Quando nel 2025 Donald Trump ha inviato la Guardia nazionale a Washington D.C. per fronteggiare l’ondata di criminalità, subito i Dem si sono messi a strillare che il presidente volesse prendere il potere con la forza – e la deriva autoritaria, e l’occupazione militare, e la dittatura imminente –, seguiti dal coro delle sinistre nostrane che si stracciavano le vesti prefigurando una neofascista “Marcia su Roma” in chiave ’muricana.
Il record di Washington
Naturalmente nulla di tutto ciò stava accadendo. Nel 2024 la capitale era al settimo posto tra le metropoli americane con maggiore criminalità violenta. Nonostante i militari della Guardia nazionale non possano effettuare arresti, la loro presenza in pattugliamento sulle strade, unita alla maggiore incisività concessa alle forze di polizia, ha oggi portato Washington a scendere 14mo posto come crime rating.
Crimini in calo
I dati pubblicati in questi giorni dal Dipartimento di Polizia Metropolitana mostrano che rispetto ad appena un anno fa omicidi, rapine e furti sono tutti in calo: gli omicidi scendono del 52 per cento, le rapine del 23 e i furti del 21 per cento, con un calo del 56 per cento per i soli furti d’auto.
Ciò è confermato anche dall’ultimo rapporto, gennaio 2026, del Council on Criminal Justice, il quale su 40 grandi città statunitensi certifica una diminuzione di 11 fra 13 crimini gravi: il tasso di omicidi è sceso del 21 per cento, pari a 922 omicidi in meno; 9 per cento in meno di aggressioni aggravate, 22 per cento in meno di aggressioni con armi da fuoco, le rapine sono diminuite del 23 per cento, mentre i furti d’auto del 43 per cento.
La tendenza alla diminuzione si era subito vista fin dall’inizio della presidenza Trump, dopo i primi decreti esecutivi e le nuove nomine ai vertici delle agenzie di sicurezza. Il CCJ afferma che con i dati dell’FBI si registra a livello nazionale un decremento degli omicidi nel 2025 di circa 4,0 ogni 100.000 residenti, il che significa il tasso più basso mai registrato nei dati delle forze dell’ordine dal 1900, e segnerebbe il più grande calo percentuale in un anno del tasso di omicidi mai registrato.
Nessuno dice che gli Usa siano l’Eden, ma solo che Trump ha ribaltato decenni di lassismo e disfattismo delle amministrazioni Dem nella sicurezza pubblica, dalle città-santuario, al permissivismo nello spaccio stupefacenti, ai brogli elettorali con schede di immigrati clandestini, alle frodi negli appalti pubblici.
Nonostante la disinformazione woke dei Dem, per esempio, dai sondaggi emerge che il 61 per cento degli americani sostiene l’ICE e il 58 per cento si oppone al suo de-finanziamento, e ciò perché gli agenti federali – arrestando spacciatori, assassini, stupratori, trafficanti di esseri umani – hanno finalmente interrotto l‘impunità di enormi bande di gangster che tenevano in scacco città intere. Il tutto sotto le proteste isteriche dei movimenti Dem che si oppongono al rimpatrio dei criminali clandestini con accuse accertate per reati gravi.
Ma i Dem non ci stanno
Ma i Democratici americani condannano Trump anche per aver completato il muro al confine con il Messico, e aver quasi interamente fermato il passaggio di clandestini e narcotrafficanti – muro iniziato da Clinton, continuato da Obama e Biden, e da Trump solo terminato; per colpire le barche che trasportano droga; o per aver arrestato Maduro, principale boss narcos del Sudamerica. Tutto ciò che fa Trump per combattere la criminalità è osteggiato dai Dem.
Sembra sempre che ogni decisione presa semplicemente per proteggere i cittadini dai delinquenti dia fastidio estremo alle sinistre mondiali. Forse non è un caso che oggi i Dem americani si oppongano con le unghie e i denti a qualsiasi legge che impedisca il voto ai clandestini, e proteggano le comunità criminali metropolitane: sarà mica che queste offrano loro un enorme bacino elettorale? E non sarà per caso qualcosa che possa riguardare anche noi?
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