Esteri

La Destra Woke in breve: ecco come vuole conquistare il Gop

Posizioni, mentalità e metodi collimano con quelli della sinistra woke. Politicamente corretto di destra. Tattica gramsciana di infiltrazione istituzionale

Vance Carlson (Ytube)

Ho recentemente pubblicato su Atlantico Quotidiano due articoli (prima e seconda parte) sull’emergere negli Stati Uniti della cosiddetta “Destra Woke”. Gli articoli sono necessariamente prolissi perché si tratta di una questione complessa e fuori dall’ordinario. In ogni caso: ecco un riassunto della faccenda.

C’è negli Stati Uniti una fazione del mondo conservatore e adiacente che essenzialmente sta cercando di trasformare il Partito Repubblicano da un partito conservatore di tipo anglosassone, a un partito della destra sociale, molto più simile all’estrema destra europea.

Come la sinistra woke

Molte delle loro posizioni in politica estera ed economiche collimano con quelle della sinistra. Se ne distaccano sulle questioni sociali (diritti delle donne e dei gay, ruolo della religione nello Stato, ecc.)

Questa fazione condivide con la sinistra “woke” anche l’epistemologia, tanto da essere stata soprannominata, appunto, “Destra Woke”. La Destra Woke vede l’ultimo secolo del mondo occidentale come un fallimento da cancellare e divide il mondo in oppressi e oppressori.

Solo che laddove la Sinistra Woke vede il sistema di oppressione basato su razzismo sistemico e patriarcato, la Destra Woke vede controllo ebraico, cospirazioni globaliste e istituzioni e cabale nascoste che manipolano la realtà per mantenere il potere.

Politicamente corretto di destra

La Destra Woke non ha assolutamente nessuno standard quando si tratta di fatti. Quello che conta è la narrazione, che deve essere accettata come dimostrazione di fedeltà politica. La versione di destra del “politically correct”. Da qui il suo trasporto verso le teorie della cospirazione, anche quelle più assurde.

Tattica gramsciana

La Woke Right ha zero problemi a flirtare, o anche includere nel discorso politico, con l’estrema destra, razzisti, antisemiti, e neonazisti inclusi, e gli integralisti religiosi.

Sapendo che le sue idee non sono popolari nel mondo conservatore americano, la Destra Woke sta usando una tattica gramsciana di infiltrazione istituzionale. L’idea è quelle di prendere controllo del Partito Repubblicano e di tutte le istituzioni di supporto a destra (think tank, media, associazioni di attivismo come TPUSA), diventando l’unica alternativa alla sinistra. In un sitema bipartitico come quello Usa, gli elettori non hanno alternative. Se vi sembra una tattica familiare, è esattamente quello che il movimento woke ha fatto col Partito Democratico.

Per smorzare la reazione negativa del mondo conservatore tradizionale, la Destra Woke sta usando tre tattiche principali: 1) accusare i suoi critici di censura e chiusura alla differenza di idee; 2) accusare i critici di star dividendo la destra pregiudicandone le possibilità di successo elettorale; 3) utilizzare il tradizionale supporto del mondo conservatore americano a Israele come un catalizzatore, liquidando i critici come supporter di Israele che semplicemente non amano la posizione ostile della Destra Woke allo Stato ebraico.

Queste tattiche stanno funzionando abbastanza. Al momento c’è una grande riluttanza nel modo conservatore americano ad affrontare la questione per paura che una destra divisa venga fatta a fettine alle urne. Come già successo a sinistra, si ha paura di “buttare via il bambino con l’acqua sporca”. Ma lo scontro è, a mio avviso, inevitabile perché le posizioni di conservatori tradizionali e Destra Woke non sono conciliabili.

Chi salta sul carro

Quelli che non sono riluttanti, stanno saltando sul carrozzone della Destra Woke perché la ritengono il futuro. Il politico che sta cavalcando maggiormente l’onda della Destra Woke è JD Vance. Quando gli viene chiesto il suo parere sulle posizioni e affermazioni della Destra Woke, anche quelle più estreme, Vance nicchia.

Ma non si fa scrupolo di denunciare quanti tra i conservatori si oppongono alla Destra Woke come dei piantagrane. In una recente intervista ha riaffermato che il suo amico Tucker Carlson, il principale diffusore del verbo della Woke Right, rimane un conservatore senza macchia.

Rivoluzionari

Tucker Carlson attira meno scandalo di figure fringe come Candace Owens e Nick Fuentes, ma a differenza di queste, è mainstream. Se dovessimo riassumere la visione dell’Occidente promulgata da Carlson da quando ha lasciato Fox News, negli ultimi 80 anni o giù di lì il mondo occidentale ha sbagliato tutto. In politica, in economia, nelle relazioni internazionali, nella società.

I suo nemici sono in realtà alleati e i suoi alleati sono in realtà nemici. Non si tratta soltanto di una completa inversione di tutte le posizioni dei conservatori americani della storia recente, ma non si vede come una visione del genere possa essere definita, anche solo da un punto di vista semantico, “conservatrice”. Se ritieni che tutto il tuo mondo sia sbagliato e debba cambiare radicalmente, sei un rivoluzionario, non un conservatore.

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