Esteri

Ecco i motivi della rabbia degli agricoltori francesi

Ovviamente tutte le regolamentazioni e le politiche climatiche Ue, che impongono costi insostenibili, ma anche l’invasione dei prodotti ucraini

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trattori Francia (Euronews)

Giornali e telegiornali francesi raccontano da giorni le proteste degli agricoltori d’oltralpe, spesso realizzate tramite operazioni escargot, lunghe file di trattori che bloccano strade e autostrade. Ieri sono addirittura stati investiti e uccisi alcuni manifestanti, travolti da un’auto che ha percorso una strada che era stata bloccata tramite una barricata eretta dagli agricoltori.

C’è un non detto in tutto questo: la vera origine del problema che causa tanta rabbia. L’abbiamo scoperta tramite France Info, una emittente radiofonica di stato dove lavorano molti giornalisti “insoumise”: che in questo caso hanno fatto un’operazione di fact checking a nostro avviso utile.

Politiche climatiche  

Questi i fatti. France Info ha intervistato mercoledì mattina Anne Sander, economista, deputata del Partito Popolare ed esperta di problemi degli agricoltori, per cercare di capire quale sia la fonte di tanta rabbia. Inizialmente si è parlato di Europa, di tutte le regolamentazioni a favore del clima che impongono continui costi per gli adeguamenti tecnici. 

Facile deliberare stando all’aria condizionata del Parlamento europeo, difficile trovare i soldi per implementare quanto richiesto dalle nuove leggi.

Invasione ucraina

Ma poi, pressata dal giornalista, la deputata ha raccontato infine dove sta il vero problema. Vi riportiamo le sue parole testualmente, senza mettere nulla di nostro: 

Apriamo i nostri mercati a prodotti provenienti dall’estero che non rispettano nessuna delle nostre norme, in particolare ovviamente i prodotti ucraini, i prodotti agricoli dell’Ucraina. È il momento di chiedere una restrizione delle importazioni di cereali, pollame, zucchero. Prendiamo lo zucchero, per esempio. Avevamo 20.000 tonnellate di zucchero che entravano nell’Unione europea dall’Ucraina prima della guerra. Ne avremo 700.000 tonnellate per la prossima stagione, quella 2024 (un aumento del 3500 per cento, ndr). Sono volumi enormi. E soprattutto, sulla questione ucraina, bisogna vedere chi c’è dietro queste produzioni: ci sono capitali appartenenti agli oligarchi. Quindi non stiamo sostenendo i piccoli agricoltori ucraini ma grossi industriali oligarchi: in questo caso, quelli ucraini.

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