A giudicare da come è andato il viaggio di alcuni leader Ue a Washington, capitanati ancora una volta dalla scialba Ursula von der Leyen, è ormai chiaro a tutti che l’Unione europea esiste (forse) come potenza economica e commerciale, ma non quale entità politica e militare in grado di far sentire il proprio peso nello scenario internazionale.
Trump non è Biden
Tanto Vladimir Putin quanto Donald Trump non la prendono sul serio, soprattutto quando vuole ergersi a protettrice, senza averne i mezzi, del leader ucraino Volodymyr Zelensky. L’unico vero protettore che quest’ultimo può avere è il presidente Usa.
Tuttavia Trump non è Joe Biden, che aveva promesso a Zelensky mari e monti, senza peraltro mantenere e adottando una politica tutto sommato prudente sul piano pratico, anche se non su quello teorico. Il tycoon newyorkese, come si è visto anche nel summit in Alaska, è fatto di una pasta diversa. Non ritiene l’Ucraina un grande Paese per cui valga la pena di investire altro denaro oltre alle somme stratosferiche che gli Usa hanno giù stanziato durante la presidenza Biden.
Recuperare la Russia
Tiene invece, e molto, al miglioramento dei rapporti con la Russia per tanti motivi. La considera ancora una grande potenza dotata di un formidabile arsenale nucleare, e tenta di allentare i suoi rapporti con la Cina di Xi Jinping, vero avversario strategico dell’America nel Pacifico (e non solo).
Non si sa se l’operazione, per nulla facile, gli riuscirà, ma ci sta in ogni caso provando. Trump non sta affatto tradendo l’Occidente, come tanti in Europa affermano. Più semplicemente si è accorto che la comunità occidentale transatlantica uscita dalla Seconda Guerra Mondiale non esiste più, e vuole passare ad una nuova fase.
In questo senso il recupero delle relazioni con la Russia, favorito anche dai suoi vecchi e buoni rapporti con Putin, può aprire la strada a un equilibrio mondiale nuovo nel quale, purtroppo, la vecchia Europa avrà un peso minore.
Non penso che il presidente Usa si farà impressionare più di tanto dalla carovana che incontrerà alla Casa Bianca. Conosce i leader europei uno per uno e sa, per esempio, che Macron, Starmer e Merz hanno problemi enormi a casa loro, ragion per cui pensa che di tali problemi dovrebbero occuparsi, più che dell’Ucraina.
Il problema Zelensky
Ed è giunta pure l’ora di ridicolizzare alcune narrazioni dei mass media. Zelensky non ha subito alcun agguato alla Casa Bianca nel marzo scorso. Non era a casa sua, a Kiev, bensì ospite di presidente e vice-presidente Usa. Spettava quindi a lui adottare un comportamento adeguato. Da ospite, per l’appunto, e non da padrone del vapore.
Sarà un caso, ma è un dato di fatto che gli americani hanno di nuovo chiesto lumi sul suo abbigliamento, giacché il nostro si presenta ovunque vestito come una sorta di guerrigliero, forse non percependo che nelle visite di Stato non ci si veste così.
Pur conscio di esprimere opinioni non gradite a molti, ritengo che una sua uscita di scena, dignitosa e senza alcun spargimento di sangue, favorirebbe grandemente il processo di pace in Ucraina. Anche perché, continuando in questo modo, l’intera Europa rischia di essere risucchiata in un conflitto che la maggioranza dei popoli – e dei parlamenti – europei non vuole affatto.
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