Naturalmente è subito partito a fanfare tonanti il circo dei pagliacci che annunciano la sconfitta di Trump e la vittoria degli ayatollah. Questi geni della geopolitica da bar non vedevano l’ora di criticare qualsiasi cosa fosse successa alla fine di questa guerra, tanto più che siccome nessuno conosce i termini reali dell’accordo, è facile poter sputar fuori ogni scemenza che passi loro per la testa.
I risultati della campagna
Ma la realtà è solo questa: per 48 anni l’Iran ha dichiarato di voler costruire missili nucleari per distruggere lo Stato di Israele e conquistare un primato autoritario e imperialista sul Medio Oriente e oltre; ha fatto morire milioni di persone in guerre coi suoi vicini; ha aizzato il terrorismo internazionale contro tutto e tutti; ha destabilizzato l’intera regione; si è fatto odiare da tutti i Paesi arabi; senza contare l’inferno che ha fatto vivere alla propria popolazione arrivando ad ammazzare 50 mila suoi cittadini inermi solo negli ultimi mesi.
Donald Trump, unico presidente Usa della storia ad aver finalmente interrotto le capacità belliche e nucleari del regime islamista, il che era il primo obiettivo della guerra, totalmente raggiunto in pochi giorni. Il cambio di regime non era mai stato un obiettivo, bensì solo un auspicio, dipendente dal popolo iraniano.
La campagna contro l’Iran ha permesso finalmente a Israele di difendersi una volta per tutte dagli attacchi quotidiani di Hezbollah sulla popolazione civile che duravano da decenni: 20 mila missili di Hezbollah sulle città israeliane solo dal 2023. Gli sciiti libanesi sono a tutti gli effetti proxy dell’Iran, e ora, grazie a Trump e a Netanyahu, sono allo sbando militarmente e finanziariamente. Idem Hamas.
Il nodo nucleare
Nessuno conosce ancora i termini dell’accordo e cosa riserverà il futuro, tanto meno i pagliacci da bar improvvisamente diventati esperti di geopolitica mondiale e strategie del Pentagono. Però il presidente americano l’ha ottenuto facendo una guerra lampo che ha stritolato l’intero apparato industriale dei Pasdaran, e, per la prima volta nella storia, senza far sbarcare nemmeno un marine.
Certo, il punto nodale resta la presa di possesso dell’uranio e il suo smaltimento lontano dalle grinfie dei Pasdaran: speriamo che ciò accada realmente, e francamente confidiamo che Trump non si faccia prendere in giro come Obama e Biden. Ma lo vedremo.
Il regime change mancato
Chi sbraita tronfio che gli ayatollah sono sempre al comando cosa avrebbe voluto: che sull’Iran fossero sganciate bombe nucleari e sterminati 90 milioni di iraniani? Che la popolazione prendesse i forconi e abbattesse i Pasdaran come durante la Bastiglia? Svegliatevi! Nessuna rivoluzione popolare è più possibile oggigiorno, non contro le mitragliatrici.
L’unica possibilità sarebbe stata un’invasione delle truppe curde con presa di possesso di Teheran, ma i curdi sono stati traditi e abbandonati troppe volte dall’Occidente per farsi di nuovo ammazzare per noi, quindi sono rimasti a guardare. Come gli europei vigliacchi che ora sproloquiano al bar.
Il rapporto Trump-Netanyahu
E un’ultima cosa: nessuno al mondo va d’accordo più di Trump e Netanyahu: solo gli allocchi credono alla pantomima dei loro litigi. Perfino l’Iran ha dichiarato che quella del poliziotto buono e di quello cattivo è una recita dei due presidenti. Comunque Israele continuerà a fare i propri interessi per difendersi, anche dovesse riprendere da solo la guerra se annusasse il pericolo.
Nel frattempo si è saldato un asse definitivo, politico e commerciale, tra i Paesi arabi e Israele, lasciando isolato l’Iran, abbandonato persino dalla Russia, cosa impensabile pochi mesi fa.
A chi odia Trump e l’Occidente così tanto da tifare Iran ribattiamo: grazie e buon compleanno, presidente!
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