha riguardato “decisioni concrete per il rafforzamento delle capacità di difesa dell’Ucraina, di assistenza macrofinanziaria e dell’adesione all’Ue”

4.45 Dopo le sanzioni il rublo per il 30% del suo valore

È la conseguenza dell’esclusione selettiva della banche russe dal circuito dei pagamenti internazionali Swift. Il calo del rublo sul dollaro è dato del 30%.

03.10 Kiev: “Bielorussia pronta ad attaccare”

Le voci si rincorrono da ieri. La Bielorussia, secondo i media ucraini, ovviamente da verificare, sarebbe pronta a affiancare la Russia nell’invasione. La notizia stride con l’inizio dei negoziati. Secondo l’accordo raggiunto tra Minsk e Kiev, infatti, nel fornire la location per le trattative, Lukashenko avrebbe assicurato a Zelensky di non permettere il lancio di missili dal suo territorio né di procedere all’invio di truppe in Ucraina. Ieri intanto è passato il referendum che permetterà alla Russia di installare missili nucleari sul territorio bielorusso, fino a ieri impossibile.

02.40 L’oligarca ucraino Medvedchuk fugge

Mentre chi si oppone in Russia alla guerra viene fermato dalla polizia, essendo le manifestazioni non autorizzate, anche l’oppositore ucraino di origini russe Viktor Medvedchuk non se la passa bene. L’oligarga, vicino a Putin e possibile successore di Zelensky in caso di vittoria russa della guerra, era agli arresti con l’accusa di alto tradimento per aver sostenuto le forze separatiste del Donbass. Secondo i media ucraini sarebbe fuggito dagli arresti e ora si troverebbe sempre a Kiev ma in un luogo non definito.

01.00 La Fifa “sanziona” la Russia: niente inno né bandiera

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