Esteri

Infiltrata nell’estrema sinistra islamista: ecco cosa ha trovato Nora Bussigny

Antisemitismo e linguaggio d'odio si nascondono dietro la presunta lotta contro l'oppressione. Estrema sinistra e islamismo hanno un obiettivo comune: destabilizzare le istituzioni democratiche

Mentre in Italia gli unici casi di giornalisti che si infiltrano in movimenti politici sono quelli di Fanpage contro i partiti di destra, in Francia c’è stato chi al contrario ha avuto il coraggio di infiltrarsi nelle frange radicali della sinistra, smascherando il linguaggio d’odio che si nasconde dietro la loro presunta lotta contro l’oppressione.

Non si può non citare in tal senso il caso della giornalista francese Nora Bussigny, autrice del libro I nuovi antisemiti: Inchiesta di un’infiltrata nelle fila dell’ultrasinistra, recentemente tradotto in italiano dall’Associazione Setteottobre.

Nata in una famiglia franco-marocchina, ha scritto per le riviste Le Point, Marianne e Franc-Tireur. Si è infiltrata sotto false identità nei movimenti dell’estrema sinistra francese, dimostrando come questi stiano coltivando l’antisemitismo e un’alleanza con il fondamentalismo islamico.

Abbiamo incontrato Nora Bussigny l’8 ottobre a Milano, in occasione della presentazione del suo libro tenutasi al Teatro Franco Parenti. Poco prima dell’evento, ci ha gentilmente concesso questa intervista.

Il 7 Ottobre

NATHAN GREPPI: Come è nata l’idea di infiltrarsi nell’estrema sinistra?

NORA BUSSIGNY: È successo l’8 ottobre 2023, il giorno dopo il 7 ottobre. Poche settimane prima avevo pubblicato un altro libro, Les Nouveaux Inquisiteurs, un’inchiesta per denunciare la radicalizzazione dei movimenti femministi, LGBTQ e antirazzisti.

Quando è successo il 7 Ottobre, ho riaperto il falso profilo social che avevo usato quand’ero sotto copertura, e ho scoperto che tutte le femministe che conoscevo erano rimaste in silenzio o erano molto felici. Questo perché dicevano “è bellissimo, il colonizzato combatte contro il colonizzatore”. Ero totalmente scioccata, perché avevamo visto video di aggressioni e stupri commessi da Hamas sulle donne israeliane. Fino a quel momento non avevo visto l’elefante nella stanza. Così, ho deciso di approfondire.

NG: Per quanto tempo si è infiltrata in questi movimenti?

NB: Complessivamente per un anno, ma non di fila. Ci sono stati degli intervalli in mezzo.

Nemico comune

NG: In un’intervista rilasciata a gennaio al Times of Israel, lei ha affermato che l’odio per gli ebrei ha saputo riunire movimenti di estrema sinistra anche molto divisi tra loro. Come è stato possibile?

NB: L’estrema sinistra e l’islamismo hanno un punto in comune: la volontà di destabilizzare le istituzioni democratiche. La sinistra radicale è estremamente frammentata, e come aveva spiegato George Orwell nel suo romanzo “1984”, l’unica cosa che li rende coesi è la figura del nemico comune. In questo caso, il nemico comune sono i sionisti, però sappiamo che in realtà intendono gli ebrei.

NG: Lei ha origini marocchine. Come viene vista la sua scelta di combattere l’antisemitismo tra il pubblico arabo?

NB: Siccome faccio parte di una famiglia musulmana, so che le prime vittime dell’islamismo sono i musulmani stessi. Pertanto, non si possono fare inchieste su questo fenomeno senza riscontrarne un sintomo, ovvero l’antisemitismo. Non sono ebrea e non sono mai stata in Israele, ma frequentando ambienti islamisti ho potuto constatare tutto ciò.

Radicalizzazione nelle scuole

NG: Di recente ci sono stati pesanti scontri in Francia. Come vede la situazione nel suo Paese?

NB: Ho seguito questo movimento per molto tempo, e sono rimasta stupita nello scoprire che la situazione era la stessa della causa palestinese. In particolare, ho constatato come l’empatia per i palestinesi sia stata strumentalizzata da organizzazioni legate al terrorismo.

Lo stesso sta succedendo nel mondo dei licei in Francia. All’inizio era una lotta legittima, ma poi al movimento di protesta si sono uniti dei rappresentanti dell’estrema sinistra, uomini politici e islamisti. Ciò ha portato alla radicalizzazione alla quale stiamo assistendo in questi giorni.

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