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Un 25 aprile mai così retorico e ipocrita - Seconda parte

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Dagli anatemi di Bergoglio che vede nella strage globale la vendetta d’Iddio contro il capitalismo? Dalla scemenza dei capetti Sardina che cascano nelle provocazioni del finto Papa al telefono, finto fino a un certo punto visto che le Sardine sono il trait d’union tra il Vaticano guevarista e la onnipotente comunità di Sant’Egidio? Dal Parlamento esautorato, dalle contorsioni di Conte e dei grillini, no al Mes, forse il Mes, viva il Mes? Dalla spoliazione metodica, programmata di un paese che, dopo essersi infilato nella trappola unionista non ha nessuna forza né speranza di uscirne? Dalle terribili conseguenze economiche e sociali del Coronavirus da qui ai prossimi mesi, anni? No: da Mussolini.

L’Ur-fascismo di Eco era una scemenza pseudocolta ed è tutto ciò che resta, ancora oggi, alle sentinelle del conformismo, alla psicopolizia della Liberazione. Libertà non più partecipazione come voleva Gaber ma obbedienza come predica Revelli. Il sogno di tutti i regimi e di tutti i popoli pecoroni. Che felicità, oggi, inscatolati sui balconi, a guardare in televisione il “magnifico corteo nella giornata di sole” dei soliti noti, Anpi, Cgil, Pd, la solita schiuma alla bocca contro i fascisti di ieri e quelli di oggi, che non mancano mai. “Ora e sempre antifà!”. Aspettando l’altra liturgia ipocrita del Primo Maggio. Che bella libertà.

Max Del Papa, 25 aprile 2020