Secondo le autorità israeliane, Hamas avrebbe utilizzato l’Ospedale Nasser di Khan Yunis per torturare e interrogare i prigionieri palestinesi che si oppongono al governo del movimento terroristico nella Striscia di Gaza.
L’indagine
Il 20 agosto, l’Idf e lo Shin Bet hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando di poter finalmente rendere pubbliche informazioni di intelligence che dimostrano come Hamas “conduce interrogatori e torture” nell’ospedale. Una pratica implementata soprattutto a causa dell’erosione del consenso nei suoi confronti tra gli abitanti di Gaza, che ha spinto il gruppo terroristico palestinese ad intensificare i suoi sforzi per intimidire i gazawi e schiacciare il dissenso interno.
Attualmente, Hamas controlla all’incirca il 40 per cento del territorio di Gaza, mentre il resto è controllato militarmente da Israele. La maggior parte della popolazione gazawi, tuttavia, vive nell’area controllata dal gruppo islamista.
Nella dichiarazione dell’Idf e dello Shin Bet si legge:
Secondo le informazioni che abbiamo, nell’edificio Yassin, al secondo piano delle cliniche ambulatorie dell’ospedale, le ricerche sono condotte dalla sicurezza interna e dall’intelligence militare di Hamas. Inoltre, Hamas sfrutta l’ospedale come centro di comando, indipendentemente dalla sua funzione medica, per interrogatori, torture e raccolta fondi. L’Ospedale Nasser continua a servire come principale infrastruttura militare di Hamas nel sud della Striscia di Gaza. I pazienti e il personale ospedaliero assistono alla presenza regolare di operativi di Hamas, alcuni dei quali mascherati, in varie aree del complesso.
I precedenti
Già a gennaio, Medici Senza Frontiere ha ammesso che all’Ospedale Nasser si era registrata la presenza di uomini armati, citando episodi di intimidazioni dei pazienti, arresti arbitrari e spostamenti di carichi di armi. E a maggio, un’inchiesta dell’analista Salo Aizenberg ha rivelato che almeno dieci operatori sanitari morti a Gaza in realtà erano comandanti di Hamas e della Jihad Islamica palestinese.
Nel dicembre 2023, interrogato dallo Shin Bet, un dirigente dell’Ospedale Kamel Adnan nel nord di Gaza, Ahmed Kahlot, ha ammesso che il suo ospedale era stato trasformato in una struttura militare sotto il controllo di Hamas. E nel gennaio 2026, l’istituto di ricerca israeliano NGO Monitor ha rivelato che il direttore dello stesso ospedale, Hussam Abu Safiya, era egli stesso un colonnello di Hamas, ma nonostante ciò suoi editoriali sono stati pubblicati sul New York Times.
Talvolta gli operatori sanitari di Gaza hanno partecipato ai soprusi nei confronti degli ostaggi israeliani. Nel dicembre 2025, intervistata dall’emittente israeliana Channel 12, la giovane Romi Gonen, rapita il 7 ottobre 2023 e liberata nel gennaio 2025, ha raccontato diversi episodi di molestie sessuali. Il primo tra i suoi carcerieri ad abusare di lei è stato proprio un medico.
Dissidenti perseguitati in Occidente
I palestinesi che si oppongono a Hamas non vengono presi di mira solo a Gaza, ma anche in Occidente. Lo può testimoniare l’analista palestinese-americano Ahmed Fouad AlKhatib, nato a Gaza ma residente negli Stati Uniti da molti anni e assai critico nei confronti del regime instaurato nella Striscia dall’organizzazione terroristica.
A metà agosto, si è recato in Norvegia per partecipare all’Arendalsuka, il più importante festival politico norvegese. Ma dopo essere stato riconosciuto da alcuni attivisti propal che non gradivano la sua presenza, come ha raccontato lui stesso sui social, le autorità locali hanno fermato lui e i suoi amici, prendendogli i documenti e chiedendogli chi era e perché era al festival. Fortunatamente, dopo l’interrogatorio il panel si è tenuto lo stesso.
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